Perplexity Teammates: agenti AI che lavorano da soli, ma serve il piano Max

Perplexity Teammates: agenti AI che lavorano da soli, ma serve il piano Max
Contenuti dell'articolo

Perplexity ha presentato Teammates, una famiglia di agenti che non aspetta domande. Il nome dice già tutto: non assistenti a cui chiedere qualcosa, ma colleghi digitali a cui affidare un’area di lavoro, dalle vendite al supporto clienti. L’annuncio arriva mentre Anthropic con Claude Duet e OpenAI con dots spingono nella stessa direzione: agenti che lavorano mentre l’utente è altrove.

La differenza che Perplexity prova a marcare è l’integrazione con Computer, la piattaforma che già gestisce strumenti e file. Un Teammate non vive in una chat separata: sta dove stanno i documenti e i plugin collegati.

Perché un Teammate non è un chatbot

La distinzione è pratica, non di marketing. A un chatbot si chiede un riassunto e si chiude la sessione. Un Teammate riceve un perimetro: marketing, vendite, supporto o operations. Dentro quel perimetro ricorda gli obiettivi del progetto, la cronologia dei task e i file condivisi.

Ogni nuovo compito si appoggia al lavoro già fatto, senza ripartire da zero: come un consulente che ha già letto il fascicolo.

Il monitoraggio proattivo, con esempi concreti

Perplexity porta due casi concreti. Un Teammate delle vendite nota da solo quando un cliente abituale smette di comprare, analizza la cronologia, prepara un’offerta personalizzata o segnala i problemi aperti prima di contattarlo.

Sul fronte operations tiene traccia di scadenze, fornitori e documenti. Se una deadline si avvicina entro 72 ore e mancano ancora pezzi, partono i solleciti senza che nessuno debba ricordarglielo. Se un’agenzia chiede due settimane di preavviso, il dato resta valido nei progetti successivi.

Il punto delicato è qui: un agente che agisce senza input va tarato bene, altrimenti i solleciti diventano rumore e le offerte personalizzate diventano figure barbine con i clienti.

Slack, passaggi di consegne e ambienti separati

I Teammates lavorano anche in Slack, dove i colleghi possono assegnare task o chiedere aggiornamenti. Possono passarsi il lavoro tra loro: uno trova un bug sul sito, un altro prepara la correzione.

Sul fronte sicurezza ogni agente gira in un ambiente isolato con sessioni browser separate. Le credenziali salvate sono cifrate e l’utente può intervenire o cambiare direzione in qualsiasi momento. È lo stesso nodo degli strumenti che danno agli agenti le password senza mostrarle: comodo, ma va capito chi risponde quando qualcosa va storto.

Chi può usarlo e come si crea

Per ora la disponibilità è ristretta. I Teammates partono sul web e arriveranno presto su iOS, ma solo per gli abbonati a Perplexity Max. Chi ha un piano Free o Pro può passare al livello superiore dalle impostazioni dell’account.

Si apre la sezione dedicata nella barra di navigazione, si dà un nome all’agente, si collegano i plugin che servono (Slack, GitHub, Gmail e altri) e si descrive il lavoro da gestire. La descrizione è la parte che conta: un perimetro vago produce un agente vago.

TIP. Prima di collegare Gmail o GitHub a un Teammate, decidi cosa può toccare e cosa no. Parti con un plugin solo, guarda cosa combina per una settimana, poi allarga i permessi. Un agente proattivo con accessi larghi è difficile da fermare.

Il modello di prezzo è la parte più interessante

Mettere gli agenti autonomi dietro il piano più caro non è un dettaglio commerciale. Un agente che macina task consuma molta più capacità di un chatbot usato a domanda. Perplexity scarica quel costo su chi vuole davvero delegare.

La conseguenza è un doppio binario. Chi paga ha un collega digitale, chi resta su Free o Pro ha solo un motore di ricerca più ricco. Anthropic e OpenAI si muovono sulla stessa fascia, quindi la partita si giocherà su quanto questi agenti sapranno stare dentro i limiti senza combinare disastri.

C’è poi il capitolo degli agenti locali, quelli che lavorano sui dati personali senza passare dal cloud. Logica opposta e, per molti versi, più prudente: il dato non esce di casa.

Domande frequenti

Che cosa sono i Teammates di Perplexity?

Agenti AI configurati per gestire un’area di lavoro specifica, come marketing, vendite, supporto o operations. Ricordano obiettivi, task e file tra una sessione e l’altra e agiscono in autonomia dentro quel perimetro.

Funzionano con il piano Free o Pro?

No, al lancio sono riservati al piano Perplexity Max. Chi ha Free o Pro può passare al livello superiore dalle impostazioni dell’account, poi aprire la sezione dedicata.

I Teammates agiscono senza chiedere conferma?

Possono farlo, ed è il senso del prodotto: il monitoraggio proattivo prevede iniziativa autonoma. L’utente mantiene la possibilità di intervenire, prendere il controllo o cambiare direzione. Ogni agente gira in un ambiente isolato.

Che differenza c’è con Claude Duet e OpenAI dots?

L’idea di fondo è la stessa: agenti proattivi che portano avanti lavoro continuativo. Perplexity punta sull’integrazione con la piattaforma Computer e sulla presenza in Slack, oltre che sul fatto che più Teammates possono passarsi i task.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Parliamo di: