Le stime delle calorie consumate fornite dagli smartwatch possono essere molto meno precise del previsto. Una nuova ricerca ha messo a confronto alcuni dispositivi di Apple, Samsung, Garmin e Fitbit, evidenziando errori rilevanti durante l’attività fisica. L’accuratezza sembra inoltre diminuire con l’aumento della percentuale di grasso corporeo, un aspetto importante per chi utilizza questi dati per controllare il peso.
smartwatch e calorie bruciate: cosa ha rilevato lo studio
La ricerca ha coinvolto 58 adulti, chiamati a svolgere una sessione di ciclismo standardizzata indossando contemporaneamente tutti i dispositivi analizzati. Gli smartwatch sono stati posizionati a due per polso, così da consentire un confronto diretto tra le diverse rilevazioni.
Durante l’esercizio, il consumo energetico è stato misurato attraverso un analizzatore metabolico. Questo strumento rileva i gas inalati ed espirati tramite una maschera e permette di ottenere una stima considerata particolarmente affidabile delle calorie consumate. I dati sono stati quindi utilizzati come riferimento per valutare le indicazioni degli smartwatch.
errori nelle stime delle calorie dei dispositivi indossabili
I risultati hanno mostrato che tutti e quattro i marchi hanno commesso errori significativi nella valutazione del dispendio calorico. Apple, Garmin e Samsung hanno generalmente sovrastimato l’energia consumata, mentre il dispositivo Apple è risultato quello con l’errore più contenuto tra i modelli analizzati.
Fitbit non ha evidenziato una tendenza costante a sovrastimare o sottostimare i consumi rispetto al valore mediano. In alcuni casi, però, le differenze sono state estremamente ampie: sette rilevazioni hanno superato del 450% il dato registrato dall’analizzatore metabolico. Questi risultati sono stati considerati errori del dispositivo.
percentuale di grasso corporeo e precisione degli smartwatch
L’osservazione più rilevante riguarda il rapporto tra la precisione delle stime e la percentuale di grasso corporeo. Secondo i ricercatori, all’aumentare di questo valore cresce anche l’errore prodotto dai dispositivi. Il fenomeno è stato riscontrato in tutti gli smartwatch sottoposti alla prova.
Gli errori sono oscillati tra il 50% e il 100%, arrivando in alcuni casi a livelli ancora superiori. Se l’analizzatore metabolico stabiliva un consumo di 100 calorie, uno smartwatch poteva indicare 150 calorie, oppure arrivare a 200 calorie per lo stesso esercizio quando utilizzato da una persona con una percentuale di grasso corporeo elevata.
stime caloriche e controllo del peso
Il dato assume particolare importanza per le persone che impiegano le calorie bruciate come riferimento nei percorsi di dimagrimento. La ricerca indica che, con una percentuale di grasso corporeo pari o superiore al 35% e quattro ore di attività fisica settimanale, il consumo potrebbe essere sovrastimato di circa 1.200-2.400 calorie.
perché le misurazioni possono essere imprecise
I ricercatori non hanno individuato una causa precisa per il peggioramento dell’accuratezza associato a una maggiore percentuale di grasso corporeo. Gli algoritmi utilizzati per calcolare le calorie sono infatti proprietari e i produttori non ne rendono pubblici tutti i dettagli.
Le indicazioni fornite dagli smartwatch dovrebbero quindi essere considerate stime indicative, non misurazioni definitive. I dati possono offrire un riferimento generale sull’attività svolta, ma non rappresentano un valore sufficientemente preciso per determinare da soli il consumo calorico o i progressi nella gestione del peso.









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