Intelligenza artificiale, il governo britannico invita i dipendenti pubblici a non dire grazie per ridurre le emissioni di carbonio

Il governo britannico ha diffuso una bozza di linee guida sull’uso dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico. Il documento invita i dipendenti a impiegare gli strumenti AI in modo sicuro, equo e sostenibile, riducendo le richieste non necessarie e scegliendo modelli adeguati alla complessità delle attività. Tra le indicazioni più discusse compare anche quella di evitare i ringraziamenti rivolti ai chatbot, poiché ogni messaggio aggiuntivo richiede ulteriore potenza di calcolo.
governo britannico e uso efficiente dell’intelligenza artificiale
La bozza, composta da meno di 600 parole, dedica una sezione all’impiego efficiente dell’AI. Secondo il documento, i sistemi di intelligenza artificiale consumano più energia e risorse rispetto a molti strumenti tradizionali. Per questo motivo, i dipendenti pubblici dovrebbero formulare prompt brevi, chiari e diretti, limitando le istruzioni superflue.
perché evitare i ringraziamenti ai chatbot
La raccomandazione riguarda anche espressioni di cortesia come “please” e “thank you”. Sebbene siano composte da poche parole, anche queste frasi devono essere elaborate dal modello e comportano un ulteriore impiego di risorse computazionali. Su larga scala, la somma di conversazioni aggiuntive può tradursi in un consumo energetico significativo.
la scelta del modello in base al compito
Le linee guida suggeriscono inoltre di utilizzare modelli più leggeri per le attività semplici. Tra gli esempi indicati figurano Google Gemini Flash al posto di Gemini Pro e GPT Instant invece di GPT Thinking, quando il lavoro non richiede capacità di elaborazione avanzate. L’obiettivo è evitare di impiegare sistemi più potenti del necessario e ridurre lo spreco di capacità di calcolo.
responsabilità dei dipendenti nell’uso dell’AI
Il documento chiarisce che l’intelligenza artificiale non può sostituire la responsabilità umana. I dipendenti pubblici restano pienamente responsabili dei contenuti generati e delle decisioni adottate, senza poter attribuire eventuali errori alle indicazioni fornite dal sistema.
Ogni risultato prodotto dall’AI deve essere verificato con attenzione, controllando l’accuratezza delle informazioni e l’eventuale presenza di linguaggio discriminatorio. Le indicazioni richiedono anche di garantire un trattamento equo e non discriminatorio per tutte le persone e i gruppi coinvolti. Quando l’intelligenza artificiale viene utilizzata per supportare o modificare un contenuto, tale impiego deve essere comunicato agli interessati, così da mantenere trasparenza e chiarezza.
consumo energetico e costi dei messaggi aggiuntivi
La posizione del governo britannico si inserisce in un dibattito più ampio sull’impatto ambientale dell’AI. Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, aveva dichiarato nell’aprile 2025 che le formule di cortesia inserite dagli utenti, tra cui “please” e “thank you”, avevano comportato per l’azienda decine di milioni di dollari in costi aggiuntivi legati all’elettricità e all’elaborazione. Altman aveva comunque definito quella spesa come sostenuta per una ragione valida.
Una stima di Goldman Sachs ha calcolato che una singola richiesta a ChatGPT-4 consuma circa 2,9 wattora, quasi dieci volte l’energia necessaria per una normale ricerca su Google. Considerando oltre un miliardo di richieste gestite ogni giorno da OpenAI, il consumo quotidiano arriverebbe a circa 2.900.000 kilowattora. Questi dati mostrano come anche messaggi molto brevi possano produrre un impatto rilevante quando vengono moltiplicati su un numero elevato di interazioni.
reazioni alla guida britannica sull’AI
La pubblicazione della bozza ha generato numerose reazioni online. Alcuni utenti britannici hanno ironizzato sull’invito a non ringraziare i chatbot, sostenendo che la consuetudine di dire spesso “scusa” o “grazie” è profondamente radicata nella cultura del Paese e difficilmente può essere modificata.
Le indicazioni britanniche concentrano quindi l’attenzione su tre aspetti: riduzione dei prompt superflui, utilizzo di modelli proporzionati alle attività e controllo umano sui risultati. L’obiettivo dichiarato è contenere il consumo di risorse senza rinunciare a un uso responsabile, trasparente e corretto dell’intelligenza artificiale.
