Come bloccare chiamate e SMS spam su Android: cosa funziona davvero

Il numero che vedi sul display non è necessariamente il numero che ti sta chiamando. La contraffazione dell’identificativo del chiamante, lo spoofing del CLI, è la ragione per cui bloccare un numero su Android dà una soddisfazione breve: il giorno dopo il call center ne usa un altro, spesso con lo stesso prefisso del tuo o addirittura con il tuo numero.
Fermare davvero chiamate e SMS indesiderati richiede quattro livelli che lavorano insieme: il filtro del telefono, il blocco con la segnalazione, i filtri di rete e una registrazione che quasi nessuno fa, quella al Registro pubblico delle opposizioni. Nessuno basta da solo.
Il filtro di Google, quello che è già acceso
L’app Telefono di Google arriva con la funzione ID chiamante e protezione antispam attiva per impostazione predefinita. Il percorso è menu a tre puntini in alto a destra, Impostazioni, ID chiamante e spam.
Lì ci sono due interruttori distinti e la differenza conta. Visualizza ID chiamante e spam riconosce i numeri fuori rubrica e mostra un avviso quando un numero è segnalato da altri. Filtra chiamate indesiderate fa un passo in più: la chiamata non squilla e finisce direttamente nella cronologia.
Il secondo è quello che la gente cerca, ma va attivato a mano e su alcuni telefoni non compare proprio. Sui Pixel 6 e successivi Google lo considera equivalente al livello base di Filtro Chiamate, quindi la voce sparisce dal menu e il comportamento resta.
C’è un dettaglio sulla privacy da conoscere. Per identificare un numero fuori rubrica il telefono può inviare a Google le informazioni sulla chiamata, mentre i numeri della rubrica non vengono trasmessi. Se l’idea dà fastidio, il filtro si spegne.
TIP: il Filtro Chiamate automatico, quello che fa rispondere l’assistente vocale al posto tuo, in Italia non è disponibile. Google lo elenca solo per Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Irlanda e Australia. Sui Pixel italiani resta il filtro manuale: tocchi, l’assistente chiede chi è e perché chiama, poi leggi la trascrizione.
Il rilevamento delle chiamate false richiede Android 12 o successivo, le app Telefono, Contatti e Messaggi di Google e RCS attivo. Quando il chiamante nasconde l’identità o usa il numero di un tuo contatto, il telefono lo segnala prima che tu risponda: è la difesa migliore contro le truffe che si spacciano per un familiare.
Bloccare e segnalare: la differenza che conta
Bloccare e segnalare sono due azioni diverse, anche se nell’app Telefono stanno nello stesso menu. Toccando una chiamata in cronologia si apre Blocca o segnala come spam: il blocco agisce solo sul tuo telefono, la segnalazione aggiunge il numero al database condiviso.
Conviene fare sempre entrambe le cose. Su un numero già etichettato come “Presunto spammer” la segnalazione è quasi automatica, mentre se un numero legittimo viene marcato per errore esiste la voce per correggere e il telefono smette di segnalarlo.
Poi c’è il limite strutturale. Il blocco lavora sull’identificativo: se il call center cambia numero ogni giorno la lista cresce e l’efficacia resta vicina allo zero. I filtri che guardano il comportamento fanno più lavoro di quelli che guardano l’etichetta.
Sui telefoni che non usano l’app di Google i nomi cambiano. Su Samsung il blocco sta in Telefono, Impostazioni, Blocca numeri, con l’opzione per fermare anche i numeri non salvati in rubrica. Su Xiaomi e HyperOS si chiama Antispam e sta nell’app Sicurezza, con liste separate per chiamate e messaggi. Su OnePlus e Oppo si passa da Impostazioni, Chiamate.
Un trucco poco conosciuto è Non disturbare. In Impostazioni, Suoneria e vibrazione si può scegliere Consenti solo chiamate dai contatti: tutto il resto va in silenzio e resta in notifica. Non è un blocco, è una cintura di sicurezza: non rischia di farti perdere il corriere.
SMS e RCS, dove finisce lo spam
Sul lato messaggi Google Messages separa da tempo le conversazioni sospette. Una pressione lunga su un messaggio apre le azioni, tra cui Segnala spam e Blocca. Quello che segnali finisce nella cartella Spam e bloccati, da controllare ogni tanto: i falsi positivi esistono, tipo gli avvisi di una banca con un mittente poco conosciuto.
Il mittente alfanumerico è il punto debole dell’intero sistema. Quando in cima alla conversazione leggi “INPS” o il nome di un corriere non c’è un numero da bloccare ma una stringa di testo, che chiunque può imitare. Il blocco di quel mittente funziona fino al giorno dopo.
Con RCS la situazione è migliorata su un lato e peggiorata sull’altro. I mittenti business verificati mostrano un badge accanto al nome, quindi un marchio vero si distingue da un imitatore. Allo stesso tempo RCS permette immagini, link e pulsanti, quindi risulta molto più convincente di un SMS. Google ha aggiunto etichette per i messaggi RCS di marketing, così il messaggio promozionale si riconosce senza aprirlo.
Da ottobre c’è anche la modalità Protezione avanzata contro spam e truffe, che alza il livello di analisi e in cambio porta parte del lavoro fuori dal telefono. Vale la pena leggerne i dettagli prima di attivarla, perché il compromesso sulla privacy è reale.
La regola contro il phishing via SMS non è tecnica: nessun link dentro un messaggio che parla di pacchi, multe, rimborsi o conti bloccati va aperto. Le tre famiglie che passano i filtri classici sono il pacco in giacenza, la falsa notifica della banca e il finto avviso dell’agenzia delle entrate. Si riconoscono dal tono urgente e dal dominio che non c’entra con il mittente dichiarato.
Se il messaggio è arrivato, la segnalazione utile è doppia: a Google dal menu e alla Polizia postale per lo smishing. Vale la pena sapere cosa fa il sistema quando il link viene aperto per sbaglio.
Registro delle opposizioni e filtri di rete
Il filtro che nessuna applicazione può replicare è burocratico e gratuito. Il Registro pubblico delle opposizioni cancella i consensi al telemarketing che hai dato in passato e obbliga gli operatori a non usare il tuo numero per pubblicità, vendita diretta e ricerche di mercato. Dal 2022 vale anche per i cellulari.
L’iscrizione si fa in tre modi. Dal sito registrodelleopposizioni.it, chiamando il 800 957 766 da un fisso o il 06 42986411 da un cellulare, oppure via email. Sul web si indicano fino a cinque numeri, poi una chiamata di conferma dimostra che sono tuoi.
Due cose che quasi nessuno sa. La richiesta viene gestita in un giorno lavorativo, ma l’efficacia arriva entro 15 giorni: chi chiama nella prima settimana non sta violando la legge. E l’iscrizione non cancella i consensi che dai dopo, né ferma gli operatori con cui hai un contratto attivo, tipo il gestore di luce e gas.
Contro chi insiste dopo l’iscrizione resta la segnalazione al Garante privacy, con numero chiamante, data e ora.
TIP: quando rispondi a un call center non dire “sì” e non premere i tasti proposti per disiscriverti. Il tasto conferma che il numero è attivo e in mano a una persona, mentre la registrazione di quel “sì” può essere montata per un consenso. Riaggancia e segnala.
L’ultimo livello non lo vedi e non lo configuri: lo fanno gli operatori. Con la delibera 106/25/CONS l’AGCOM ha imposto ai carrier internazionali di bloccare le chiamate che arrivano dall’estero con un identificativo italiano contraffatto, prima che raggiungano il telefono.
Le categorie bloccate sono tre: fissi italiani presentati da una rete estera, numerazioni come gli 800 e mobili italiani, questi ultimi solo dopo aver verificato che l’intestatario non sia in roaming.
I risultati si misurano. Secondo l’elaborazione dei dati AGCOM fatta da Federconsumatori, tra gennaio e agosto 2026 i filtri hanno bloccato circa 191 milioni di chiamate illecite, il 7,2% del traffico internazionale, con una media di 790 mila al giorno. Le chiamate dall’estero con un cellulare italiano finto sono passate da 26,8 milioni a 1,2 milioni al giorno, un calo del 95% arrivato dopo l’estensione ai numeri mobili di novembre 2025.
Questo spiega un cambiamento che forse hai notato: sono aumentate le chiamate con un prefisso estero reale, tipo +44 o +33. È il ripiego di chi non riesce più a fingersi italiano. Contro quelle resta il filtro del telefono.
La configurazione che regge, in otto passi
- Registro delle opposizioni: iscrizione o rinnovo, una volta e vale per anni.
- Filtro spam attivo nell’app Telefono, con l’avviso per i numeri fuori rubrica.
- Segnalazione di ogni numero molesto, non solo blocco: serve agli altri.
- Non disturbare impostato sui soli contatti nelle ore di lavoro.
- Cartella spam dei Messaggi controllata una volta a settimana.
- Badge di verifica controllato sui mittenti business prima di fidarsi.
- Zero link aperti da SMS non richiesti, anche se il logo sembra giusto.
- Segnalazione al Garante con numero, data e ora quando il telemarketing insiste.
La configurazione completa richiede venti minuti e non va rifatta. Quello che cambia è il resto: i call center ruotano numeri e prefissi, quindi la segnalazione va tenuta viva. Se il telefono squilla ancora per numeri sconosciuti, il problema non è Android: è che qualcuno sta usando un numero nuovo.
Domande frequenti
Bloccare un numero su Android lo elimina per sempre?
No. Il blocco è locale, vale sul tuo telefono e non comunica niente agli operatori. Se lo stesso call center chiama da un altro numero, il blocco non lo vede: ferma il singolo numero, non l’azienda.
Perché ricevo chiamate dal mio stesso numero?
È spoofing del CLI, la contraffazione dell’identificativo. Il chiamante può far apparire qualsiasi numero, compreso il tuo. Il filtro anti-spam spesso non lo riconosce perché il numero risulta legittimo. Le chiamate in entrata con il tuo stesso numero sono quasi sempre automatizzate e vanno ignorate senza richiamare.
Le app tipo Truecaller servono davvero?
Funzionano bene sui numeri già segnalati da molti utenti. Il prezzo è la rubrica: queste app caricano i contatti sui loro server, quindi chi è in rubrica senza averlo scelto finisce nel sistema. Se la privacy conta, il filtro di Google fa già buona parte del lavoro.
Come blocco gli SMS di un mittente alfanumerico?
Apri la conversazione, pressione lunga sul messaggio e scegli Blocca. Il blocco riguarda quella stringa esatta, quindi un truffatore che cambia una lettera o aggiunge uno spazio riparte da zero. Per questo la segnalazione come spam è più utile del blocco.
Il Registro delle opposizioni ferma anche i call center esteri?
Il RPO copre gli operatori che lavorano su numerazioni italiane e sono tenuti a consultarlo. Un call center estero senza rapporti con il sistema italiano è fuori portata: per questo i filtri anti-spoofing e il filtro del telefono restano necessari.
Gli SMS di phishing si possono segnalare?
Sì. Conviene farlo su due fronti: in Google Messages si segnala come spam dal menu del messaggio, così il mittente entra nel database condiviso, mentre per il reato la segnalazione va alla Polizia postale con screenshot e numero. Non cancellare il messaggio prima di aver salvato la prova.
