La polizia giapponese ha individuato e arrestato un presunto “first seeder”, ovvero l’utente che pubblica per primo contenuti protetti da copyright sulle reti torrent. L’operazione, condotta nella prefettura di Kyoto, ha riguardato la diffusione di programmi televisivi attraverso il noto sito Nyaa e si basa su un metodo investigativo sviluppato per analizzare i flussi di dati senza controllare direttamente il traffico dei gruppi BitTorrent.
arrestato il presunto uploader di contenuti nhk
La sezione investigativa informatica della polizia della prefettura di Kyoto, insieme al commissariato di Fushimi, ha arrestato un uomo disoccupato di 56 anni residente a Sagamihara, nella prefettura di Kanagawa. L’uomo, identificato come Masakazu Ono, è accusato di aver caricato per primo la serie televisiva “Midnight Taxi”, una produzione i cui diritti appartengono a NHK e WOWOW.
Secondo gli investigatori, nell’arco di circa cinque anni il sospettato avrebbe caricato quasi 1.000 programmi prodotti da NHK. L’uomo avrebbe ammesso le proprie responsabilità, dichiarando di voler rendere disponibili le opere NHK agli spettatori di tutto il mondo. L’indagine della polizia di Kyoto sarebbe iniziata già nell’aprile 2026, a dimostrazione di un’attività investigativa prolungata e non basata esclusivamente sul tracciamento di un singolo indirizzo IP.
- Masakazu Ono, presunto uploader iniziale
- NHK, titolare dei diritti sui programmi
- WOWOW, titolare dei diritti sulla serie “Midnight Taxi”
come è stato individuato l’utente bitTorrent
La Coalition for Content Overseas Distribution, conosciuta come CODA, ha attribuito l’arresto a uno strumento di analisi creato dalla Japan Hacker Association. L’associazione collabora con CODA e con il ministero giapponese dell’Economia, del Commercio e dell’Industria nell’ambito di un programma dedicato alla cooperazione internazionale contro la pirateria.
analisi dei siti indice e dei tracker
Il sistema non si basa sull’ingresso nei gruppi BitTorrent per registrare gli indirizzi IP degli utenti. Lo strumento esamina invece il modo in cui i dati circolano tra i siti di indicizzazione e i server tracker. CODA non ha diffuso ulteriori dettagli tecnici, spiegando che la pubblicazione dei metodi di analisi potrebbe compromettere future operazioni di contrasto alla pirateria.
La conferma dell’identità del sospettato è stata comunque effettuata dalla polizia della prefettura di Kyoto, che ha condotto gli accertamenti conclusivi sull’utente individuato.
- Japan Hacker Association, sviluppatrice dello strumento
- CODA, organizzazione impegnata nella tutela dei contenuti
- Polizia della prefettura di Kyoto, responsabile dell’indagine
- Ministero giapponese dell’Economia, del Commercio e dell’Industria
coinvolti altri tre utenti per la condivisione dei file
La stessa operazione ha portato all’invio alla procura di altri tre uomini, di età compresa tra i 40 e gli oltre 60 anni. I soggetti sono accusati di aver condiviso gli stessi file associati alla serie televisiva. La loro posizione deriva dal funzionamento dei software torrent, che spesso caricano automaticamente verso altri utenti le parti di file già scaricate.
Tra i programmi utilizzati figurava anche qBittorrent, impiegato dal principale sospettato. CODA ha sottolineato che la condivisione automatica prevista da molti client torrent può comportare rischi penali anche per chi ritiene di aver effettuato soltanto un download.
- Tre uomini inviati alla procura
- Utenti di software BitTorrent coinvolti nella condivisione
- qBittorrent, programma utilizzato nel caso principale
nyaa resta online dopo l’operazione
CODA ha definito l’arresto del primo uploader un caso importante nella lotta alla pirateria sui siti torrent e ha dichiarato l’intenzione di proseguire con misure contro violazioni analoghe. Nonostante l’operazione, Nyaa continua a funzionare regolarmente.
I dati di SimilarWeb indicano che il sito ha registrato nell’ultimo mese oltre 22 milioni di visite. Più di un terzo degli accessi proverrebbe dal Giappone, evidenziando la presenza di numerosi potenziali obiettivi investigativi. CODA non ha precisato se saranno avviate iniziative contro i gestori di Nyaa né se siano previsti ulteriori arresti.
- Nyaa, sito di indicizzazione torrent ancora operativo
- SimilarWeb, fonte dei dati sul traffico del sito
- CODA, organismo che ha definito il caso una pietra miliare












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