Bill Gates ha lanciato un avvertimento sui possibili effetti della rapida diffusione dell’intelligenza artificiale, descrivendo una trasformazione destinata a incidere profondamente sul lavoro, sull’istruzione e sull’organizzazione della società. Secondo il cofondatore di Microsoft, istituzioni, esperti e cittadini risultano ancora insufficientemente preparati ad affrontare una fase che potrebbe rivelarsi tra le più instabili della storia recente. Tra le proposte avanzate figurano la creazione di mansioni riservate alle persone e l’introduzione di imposte sull’uso dell’IA e dei robot.
bill gates propone lavori riservati agli esseri umani
Gates considera l’IA uno strumento potenzialmente capace di favorire un maggiore equilibrio, ma anche una possibile origine di nuove disuguaglianze. Per proteggere i lavoratori che avrebbero difficoltà a cambiare professione, le autorità dovrebbero valutare l’istituzione di alcuni posti di lavoro esclusivamente umani. L’idea viene accostata al concetto di riserva naturale: anche quando una macchina è tecnicamente in grado di svolgere un’attività, potrebbe essere opportuno che quella funzione resti affidata alle persone.
il valore delle relazioni umane
Un esempio riguarda la comunicazione di notizie dolorose ai pazienti. Un robot potrebbe trasmettere un’informazione con grande precisione, ma la presenza umana continuerebbe a essere considerata essenziale per ragioni legate a empatia, sensibilità e attenzione emotiva.
tassa sui token dell’intelligenza artificiale
Un altro punto riguarda la struttura dell’attuale sistema fiscale. Le imprese pagano imposte sul lavoro dei dipendenti, mentre l’acquisto di robot o software basati sull’IA può essere registrato come costo aziendale deducibile immediatamente. Secondo Gates, questa impostazione finisce per incoraggiare la sostituzione della forza lavoro con sistemi automatizzati.
La proposta consiste nell’applicare un’imposta ai token di calcolo elaborati dall’IA e ai robot, così da ridurre le distorsioni fiscali e sostenere le persone colpite dall’automazione. Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, aveva già ipotizzato una tassa del 3% sui ricavi generati dall’IA per finanziare il sostegno ai lavoratori rimasti senza occupazione. OpenAI aveva invece suggerito una tassazione della forza lavoro automatizzata, un fondo sovrano e una settimana lavorativa di 32 ore.
- Bill Gates, cofondatore di Microsoft
- Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic
l’impatto dell’ia oltre il mercato del lavoro
La trasformazione prevista non riguarderebbe soltanto l’occupazione. L’intelligenza artificiale potrebbe modificare anche istruzione, sicurezza pubblica e funzionamento generale della società. Gates ha paragonato l’ampiezza degli interventi necessari a quella della riorganizzazione avviata dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, ritenendo la portata dei cambiamenti ancora più vasta.
Le differenze tra i Paesi nell’accettazione dell’automazione potrebbero complicare il coordinamento delle politiche pubbliche. Le prime professioni esposte sarebbero quelle di livello iniziale e intermedio, mentre numerosi lavori manuali potrebbero subire conseguenze progressive entro i prossimi dieci anni.
i rischi dell’ia per i giovani
Gates ha espresso preoccupazione anche per lo sviluppo delle nuove generazioni. Un utilizzo eccessivo di sistemi capaci di fornire risposte immediate e sempre disponibili potrebbe indebolire la capacità di pensiero critico e favorire atteggiamenti eccessivamente conformisti.
Riflettendo sulla propria esperienza, il cofondatore di Microsoft ha osservato che, se durante la sua crescita fosse esistito un assistente virtuale particolarmente accondiscendente, avrebbe forse dedicato meno impegno alla costruzione delle competenze sociali e delle relazioni interpersonali.












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