Causa legale contro oura: il mercato degli smart ring rischia un terremoto

Causa legale contro oura: il mercato degli smart ring rischia un  terremoto
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Oura ha avviato una nuova causa contro Ultrahuman negli Stati Uniti, contestando al concorrente l’utilizzo di tecnologie coperte da brevetto nel Ring Pro. La controversia riguarda la vendita dell’anello intelligente sul mercato americano e riaccende uno scontro legale già iniziato con il precedente modello Ring Air.

oura fa causa a ultrahuman per il ring pro

La nuova azione legale è stata presentata presso un tribunale federale del Texas. Oura sostiene che Ultrahuman Ring Pro violi due suoi brevetti, riferiti sia all’aspetto del dispositivo sia alla componentistica interna. I brevetti indicati nella causa sono D804,471 e 12,769,363.

La società chiede alle autorità di bloccare la commercializzazione del Ring Pro negli Stati Uniti e di riconoscere un risarcimento per i danni che sarebbero stati provocati dalla presunta violazione. Secondo Oura, il nuovo anello di Ultrahuman sarebbe stato ridisegnato senza risolvere le contestazioni già sollevate in precedenza.

le contestazioni sui brevetti e sulla produzione

Nel procedimento è stata coinvolta anche SVTronics, azienda di elettronica con sede a Plano, in Texas. Oura sostiene che la società partecipi all’assemblaggio e alla produzione del prodotto contestato seguendo le indicazioni di Ultrahuman.

La posizione di Oura è stata espressa attraverso una dichiarazione ufficiale, secondo cui Ultrahuman avrebbe cercato di beneficiare delle innovazioni e della posizione raggiunta da Oura nel settore degli anelli intelligenti. Al centro della disputa ci sono quindi il design del dispositivo, l’hardware interno e la proprietà intellettuale.

ultrahuman ring pro resta disponibile negli stati uniti

Mohit Kumar, cofondatore e amministratore delegato di Ultrahuman, ha dichiarato che l’azienda risponderà alle accuse attraverso le procedure legali appropriate. La società ha inoltre comunicato che intende difendere con decisione la propria posizione.

Secondo Kumar, al momento non esiste alcun ordine del tribunale che impedisca la vendita del Ring Pro. Il prodotto, quindi, continua a essere disponibile per i clienti negli Stati Uniti, nonostante la nuova causa depositata da Oura.

il brevetto sulla componentistica interna

Uno dei brevetti citati nella controversia è il numero 12,769,363. Il documento descrive un anello intelligente e alcuni elementi della sua struttura interna, tra cui sensori integrati, magneti, scheda elettronica e batteria curva.

Il brevetto è stato concesso soltanto pochi giorni prima della presentazione della causa. Questo elemento è stato evidenziato dal vertice di Ultrahuman nella replica alle accuse, poiché rappresenta una delle novità principali del procedimento.

il precedente scontro tra oura e ultrahuman

La disputa attuale segue una precedente causa intentata da Oura contro Ultrahuman. In quell’occasione, la controversia riguardava il Ring Air e si concluse con la rimozione del prodotto dagli scaffali statunitensi.

Dopo quel provvedimento, Ultrahuman ha presentato il Ring Pro, caratterizzato da un sensore per la frequenza cardiaca riprogettato e da un’autonomia dichiarata fino a due settimane. La nuova causa mette nuovamente in discussione la permanenza del dispositivo sul mercato americano.

oura ha citato anche altri produttori di anelli intelligenti

Ultrahuman non è l’unica azienda del comparto coinvolta in un’azione legale da parte di Oura. In precedenza, Oura aveva citato in giudizio anche Samsung e altri produttori di anelli intelligenti, sostenendo la violazione di diversi brevetti.

Un anno prima, Samsung aveva presentato una causa preventiva contro Oura per ottenere una decisione che la proteggesse dalle accuse di violazione della proprietà intellettuale. Il procedimento era stato in seguito archiviato da un tribunale distrettuale di San Francisco.

L’esito del nuovo confronto tra Oura e Ultrahuman resta ancora incerto. Per il momento, il Ring Pro continua a essere venduto negli Stati Uniti, mentre la disputa sui brevetti proseguirà nelle sedi giudiziarie competenti.

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