Gemini 3.7 Flash amplia la propria disponibilità e arriva nelle conversazioni dell’app Gemini, dopo essere stato inizialmente utilizzato per alimentare l’agente Spark. Il nuovo modello introduce miglioramenti nel ragionamento, nella precisione e nella gestione di attività complesse, mentre l’applicazione offre anche un maggiore controllo sui watermark visibili dei contenuti generati.
Gemini 3.7 Flash arriva nelle chat
Gemini 3.7 Flash ha sostituito Gemini 3.6 Flash nel selettore dei modelli dell’app Gemini. La disponibilità riguarda le versioni per Android, iOS, web e macOS. Il modello si affianca a Gemini 3.5 Flash-Lite e Gemini 3.1 Pro, mentre per Gemini 3.5 Pro non è stata comunicata una modifica alla disponibilità.
miglioramenti per ragionamento e precisione
Google ha evidenziato progressi nel ragionamento e nell’accuratezza, soprattutto negli ambiti caratterizzati da un’elevata densità di informazioni. Tra i settori indicati rientrano finanza, diritto e bioscienze. Il modello offre inoltre risultati migliorati nella programmazione, nello sviluppo web e nella generazione di interfacce utente.
Gemini Spark usa strumenti più efficienti
All’interno di Gemini Spark, Gemini 3.7 Flash rende l’agente personale più efficiente grazie a un utilizzo migliorato degli strumenti collegati alle applicazioni Google Workspace. L’aggiornamento punta quindi a ottimizzare la gestione delle attività che richiedono l’interazione con i servizi della suite.
Gemini consente di disattivare i watermark visibili
L’app Gemini introduce anche la possibilità di disabilitare i watermark visibili applicati ai contenuti multimediali generati. L’opzione riguarda l’icona a forma di scintilla presente nell’angolo delle immagini create con Nano Banana, dei video realizzati con Omni e dei brani prodotti con Lyria.
limiti e impostazioni dei watermark
La funzione non è disponibile nei Paesi in cui la normativa impone il mantenimento dei watermark visibili. Anche quando l’opzione viene disattivata, restano incorporati i watermark invisibili SynthID e i metadati C2PA, utilizzati per identificare le origini dei contenuti generati.
La stessa possibilità è stata introdotta anche in Flow, mentre l’arrivo nella Ricerca Google è previsto successivamente. Sul web, l’impostazione si trova nell’icona a forma di ingranaggio collocata nell’angolo inferiore sinistro, all’interno della nuova sezione “Media watermark”.
La sezione propone due alternative semplici:
- On, che mantiene attivi i watermark visibili;
- Off, che li disabilita quando consentito.
L’opzione On resta quella predefinita. La distribuzione della funzione è prevista progressivamente su tutte le piattaforme nei giorni successivi.





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