La rimozione del termometro a infrarossi dai Google Pixel 11 segna la fine di una delle funzioni hardware più insolite introdotte dall’azienda. Al suo posto arriva HiLight, un sistema di illuminazione pensato per notifiche e interazioni visive. Il confronto tra le due soluzioni mette in evidenza un cambiamento nelle priorità di Google: dalla misurazione di elementi fisici all’estetica e alla personalizzazione dell’esperienza d’uso.
termometro dei google pixel: da funzione curiosa a strumento utile
Quando Google ha presentato il sensore a infrarossi del Pixel 8 Pro, la funzione è stata accolta con una certa diffidenza. Sembrava un’aggiunta insolita, legata a una fase ormai superata e inserita nello smartphone senza una reale necessità. Le prime versioni software, inoltre, richiedevano diversi interventi manuali: per ottenere una misurazione corretta era necessario selezionare il materiale dell’oggetto, come plastica, metallo o tessuto.
All’inizio non era possibile misurare la temperatura corporea, poiché la funzione non disponeva ancora delle autorizzazioni regolamentari necessarie. Le prime dimostrazioni si concentravano quindi su utilizzi semplici, come il controllo della temperatura di una bevanda. Con l’approvazione per le misurazioni del corpo, il sensore ha trovato applicazioni più concrete.
misurazioni quotidiane con il sensore a infrarossi
Il termometro integrato nel Pixel 10 Pro si è dimostrato utile per controlli occasionali durante gli spostamenti e nella vita di tutti i giorni. Una misurazione effettuata in un momento di stanchezza ha mostrato come una funzione considerata inizialmente superflua potesse diventare pratica quando realmente necessaria.
Il sensore è stato utilizzato anche per verificare la temperatura di superfici, oggetti ed elettrodomestici. Tra gli impieghi indicati rientrano il controllo dell’asfalto durante le giornate estive, la misurazione del calore di una padella e la verifica di dispositivi o apparecchiature sospettati di surriscaldarsi.
- Controllo della temperatura corporea
- Misurazione dell’asfalto caldo
- Verifica della temperatura di padelle e superfici
- Controllo di dispositivi elettronici ed elettrodomestici
Non si trattava di una funzione utilizzata frequentemente e, in caso di necessità, sarebbe stato possibile ricorrere a un termometro tradizionale. Il vantaggio principale consisteva nella disponibilità immediata: lo strumento era già integrato nel telefono portato normalmente con sé.
google pixel 11 e hilight: più estetica, meno utilità pratica
Con la serie Pixel 11, Google ha eliminato il modulo per la rilevazione della temperatura introducendo HiLight. Il nuovo sistema consiste in un anello di luci ambientali posizionato intorno al flash della fotocamera. Le illuminazioni possono mostrare notifiche personalizzate quando chiamano contatti preferiti e fornire un indicatore luminoso durante l’interazione a mani libere con Gemini.
HiLight offre un effetto visivo riconoscibile, ma la sua utilità appare più limitata rispetto a quella del termometro. Una luce collocata nella parte anteriore dello smartphone, nel pulsante di accensione o nel controllo del volume sarebbe risultata più visibile. Inoltre, sistemi di illuminazione per le notifiche sono già presenti su altri dispositivi e possono essere replicati anche attraverso applicazioni dedicate per lo schermo OLED.
hilight sostituisce uno strumento con un elemento visivo
Il nuovo componente comunica soprattutto lo stato del telefono e rende più evidente l’interazione con le funzioni basate sull’intelligenza artificiale. Non consente però di eseguire misurazioni fisiche. Non può rilevare una possibile febbre né verificare il surriscaldamento di un caricabatterie.
La sostituzione riflette una modifica nell’approccio di Google. Il sensore di temperatura permetteva al telefono di interagire con l’ambiente circostante attraverso un dato concreto. HiLight punta invece a rendere il dispositivo più caratteristico sul piano estetico, soprattutto durante l’utilizzo di Gemini.
google pixel e la perdita delle sperimentazioni hardware
Il termometro apparteneva alla serie di esperimenti hardware che hanno contribuito a distinguere i Pixel dagli smartphone più standardizzati. Prima di questa funzione, Google aveva introdotto i gesti radar Soli del Pixel 4, i lati comprimibili per attivare l’Assistente sul Pixel 2 e le fotocamere anteriori grandangolari doppie del Pixel 3.
Molte di queste soluzioni erano controverse o poco diffuse, e nel tempo sono state abbandonate. La loro presenza, però, conferiva ai dispositivi una personalità specifica. In un mercato composto soprattutto da smartphone con design e componenti simili, Google aveva mostrato una disponibilità particolare verso le funzioni insolite.
il futuro dei pixel tra fotocamere, chip e intelligenza artificiale
La progressiva semplificazione della gamma Pixel può rendere i prodotti più comprensibili per un pubblico ampio, concentrando l’attenzione su fotocamere migliori, processori più veloci e nuove funzioni basate sull’intelligenza artificiale. Al tempo stesso, la rinuncia a strumenti originali riduce l’interesse per gli appassionati alla ricerca di caratteristiche specifiche.
Il termometro non era una funzione destinata a determinare l’acquisto di uno smartphone di fascia alta, anche a causa della spiegazione complessa, dell’attesa per le autorizzazioni e della scarsa visibilità iniziale. Per alcuni utenti, però, rappresentava uno strumento realmente diverso da quello offerto dagli altri dispositivi. La sua eliminazione lascia spazio a una soluzione più scenografica, ma meno concreta nell’uso quotidiano.









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