Chrome, l’autofill di Gemini legge Gmail: numeri d’ordine e prenotazioni nei form

Chrome, l'autofill di Gemini legge Gmail: numeri d'ordine e prenotazioni nei form
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Compili un form con il codice di una prenotazione aerea e Chrome lo riempie da solo, pescandolo dalla tua casella Gmail. È l’autofill avanzato con Gemini e Personal Intelligence, in distribuzione da questa settimana. Fino a ieri il browser sapeva riempire nome, indirizzo e carta di credito, cioè dati che gli avevi consegnato tu. Adesso va a leggere nella posta.

Google ha annunciato la novità il 28 ottobre. Il rollout è partito negli Stati Uniti su desktop, Android e iPhone. Riguarda solo chi ha Gemini in Chrome con Personal Intelligence attivo. In Italia non c’è e non c’è nemmeno una data.

Cosa riesce a suggerire

Secondo la documentazione Google, l’autofill avanzato propone numeri d’ordine, informazioni di tracciamento dei pacchi e prenotazioni di voli. L’esempio classico è il check-in: il campo chiede il codice di prenotazione, Chrome lo trova nella mail della compagnia e lo mette lì.

Stessa logica per un pacco in arrivo: se il corriere chiede il codice di tracking, il suggerimento arriva senza aprire la posta. Nel menu a tendina compare una voce Suggested by Gemini, che distingue queste proposte da quelle classiche dell’autofill.

Come si legge un suggerimento

Su Android l’icona di Gemini accompagna le proposte che arrivano dalla posta. Tenendo premuto sul suggerimento si apre una voce per vedere le origini: la mail originale si apre in una nuova scheda, così si controlla il dato prima di fidarsi.

Nello stesso menu c’è la voce per rimuovere il suggerimento: togliere la proposta non cancella la mail, mentre cancellare la mail elimina anche il suggerimento collegato.

Chi lo ha adesso

La disponibilità è più stretta di quanto sembri. Serve un account statunitense, un’età dichiarata di almeno 18 anni, Gemini in Chrome e Personal Intelligence attivo. Chi ha il browser in italiano e un account italiano non deve cercare l’opzione nelle impostazioni: non c’è.

Google non ha spiegato perché l’Europa resti fuori in questa fase, né ha indicato una finestra temporale per il resto del mondo.

Tip: prima di attivare un autofill che legge la posta, apri le impostazioni di Chrome nella sezione dedicata ai dati personali e controlla tre cose: quale account è collegato, se Personal Intelligence è acceso e quali categorie di suggerimenti sono abilitate. Se nell’account c’è anche la posta di lavoro, valutate se mescolare le due cose abbia senso.

Dal Canary alla versione stabile

La funzione non nasce oggi. A luglio Google era stata sorpresa a testare un “Find and Fill with Gemini” dentro Chrome Canary, dove il browser poteva pescare informazioni anche da Google Foto e da altre app collegate all’account.

Nella versione stabile la fonte è una sola: Gmail. È una riduzione di perimetro notevole e non è chiaro se le altre fonti torneranno più avanti.

Il nodo privacy

Google sostiene che i dati sensibili restano cifrati e che il controllo è dell’utente: si possono rimuovere singoli suggerimenti e disattivare del tutto l’esperienza avanzata dalle impostazioni. Sul funzionamento pratico di questi controlli l’azienda non ha pubblicato molto.

C’è poi un dettaglio che viene da fuori. La scorsa settimana Google ha aggiornato la policy sull’uso dei dati condivisi tramite Personal Intelligence, aprendo alla personalizzazione degli annunci. Non significa che l’autofill usi Gmail per la pubblicità, ma la sovrapposizione tra i due temi merita attenzione. Chi vuole il quadro completo può partire da cosa è cambiato nell’uso dei dati di Gmail e Google Foto per gli annunci.

Il precedente più vicino resta la gestione dei dati degli appunti in Chrome, altro caso in cui il browser manda informazioni ai server Google: ne avevamo parlato in un’analisi sulla condivisione dei dati degli appunti.

Cosa cambia per chi usa Android

Sul telefono il vantaggio è più evidente che sul desktop. Passare da Gmail a un’altra app per copiare un codice è la parte noiosa di ogni acquisto o check-in e l’autofill avanzato taglia proprio quel passaggio.

Chi usa Personal Intelligence per altro, dalle mappe alla app Gemini, ritrova lo stesso meccanismo sui moduli: ne avevamo raccontato l’estensione in un pezzo sull’allargamento di Personal Intelligence.

Domande frequenti

Serve un’attivazione particolare?

Serve Gemini in Chrome con Personal Intelligence attivo, un account statunitense e un’età dichiarata di almeno 18 anni. Senza questi requisiti la funzione non compare.

Funziona anche su iPhone?

Sì. Il rollout copre desktop, Android e iOS, sempre con Chrome e non con altri browser.

Se cancello una mail sparisce il suggerimento?

Sì, il suggerimento collegato a quella mail viene rimosso. Rimuovere il suggerimento dal menu, invece, non tocca la mail nella casella.

Posso disattivare solo questa parte dell’autofill?

Google dichiara che l’esperienza avanzata si disattiva dalle impostazioni di Chrome, oltre alla rimozione dei singoli suggerimenti.

Arriverà in Italia?

Non c’è una data. Google ha parlato solo di Stati Uniti e non ha indicato tempi per gli altri mercati.

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