UWB su Android: a cosa serve e su quali telefoni c’è

UWB su Android: a cosa serve e su quali telefoni c'è
Contenuti dell'articolo

L’UWB è la voce che nelle schede tecniche sta tra il Wi-Fi 7 e la ricarica wireless che quasi nessuno controlla prima di comprare. Sta per Ultra Wideband, banda ultra larga: una radio a impulsi brevissimi che misura il tempo di volo del segnale e ne ricava una distanza al centimetro.

Su Android questa tecnologia è uscita dalla fase demo. Serve a trovare un portachiavi finito dietro il divano, ad aprire l’auto senza tirare fuori il telefono e, in alcuni casi, a sbloccare la porta di casa. Non è però distribuita in modo uniforme: molti telefoni hanno il chip e non possono usarlo, altri non ce l’hanno affatto.

Qui sotto trovi come funziona, a cosa serve oggi, quali modelli la montano e come verificare se il tuo telefono è tra quelli.

Come funziona l’UWB e perché è più preciso del Bluetooth?

L’UWB non trasmette un flusso continuo di dati. Manda impulsi molto corti, con una larghezza di banda superiore a 500 MHz e misura quanto tempo impiegano ad andare e tornare tra due dispositivi. Il tempo di volo moltiplicato per la velocità della luce dà la distanza.

Il punto è la precisione del cronometro: un impulso stretto ha un fronte di salita netto, quindi è facile capire quando arriva. Con una banda da 500 MHz il margine di errore scende a pochi centimetri, con una affidabilità dichiarata del 99,9% in condizioni normali. In un capannone industriale, tra ostacoli e riflessioni, FiRa indica circa 30 cm al 95%.

Il Bluetooth fa un lavoro diverso. Stima la distanza dalla potenza del segnale ricevuto, il cosiddetto RSSI: la stima crolla appena c’è un ostacolo o il telefono è in tasca. I test citati da Cisco parlano di 2-3 metri di errore al 95% in condizioni controllate e molto peggio fuori dal laboratorio.

Le frequenze spiegano il resto. L’UWB lavora tra 6,5 e 10 GHz, con i canali 5 e 9 nella fascia 6,490-7,987 GHz raccomandata per l’uso globale. Il canale 9 è l’unico obbligatorio per la certificazione FiRa, perché non si sovrappone al Wi-Fi a 6 GHz. Il prezzo da pagare è alto: le frequenze alte passano male i muri e non passano affatto il metallo.

Sul consumo c’è un malinteso da sfatare. L’UWB consuma poco per singola misura, perché un pacchetto corto basta a calcolare una distanza. Il consumo arriva dalla frequenza delle misure: un ranging continuo in background pesa, ed è per questo che i sistemi seri accendono l’UWB solo dopo la scoperta via Bluetooth.

Tip: quando leggi 500 MHz di banda non pensare alla velocità. Il Bluetooth LE lavora su canali da 2 MHz, l’UWB usa una fetta di spettro 250 volte più larga e la usa per misurare il tempo, non per scaricare file.

A cosa serve l’UWB su Android oggi?

Ricerca di precisione. È l’uso più diffuso. Con un tracker compatibile, Find Hub mostra distanza e direzione invece del solito cerchio sulla mappa. Il Pixel Tag da 29 dollari, in vendita dall’11 novembre, si associa da Android 9 in su, ma la freccia direzionale richiede un telefono con UWB. Il Moto Tag 2 fa lo stesso.

Chiavi digitali dell’auto. Lo standard CCC Digital Key 3.0 combina UWB e Bluetooth: il Bluetooth serve a farsi riconoscere, l’UWB a verificare che il telefono sia davvero a un metro dalla portiera. È la difesa contro il relay attack, dove due radio ripetono il segnale e fanno credere all’auto che la chiave sia lì. Google Wallet e Samsung Wallet gestiscono le chiavi compatibili.

Chiavi di casa. Con lo standard Aliro del CSA, lo stesso principio arriva alle serrature. Samsung Wallet gestisce chiavi domestiche con NFC e UWB: con l’NFC appoggi il telefono, con l’UWB basta avvicinarsi. Le serrature Aliro in commercio restano poche e concentrate in pochi mercati.

Tag con direzione. Il Galaxy SmartTag 3 usa il Compass View e lavora in due modi: UWB da vicino, Bluetooth Channel Sounding fino a 60 metri in vista libera. Solo quattro telefoni Samsung supportano la parte Channel Sounding: Galaxy S26+, S26 Ultra, Z Fold 8 e Z Fold 8 Ultra.

Poi ci sono le promesse mai mantenute. Il pagamento “point and pay”, cioè puntare il telefono verso un terminale per pagare, è rimasto una demo. Il trasferimento file tra due telefoni con UWB non è mai arrivato su Android in modo stabile. Chi compra un telefono per queste due cose compra un chip inattivo.

UWB, Bluetooth Channel Sounding e NFC: quale serve davvero?

Nel 2026 il confronto non è più UWB contro Bluetooth. Il Bluetooth 6.0 ha aggiunto il Channel Sounding, che misura la distanza con due metodi: la fase del segnale (PBR) e il tempo di andata e ritorno (RTT). La precisione dichiarata è al centimetro, con ±20 cm nelle prime implementazioni. La portata arriva a 150 metri se entrambi i dispositivi trasmettono alla potenza massima.

La differenza pratica sta nell’hardware. Il Channel Sounding richiede un chip Bluetooth LE nuovo, non un aggiornamento software. L’UWB richiede un’antenna e un chip dedicati. Un telefono può avere l’uno, l’altro o nessuno dei due. La sigla sulla confezione non sempre lo dice.

L’NFC gioca un altro campionato: funziona a 4 centimetri, non misura niente, serve a dire “sono qui” in modo sicuro. Per un pagamento o per appoggiare il telefono a una serratura è perfetto. Per capire se il portafoglio è sotto il divano non serve a nulla.

TecnologiaPrecisione tipicaPortata utileCosa serveUso tipico
UWBpochi cm10-30 m in casachip e antenna su entrambi i dispositiviricerca di precisione, chiavi digitali
Bluetooth Channel Sounding±20 cmfino a 150 m a potenza pienachip Bluetooth LE 6.0 su entrambitag direzionali, prossimità
Bluetooth RSSI2-3 mdecine di metriqualsiasi telefonopresenza, non distanza
NFCcontatto, 4 cmun toccochip NFC su entrambipagamenti, apertura serrature
Confronto tra UWB, Bluetooth Channel Sounding, Bluetooth e NFC: precisione e portata
Precisione dichiarata e portata utile delle quattro tecnologie di prossimità.

La logica è la stessa della doppia banda L1 e L5 nel GPS: due segnali che dicono cose diverse e insieme riducono l’errore.

Quali telefoni Android hanno l’UWB?

La regola generale: solo modelli alti di gamma e spesso solo la variante Pro. Ecco la situazione aggiornata a novembre 2026.

Google Pixel. L’UWB c’è su Pixel 6 Pro, 7 Pro, 8 Pro, 9 Pro, 9 Pro XL, 9 Pro Fold, 10 Pro, 10 Pro XL, 11 Pro, 11 Pro XL e 11 Pro Fold. I modelli base non lo hanno. Lo hanno anche Pixel Fold e Pixel Tablet, che sono le eccezioni della famiglia.

Samsung. Dai Galaxy S21+ e S21 Ultra in avanti la tecnologia è sulle varianti Plus e Ultra di ogni generazione, fino a S26+ e S26 Ultra, più S25 Edge. Sui pieghevoli c’è da Z Fold 2 a Z Fold 8 e Z Fold 8 Ultra, mentre Z Flip 7 e Z Flip 8 la montano solo nella versione coreana.

Xiaomi, Motorola e gli altri. Xiaomi la mette su MIX 4, Mix Flip, 15S Pro, 17 Pro e 17 Pro Max nella versione cinese, 18 Fold e Poco F9 Pro. Motorola su Edge 50 Ultra, Razr Ultra e Signature. OnePlus e OPPO non compaiono con modelli UWB nella lista pubblica dei dispositivi compatibili.

C’è un dettaglio che nessuna scheda tecnica mette in evidenza: avere il chip non basta. Pixel 6 Pro e Pixel 7 Pro hanno l’hardware e non possono usare la ricerca di precisione di Find Hub, perché manca il supporto al ranging in background e, sul 6 Pro, la determinazione dell’angolo di arrivo. Quei chip restano utili solo come chiave digitale per alcune auto.

Tip: prima di comprare un tracker guarda il telefono, non il tracker. La freccia direzionale di Find Hub dipende dal modello che hai in mano: senza UWB il Pixel Tag resta un puntino sulla mappa.

Quando l’UWB non funziona o non serve

Il primo limite è la coppia. Servono due dispositivi con UWB e un’app che sappia usarli. Un telefono con UWB accoppiato a un tracker solo Bluetooth dà una posizione approssimativa, con tutta l’aria di essere precisa.

Il secondo è l’ambiente. L’UWB passa legno, cartongesso e mattone, ma non il metallo. Un telefono in una custodia con piastra magnetica, o dentro una valigia rigida, può perdere il segnale. L’acqua assorbe le frequenze alte, quindi anche le mani attorno al telefono contano.

Il terzo è la distanza. I 100 metri dichiarati da FiRa valgono in vista libera e a potenza piena. In casa, tra mobili e pareti, il range utile sta tra 10 e 30 metri; oltre i 10 metri la direzione diventa inutile perché l’errore angolare cresce.

Il quarto è il software del produttore. Sui Galaxy, i test riportati a gennaio mostrano che con uno SmartTag Samsung il telefono attiva il motore direzionale completo, mentre con un tracker di terze parti come il Moto Tag lo disattiva e resta una stima di distanza senza freccia. L’hardware è lo stesso, cambia la firma del firmware. Ne abbiamo scritto in dettaglio nella nostra analisi sul blocco del tracciamento UWB sui Galaxy.

Come verificare se il tuo telefono ha l’UWB

Parti dalla scheda tecnica ufficiale del modello, non dal nome del processore. Cerca la voce “Ultra Wideband” o “UWB” nelle specifiche sul sito del produttore: se non c’è, il telefono non ha l’antenna. Snapdragon e Tensor supportano la funzione, ma la decisione di montarla è del produttore.

Il secondo controllo è pratico. Apri Find Hub, aggiungi un tracker UWB compatibile e guarda cosa compare: se vedi distanza e freccia, l’UWB lavora. Se vedi solo la mappa e il pulsante per far suonare il tag, il telefono sta usando il Bluetooth.

Il terzo passaggio è nel Wallet. Apri Google Wallet, scegli “Aggiungi al Wallet” e cerca la voce per la chiave dell’auto. Se telefono e auto sono compatibili, la procedura parte. Su Samsung la stessa voce sta in Samsung Wallet, sezione chiavi digitali.

Sui Galaxy c’è un controllo in più. Il menu ServiceMode mostra lo stato del motore TSS, quello che gestisce il ranging direzionale: quando passi da uno SmartTag Samsung a un tag di terze parti e il motore si spegne, hai la prova che il telefono usava l’UWB.

Una nota per chi compra usato: l’IMEI non c’entra. Serve a identificare la linea, non l’hardware radio. Se un venditore ti dice che l’UWB si attiva “registrando l’IMEI”, sta inventando. Il controllo giusto resta la scheda tecnica più una prova sul campo. Per capire dove finisce l’hardware e dove comincia il software, vale la pena leggere anche il caso dei Pixel con UWB che non fanno precision finding e la nostra guida alle chiavi di casa digitali con lo standard Aliro.

Domande frequenti sull’UWB

L’UWB consuma molta batteria?

Poco per singola misura, molto se resta acceso a misurare in continuo. Per questo i sistemi lo accendono solo dopo la scoperta Bluetooth e lo spengono quando la distanza è stabile.

Serve l’UWB per usare il Pixel Tag o il Moto Tag 2?

No, l’associazione funziona anche senza. Senza UWB però perdi distanza e direzione: resti con la mappa, il suono a distanza ravvicinata e la rete Find Hub.

Posso aggiungere l’UWB a un telefono che non ce l’ha?

No. Servono antenna e chip dedicati, non basta un aggiornamento software. Nessuna app può inventare un’antenna che non c’è.

L’UWB attraversa i muri?

Passa legno, cartongesso e mattone con una perdita di segnale. Il metallo lo blocca e l’acqua lo assorbe. Il range cala anche con i mobili in mezzo.

La chiave digitale dell’auto richiede sempre l’UWB?

No. Le chiavi di prima generazione usano NFC o solo Bluetooth. L’UWB diventa necessario quando vuoi l’apertura passiva, cioè aprire e mettere in moto senza appoggiare il telefono.

Perché solo i modelli Pro hanno l’UWB?

Per costi e spazio. Chip e antenna in più su un telefono da 500 euro non stanno nel conto. La domanda arriva dai modelli alti, dove la chiave digitale dell’auto vende.

L’UWB serve per pagare nei negozi?

No, per i pagamenti contactless serve l’NFC. L’UWB è stato proposto per il pagamento “point and pay”, ma è rimasto un prototipo senza adozione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Parliamo di: