Modalità ritratto, Pixel 11 Pro XL contro iPhone e Galaxy S26 Plus: chi vince

Modalità ritratto, Pixel 11 Pro XL contro iPhone e Galaxy S26 Plus: chi vince
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La modalità ritratto è quella che si usa di più e si guarda meno: si apre, si scatta, si condivide. Eppure è lì che i tre telefoni più chiacchierati del momento si comportano in modo diverso. Android Authority ha messo fianco a fianco Pixel 11 Pro XL, iPhone e Galaxy S26 Plus, con lo stesso soggetto e la stessa luce.

Il risultato non è una pagella unica: Google punta sulla semplicità, Apple sulle opzioni, Samsung su un obiettivo dedicato ai ritratti.

Pixel 11 Pro XL, un solo controllo e tanta sostanza

Nel mirino del Pixel c’è una cosa sola: lo zoom. Parte da 2x e si allarga a 1x o si spinge fino al tele 5x. Nessuna delle tre focali è ideale su carta, ma il 2x è il compromesso migliore: il 5x appiattisce i volti se non si sta lontani.

Il resto dei comandi sta in basso a destra, con esposizione e bilanciamento del bianco: più precisione di quanta ne offrano iPhone e Galaxy nella modalità base. Ci sono anche il cursore Blur per il bokeh e i Camera Looks. Il difetto è l’organizzazione, con comandi divisi tra menu a sinistra e a destra.

TIP Al Pixel tieni il 2x e tocca il cursore Blur solo se lo sfondo è rumoroso. Più sfocatura del necessario significa bordi tagliati male su capelli e spalle.

iPhone, più opzioni ma sempre sullo stesso sensore

Su iOS 27 la modalità ritratto parte da 2x, però non usa un obiettivo dedicato: ritaglia il sensore principale da 24 mm. Si passa a 1x o si sale a 3x, ma il sensore resta quello e il dettaglio cala.

Il piatto forte sono le luci: Studio Light abbassa il contrasto, High-Key Mono elimina lo sfondo. Il cursore Depth va da f/1.4 a f/16: a f/16 la sfocatura software quasi sparisce. Il default è f/4.5; sotto quel valore bordi e capelli fini si fondono con lo sfondo.

Sull’hardware c’è un altro fronte aperto, quello dell’apertura variabile attesa su iPhone 18 Pro.

Galaxy S26 Plus, l’unico con un obiettivo da ritratto

Samsung è l’unica delle tre a montare un tele 3x dedicato, intorno ai 67-70 mm, focale predefinita in modalità ritratto. Il vantaggio è ottico: la compressione rende i lineamenti più naturali e il bokeh non è simulato.

Il prezzo è il sensore, un 1/3.94 di pollice che fatica con poca luce e nei controluce forti: lì conviene passare al 2x e ritagliare dal sensore principale. In interni invece è il tele a dare il ritratto migliore dei tre, con l’esposizione però un filo scura. L’interfaccia resta confusa, con icone piccole sparse.

Chi scatta i ritratti migliori

Il Galaxy S26 Plus convince meno: all’aperto e con poca luce gli incarnati virano sul caldo, con chiazze rossastre poco naturali. In compenso il bilanciamento HDR è il migliore e il bokeh il più naturale.

L’iPhone fa marginalmente meglio. Gli interni restano troppo caldi e all’aperto compare la solita dominante gialla, però cattura più dettaglio e rende la pelle più fedele. In notturna tiene colori ricchi, ma ingrandendo si vedono rumore e poca nitidezza.

Il Pixel 11 Pro XL vince come tuttofare: è il più costante sull’esposizione, produce i ritratti più nitidi e l’unico a conservare il dettaglio con poca luce. Non è perfetto: alte luci a volte dure, texture levigate che rendono i volti artificiali da vicino e un bokeh che cede sui contorni.

Cosa scegliere in base a come fotografi

Se il ritratto è la modalità che usi di più, la risposta è netta: il Pixel è il punto di partenza. Chi ama giocare con la luce sta meglio con iPhone, chi guarda alla proporzione del volto trova nel Galaxy la sua nicchia.

Nella modalità base iPhone e Samsung regolano solo l’esposizione, per il resto serve la modalità Pro. Chi vuole approfondire i controlli su Samsung può partire dalle impostazioni di One UI 9 da cambiare subito. Sul fronte Google, la fotocamera del Pixel 11 ha mostrato altri limiti, come i soggetti in movimento che spariscono dai video.

Domande frequenti sui ritratti degli smartphone

Il Pixel 11 Pro XL ha un obiettivo dedicato per i ritratti?

No. Usa il sensore principale da 24 mm con ritaglio a 2x, o il tele 5x da 105 mm.

Perché il bokeh del Galaxy sembra più naturale?

Perché nasce da un teleobiettivo 3x reale, non da una sfocatura calcolata. Il prezzo è un sensore piccolo, che soffre al buio.

Meglio f/4.5 o f/16 sull’iPhone?

f/4.5 è il default. Sotto quel valore i bordi si fondono troppo con lo sfondo, quindi per naturalezza meglio salire verso f/8.

I ritratti in notturna sono affidabili?

Sono il punto debole di tutti e tre. Il Pixel conserva più dettaglio, iPhone tiene i colori, il Galaxy mostra rumore.

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