La configurazione iniziale di uno smartphone Google Pixel può richiedere la rimozione di diverse applicazioni preinstallate. Alcuni strumenti risultano utili soltanto nelle prime fasi, mentre altri occupano spazio, consumano risorse o possono creare sovrapposizioni con applicazioni alternative. La selezione riguarda soprattutto le funzioni legate all’intelligenza artificiale, all’intrattenimento e alla gestione della sicurezza.
app my pixel: utile solo per i nuovi utenti
L’app My Pixel raccoglie indicazioni sulle funzioni dello smartphone e può aiutare chi utilizza un Pixel per la prima volta. La sua utilità, però, tende a ridursi rapidamente dopo le prime ore di utilizzo.
I contenuti ripropongono in larga parte le informazioni disponibili sul portale di assistenza Google, presentandole attraverso schermate eccessivamente lunghe. Per trovare una spiegazione specifica, una ricerca diretta sul sito di supporto può risultare più rapida. My Pixel ha sostituito la precedente applicazione Pixel Tips, integrandone i contenuti in una scheda separata.
Le altre sezioni dell’app offrono un interesse limitato e sono soprattutto rivolte a chi acquista frequentemente nuovi dispositivi Pixel. Per questo motivo, la disinstallazione consente di recuperare spazio senza rinunciare a funzioni essenziali.
ai core e app supportate: maggiore consumo di spazio
A partire da Pixel 8 Pro, gli smartphone Pixel di fascia alta includono il modello Gemini Nano, utilizzato da funzioni come Magic Cue e da applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, tra cui Pixel Journal.
Il sistema può occupare una quantità significativa di memoria e riservare fino a 3,5 GB di RAM. Quando le funzioni di intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo non sono considerate indispensabili, AI Core può essere disattivato. La procedura permette inoltre di rimuovere o disabilitare alcune applicazioni collegate:
- Pixel Screenshots
- Pixel Journal
- Device Intelligence
La disattivazione di AI Core non compromette le prestazioni di Gemini, poiché le richieste importanti vengono elaborate attraverso i modelli cloud del servizio.
google tv: funzioni già disponibili altrove
Google TV riunisce gli acquisti effettuati nello store Google e offre un accesso centralizzato ai contenuti in streaming. Sullo smartphone, però, può risultare superflua per chi utilizza il servizio soprattutto sul televisore.
Film e programmi possono essere acquistati, noleggiati o riprodotti anche tramite YouTube. Le applicazioni dedicate alle singole piattaforme permettono inoltre di accedere ai contenuti in modo più diretto. La sezione dedicata ai suggerimenti propone una combinazione di film e serie che può non risultare utile, mentre la rimozione dell’app non comporta la perdita di contenuti acquistati.
google password manager e google authenticator
gestione delle password e autenticazione a confronto
Google Password Manager offre uno spazio per conservare le credenziali, ma la presenza contemporanea di più gestori può provocare confusione, soprattutto durante il salvataggio automatico delle password. Per questo motivo, può essere preferito un servizio di terze parti come Proton Pass o Bitwarden.
Tra i limiti indicati figurano l’integrazione esclusiva nell’ecosistema Google, l’assenza del supporto per l’autenticazione a due fattori, la mancanza di uno spazio per documenti sicuri, l’assenza di una password principale e la crittografia sul dispositivo non attiva in modo predefinito.
Lo stesso criterio viene applicato a Google Authenticator, ritenuto poco intuitivo e meno sicuro rispetto ad altre soluzioni per l’autenticazione a due fattori. Un’alternativa indicata è 2FAS, mentre la disinstallazione dell’app preinstallata evita sovrapposizioni con altri strumenti.
altre app rimosse per preferenza personale
Tra le applicazioni che possono essere disinstallate rientrano anche Google Keep, YouTube Music e Google Health. In questi casi, la scelta dipende dalle abitudini personali e non necessariamente da un consumo eccessivo di spazio.
I telefoni Pixel mantengono generalmente un numero di applicazioni preinstallate inferiore rispetto agli smartphone Samsung. La crescente integrazione di strumenti basati sull’intelligenza artificiale ha però aumentato la presenza di app considerate non indispensabili. Google aggiorna periodicamente la propria offerta: Pixel Studio, per esempio, è stato integrato nell’app Gemini.






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