Il telefono come telecomando: TV, condizionatore e altro

Il telecomando si perde sempre nello stesso posto, cioè sotto il cuscino del divano. Prima di comprarne un altro vale la pena guardare il telefono che avete in tasca: in molti casi quel lavoro lo sa già fare.
Le strade però sono due e non funzionano allo stesso modo. Una passa dall’infrarosso, l’altra dalla rete Wi-Fi. Capire quale delle due è disponibile sul vostro telefono e sul vostro dispositivo cambia tutto, perché da lì dipendono i comandi che riuscirete a dare e quelli che resteranno impossibili.
Due modi diversi per fare la stessa cosa
Il telecomando di una TV è un emettitore a infrarossi: spara un codice di luce che il ricevitore del televisore interpreta. Il telefono può replicarlo solo se ha un diodo IR, cioè un piccolo LED invisibile all’occhio montato sul bordo superiore.
La seconda strada non usa la luce ma la rete. Telefono e dispositivo devono stare sulla stessa rete Wi-Fi, spesso anche sullo stesso account del produttore. In cambio di questi vincoli si guadagna qualcosa che l’infrarosso non ha: la possibilità di comandare l’apparecchio da un’altra stanza e in alcuni casi di leggerne lo stato.
Il resto della guida segue questo spartiacque: prima l’infrarosso, poi la rete, poi i casi in cui nessuno dei due basta.
Il telefono ha l’infrarosso? Come verificarlo
La maggior parte degli smartphone Android venduti in Italia non ce l’ha. Samsung l’ha tolto dalle ammiraglie da anni e Google non l’ha mai messo sui Pixel. Il costruttore che ha continuato a montarlo con più costanza è Xiaomi, che lo include su gran parte della gamma Redmi e POCO e su diversi modelli Xiaomi, con l’app Mi Remote già installata o scaricabile.
La verifica visiva è immediata: si guarda il bordo superiore del telefono, di solito accanto al jack delle cuffie o al sensore di prossimità. È un tondino nero lucido, diverso dai microfoni perché non ha la griglia.
Se il dubbio resta, c’è un trucco che funziona con qualsiasi fotocamera digitale. Si inquadra la parte superiore del telefono con la fotocamera frontale di un altro apparecchio e si prova a inviare un comando dall’app. Se il diodo c’è, sul display compare un puntino violaceo che pulsa. L’occhio umano non lo vede, il sensore della fotocamera sì.
TIP: un telecomando a infrarossi non ha bisogno di Wi-Fi, di account o di internet: funziona anche con il router spento ed è l’unico modo per accendere un condizionatore o una TV non smart da un telefono. La portata però si ferma intorno ai 5-10 metri e serve la linea di vista libera. Basta un cuscino davanti al telefono e il comando non arriva.
TV: app del produttore, Google TV e Chromecast
Sul fronte rete le cose funzionano bene, a patto di rispettare le condizioni di ogni produttore.
Su Samsung serve l’app SmartThings: telefono e TV sulla stessa rete Wi-Fi, televisore registrato nell’app e stesso account Samsung sui due dispositivi. Il TV mostra una richiesta di autorizzazione al primo collegamento e va accettata dal telecomando fisico.
LG usa LG ThinQ, Sony passa da BRAVIA Connect, Hisense e TCL hanno le loro app. La logica è identica: stessa rete, account del produttore, associazione una volta sola.
Chi ha un Chromecast con Google TV o un televisore con Google TV integrato trova il telecomando dentro l’app Google Home, nella scheda del dispositivo. Funziona anche con la TV accesa da poco e senza il telecomando originale in mano, ed è la stessa strada raccontata nella guida su come ritrovare il telecomando del Google TV Streamer. Chi ha una Fire TV usa l’app Fire TV di Amazon, sempre sulla stessa rete.
Un dettaglio che frega molti: le reti Wi-Fi separate a 2,4 e 5 GHz con nome diverso mettono telefono e TV su due mondi che non si parlano. Se l’app non trova il televisore, il primo sospetto è quello.
Condizionatori e climatizzatori
Quasi tutti gli split domestici si comandano con un telecomando a infrarossi. Se il telefono ha il diodo, l’app Mi Remote e i database universali coprono i codici della maggior parte dei marchi: in pochi minuti si accende, si spegne e si regola la temperatura.
Quello che manca è la lettura dello stato. L’infrarosso è un monologo, il telefono parla e non riceve risposta. Se qualcuno ha toccato il telecomando fisico, l’app continua a mostrare la temperatura che credete di aver impostato, non quella reale.
Senza IR l’unica via è la rete. Serve un climatizzatore con modulo Wi-Fi integrato e l’app del marchio, oppure un accessorio che si mette in mezzo: un hub IR come Broadlink RM4 mini o SwitchBot Hub 2, che riceve il comando dal telefono via Wi-Fi e lo ripete in infrarosso verso lo split. È la soluzione più diffusa per chi ha un condizionatore di qualche anno e non vuole cambiarlo.
Luci, prese, ventole e il ruolo dell’hub
Qui l’infrarosso non c’entra nulla: luci smart, prese intelligenti e ventole Wi-Fi si comandano direttamente dall’app del produttore, che spesso si collega a Google Home per riunire tutto in un’unica schermata. L’aggiornamento raccontato in Google Home, l’aggiornamento più grosso degli ultimi anni ha reso la gestione dei dispositivi più centralizzata, con Gemini che entra nei comandi vocali.
Il problema nasce con i dispositivi Zigbee e Thread, che non parlano Wi-Fi. Servono un hub o un border router: un Nest Hub, un hub SmartThings, un Echo con hub integrato. Senza quel pezzo in mezzo il telefono non li vede e non c’è app che tenga.
I dispositivi Matter su Wi-Fi stanno in mezzo: funzionano senza l’hub del produttore, ma serve comunque un controller come Google Home o Alexa per coordinarli.
Quando conviene un telecomando universale
Se il telefono non ha l’infrarosso e la TV è vecchia, la strada più economica non è un hub: è un telecomando universale da pochi euro. Si programma con un codice del marchio, funziona a infrarossi e non dipende da nessuna app che potrebbe essere abbandonata.
L’hub IR ha senso quando volete unire più apparecchi in un solo comando, o quando volete accendere il condizionatore mentre siete per strada. In quel caso il cloud del produttore diventa un pezzo della catena: se il servizio chiude, l’hub resta un soprammobile.
La domanda da farsi è sempre la stessa: mi serve comandare il dispositivo da dentro casa o da fuori? Nel primo caso l’infrarosso è più semplice e più affidabile. Nel secondo serve la rete, con tutte le sue dipendenze.
I limiti da mettere in conto
- Portata e ostacoli: l’IR arriva a 5-10 metri e non attraversa i muri, quindi da un’altra stanza non funziona.
- Nessun feedback: lo stato mostrato dall’app può non corrispondere a quello reale.
- Dipendenza dal cloud: molte app del produttore richiedono internet anche per un comando in casa.
- App abbandonate: i televisori di dieci anni fa hanno spesso app non più aggiornate, che smettono di funzionare dopo un cambio di Android.
- Consumi: l’IR consuma pochissimo, le app che restano collegate in rete con notifiche e sincronizzazione consumano di più.
Domande frequenti
Posso usare il telefono come telecomando per una TV non smart?
Sì, ma solo con l’infrarosso. Una TV senza rete non ha modo di ricevere comandi via Wi-Fi: serve un telefono con diodo IR oppure un hub IR esterno come Broadlink o SwitchBot, che emette il segnale al posto del telecomando originale.
Perché l’app non trova la TV sulla stessa rete Wi-Fi?
Le cause più comuni sono tre: telefono e TV collegati a bande diverse con nomi di rete separati, isolamento client attivo sul router, oppure account del produttore diverso sui due dispositivi. Da controllare anche i permessi dell’app: senza accesso alla rete locale, su Android recenti, la ricerca non parte.
Serve internet per comandare il condizionatore col telefono?
Con l’infrarosso no, il comando viaggia come luce e non tocca la rete. Con un modulo Wi-Fi o un hub IR collegato al cloud serve la connessione, sia del telefono sia dell’accessorio.
Il telefono consuma più batteria se lo uso come telecomando?
Con l’infrarosso il consumo è trascurabile: parliamo di millisecondi di accensione del diodo per comando. Le app che restano collegate in rete per sincronizzare lo stato consumano di più, soprattutto se tengono attive notifiche e geolocalizzazione.
Posso comandare la TV da un’altra stanza?
Con l’infrarosso no, il segnale non passa i muri e non rimbalza. Con la rete sì, a patto che telefono e TV siano sulla stessa rete domestica o che l’app passi dal cloud del produttore.
Quali telefoni Android hanno ancora l’infrarosso?
La gamma Xiaomi, Redmi e POCO è la più costante, con l’app Mi Remote a bordo. Altri marchi lo montano su modelli specifici, spesso destinati al mercato asiatico, quindi la regola vale solo modello per modello: controllare il bordo superiore o la scheda tecnica prima di comprare.
