Apertura variabile di iPhone 18 Pro: il confronto con Galaxy S26 Ultra

La fotocamera a diaframma variabile rappresenta la principale novità fotografica degli Apple iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max. La funzione, già presente su altri dispositivi, debutta per la prima volta su un iPhone e permette di modificare la profondità di campo in base alla scena. Il confronto con il Samsung Galaxy S26 Ultra, privo di questa tecnologia, evidenzia differenze interessanti ma non sempre decisive.
iPhone 18 Pro Max e diaframma variabile
Il sistema è disponibile sulla fotocamera principale dell’iPhone 18 Pro Max e offre quattro impostazioni: f/1.48, f/1.8, f/2.8 e f/4.0. Il valore può essere selezionato direttamente dall’app Fotocamera per gestire la luce e controllare la profondità di campo. L’apertura manuale consente di ottenere una sfocatura naturale senza ricorrere necessariamente alla modalità Ritratto.
Il Galaxy S26 Ultra utilizza invece un’apertura fissa f/1.4, comunque migliorata rispetto all’apertura f/1.7 del precedente Galaxy S25 Ultra. La fotocamera Samsung non permette quindi di intervenire sul diaframma durante lo scatto.
fotografia ravvicinata: i risultati del confronto
Durante gli scatti molto ravvicinati, entrambi gli smartphone possono attivare la modalità macro. L’iPhone 18 Pro Max può mostrare qualche limite quando il soggetto è estremamente vicino, perché con il diaframma variabile selezionato tende a perdere la messa a fuoco. Il Galaxy S26 Ultra passa invece alla modalità macro in modo più fluido.
Quando la distanza è corretta, l’iPhone offre risultati eccellenti. Nelle fotografie di un fiore e di un caffè freddo, il soggetto appare più definito e nitido, con dettagli evidenti sulle foglie e sulla superficie dell’immagine. La profondità di campo resta simile a quella del Galaxy, ma la resa del soggetto può risultare superiore.
profondità di campo a distanza maggiore
Modificando l’apertura da f/1.48 a f/4.0, l’iPhone 18 Pro Max mostra una variazione evidente nella profondità di campo. Un risultato di questo tipo non è ottenibile con il Galaxy S26 Ultra e, più in generale, con gli smartphone dotati di apertura non variabile.
Negli scatti realizzati da circa un metro di distanza, l’iPhone separa meglio il soggetto dallo sfondo. Gli elementi vicini restano a fuoco, mentre la vegetazione sullo sfondo assume una sfocatura leggera e naturale. In altre immagini, come quella di un pannello informativo, le differenze tra i due telefoni sono invece ridotte e entrambi producono un effetto gradevole.
fotocamere principali senza regolazione del diaframma
Le prime prove con la fotocamera principale hanno evidenziato su entrambi i dispositivi alcuni problemi di stabilità, con possibile sfocatura e perdita di nitidezza osservando le immagini da vicino. La resa cromatica e l’esposizione dell’iPhone potrebbero inoltre richiedere più interventi di modifica per ottenere un effetto visivo più intenso, già presente negli scatti del Galaxy S26 Ultra. La stessa osservazione sembra riguardare anche la fotocamera grandangolare.
il diaframma variabile dell’iPhone 18 Pro Max conviene?
Il diaframma variabile offre un controllo aggiuntivo sulla profondità di campo e consente di creare una sfocatura naturale senza sacrificare la nitidezza. L’effetto può essere visibile anche con soggetti non ravvicinati, sebbene non sia sempre molto diverso da quello prodotto dal Galaxy S26 Ultra.
La funzione rende l’esperienza fotografica dell’iPhone più versatile, soprattutto per chi desidera intervenire manualmente sugli scatti. Per chi utilizza lo smartphone solo per fotografie occasionali, invece, anche un’apertura fissa può risultare sufficiente. L’iPhone 18 Pro Max e il Samsung Galaxy S26 Ultra risultano disponibili all’acquisto.