La ricarica wireless dei Google Pixel continua a mostrare alcune criticità, nonostante il supporto dichiarato fino a 25 W. I test condotti sul Pixel 11 Pro XL evidenziano miglioramenti rispetto alla generazione precedente, ma anche tempi ancora elevati, temperature più alte e una gestione della potenza poco lineare. Al centro del confronto ci sono il caricatore PixelSnap, il precedente Pixel Stand e la ricarica cablata.
PixelSnap e ricarica wireless a 25 W
Il caricatore PixelSnap non raggiunge rapidamente la potenza promessa. Durante le prove, il dispositivo ha raggiunto un picco di circa 23 W, un valore inferiore ai 31 W rilevati sul Pixel 10 Pro XL. Nei primi minuti, il sistema ha alternato la tensione tra 9 V e 16 V, probabilmente per verificare le condizioni della batteria e la temperatura del telefono.
Il passaggio alla potenza massima ha richiesto circa sei minuti. Questo ritardo incide soprattutto sulle ricariche brevi, quando sarebbe necessario ottenere rapidamente una quantità significativa di energia. Inoltre, il livello di potenza più alto è stato mantenuto solo per un periodo limitato, confermando un comportamento più vicino a un caricatore da 15 W che a una soluzione realmente da 25 W.
Pixel 11 Pro XL più rapido del modello precedente
Il Pixel 11 Pro XL offre comunque risultati migliori rispetto al Pixel 10 Pro XL. Il nuovo modello riesce a mantenere una potenza vicina ai 15 W per quasi un’ora, mentre il dispositivo precedente scendeva a circa 10 W già entro i primi 30 minuti.
Il miglioramento si riflette nei tempi complessivi di ricarica. Il Pixel 11 Pro XL raggiunge il 100% in 119 minuti, contro i 145 minuti del Pixel 10 Pro XL. Anche il raggiungimento del 50% risulta più veloce, con 47 minuti rispetto ai 61 minuti necessari al modello precedente.
Temperature elevate durante la ricarica PixelSnap
La maggiore velocità non arriva senza conseguenze. La ricarica wireless con PixelSnap mantiene il telefono più caldo rispetto alla ricarica cablata e porta il dispositivo a ridurre progressivamente la potenza. La temperatura interna è stata limitata a 40 °C, mentre la media registrata è arrivata a 37,4 °C, circa mezzo grado in più rispetto all’anno precedente.
Il calore rappresenta quindi uno dei principali fattori che limitano la continuità della ricarica. Dopo la fase iniziale più rapida, il telefono riduce l’assorbimento per contenere la temperatura. Il risultato complessivo è una ricarica wireless che rimane più lenta e più calda anche rispetto a un caricatore cablato di potenza moderata.
Pixel Stand contro PixelSnap
Il confronto con il Pixel Stand di seconda generazione mette in evidenza un ulteriore limite. Il Pixel 9 Pro XL, utilizzato con il vecchio supporto, raggiungeva la carica completa in 101 minuti e il 50% in soli 33 minuti. Il risultato era favorito da una potenza fino a 30 W e da una ventola integrata, capace di contenere il calore e sostenere più a lungo livelli elevati.
Lo stesso Pixel Stand, invece, risulta poco adatto ai modelli più recenti. Con il Pixel 11 Pro XL la potenza si ferma a circa 7,5 W, probabilmente a causa di un disallineamento o di una distanza eccessiva tra le bobine di ricarica. Il tempo stimato per una ricarica completa supera le quattro ore, rendendo il supporto praticamente utile solo per la ricarica notturna.
Ricarica cablata e modalità Extreme Charging
Anche la ricarica cablata del Pixel 11 Pro XL richiede condizioni specifiche. Sebbene la potenza dichiarata sia di 45 W, il valore effettivo si avvicina ai 41 W e viene raggiunto soltanto con un caricatore compatibile con 18 V e 2,27 A tramite il protocollo USB PD PPS.
La modalità Extreme Charging consente di ottenere un incremento per cinque minuti, ma comporta un aumento della temperatura di circa 3 °C. Durante i test, il telefono ha raggiunto un picco di 42,9 °C, una soglia piuttosto elevata per una funzione pensata per accelerare la ricarica.
PixelSnap, comodità e limiti del sistema
PixelSnap conserva alcuni vantaggi legati all’ecosistema magnetico. Custodie, batterie esterne e altri accessori possono aderire ordinatamente allo smartphone e offrire funzioni aggiuntive. Questa comodità può risultare importante, soprattutto quando la ricarica cablata è disponibile per le emergenze.
Resta però evidente il compromesso tra praticità e prestazioni. Il sistema attuale combina tempi non competitivi, gestione complessa della potenza e temperature elevate. Anche il prezzo di 65 dollari per la combinazione Snap e supporto appare poco coerente con i risultati ottenuti. Una futura versione con magneti integrati, allineamento preciso e ventola incorporata potrebbe unire i vantaggi del Pixel Stand e di PixelSnap, garantendo una ricarica più rapida e più fresca.










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