L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente nel mondo del lavoro di Hong Kong, con un utilizzo degli strumenti AI molto superiore alla media globale. La diffusione delle tecnologie generative porta vantaggi in termini di efficienza e produttività, ma alimenta anche preoccupazioni tra i lavoratori, soprattutto nelle posizioni iniziali.
intelligenza artificiale nel lavoro a hong kong: il 73% la utilizza
Un’indagine dell’Università di Scienza e Tecnologia di Hong Kong ha rilevato che il 73% delle persone occupate utilizza regolarmente strumenti di intelligenza artificiale durante l’attività professionale. Il dato risulta nettamente superiore alla media globale del 31% e conferma una forte apertura del mercato del lavoro locale verso le nuove tecnologie.
indagine su oltre 3.700 lavoratori
La ricerca è stata condotta online tra marzo e aprile e ha raccolto oltre 3.700 questionari validi. I partecipanti appartenevano a diversi settori e livelli professionali; più del 60% aveva un’età compresa tra 30 e 49 anni, fascia considerata centrale nella popolazione attiva.
Gli strumenti di AI generativa vengono impiegati soprattutto per scrivere documenti, riassumere informazioni e sviluppare idee creative. Quasi l’80% degli intervistati considera positiva l’influenza dell’intelligenza artificiale sul lavoro quotidiano, indicando benefici legati a:
- maggiore efficienza;
- aumento della produttività;
- miglioramento della qualità del lavoro.
adozione dell’AI tra aziende e professionisti
Datori di lavoro, professionisti e dirigenti risultano tra gli utilizzatori più attivi. Anche le grandi imprese investono risorse nell’intelligenza artificiale in misura considerevolmente superiore rispetto alle piccole e medie aziende.
Altri studi confermano la stessa tendenza. Un rapporto sul mercato del lavoro di Hong Kong ha indicato che il 61% dei dipendenti locali applica già l’AI nelle proprie attività, contro una media mondiale del 54%. Un’ulteriore indagine ha rilevato che il 70% degli impiegati utilizza abitualmente questi strumenti; oltre il 90% li adopera ogni giorno e l’88% dichiara un incremento della produttività.
lavoratori junior preoccupati per il futuro professionale
Accanto alla diffusione dell’AI emerge una significativa componente di ansia professionale. Più della metà dei dipendenti junior teme che le competenze già possedute possano perdere valore a causa dell’intelligenza artificiale. Il 40% degli intervistati ritiene inoltre diminuita la sicurezza occupazionale.
Le maggiori preoccupazioni riguardano i settori del diritto, dei media e delle comunicazioni, del marketing e della pubblicità. La maggioranza dei partecipanti considera l’AI una tecnologia destinata a trasformare il modo di lavorare, più che a cancellare direttamente intere posizioni.
impatto dell’AI sul mercato del lavoro ancora limitato
Secondo Tam Ka-yan, vicerettore amministrativo dell’Università di Scienza e Tecnologia di Hong Kong, non esistono al momento dati che dimostrino una riduzione delle opportunità occupazionali per i neolaureati causata dall’AI. Il calo della domanda di ruoli junior potrebbe essere collegato anche alle condizioni dell’economia generale.
L’impatto concreto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro non si sarebbe ancora manifestato pienamente. Le professioni caratterizzate da una forte sovrapposizione con le funzioni svolte dall’AI potrebbero però registrare una progressiva diminuzione della domanda. Parallelamente, l’integrazione delle tecnologie nei processi aziendali potrebbe favorire la nascita di nuovi ruoli, compresi quelli dedicati all’ottimizzazione delle attività basate sull’intelligenza artificiale.
aziende di hong kong sempre più aperte all’AI generativa
Il livello di utilizzo individuale non coincide ancora con quello dei vertici aziendali. Solo il 14% dei dirigenti d’impresa viene classificato come utilizzatore abituale, una percentuale da quattro a cinque volte inferiore rispetto a quella registrata tra altri livelli professionali.
Dal punto di vista organizzativo, l’orientamento appare più favorevole: una rilevazione condotta su 127 aziende e quasi 80.000 dipendenti ha evidenziato che l’82% delle imprese consente l’uso di strumenti di AI generativa durante il lavoro. Nel 2024 la quota era pari al 73%, con un aumento di nove punti percentuali.











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