Gemini è diventato il prodotto centrale della strategia di Google, con una presenza sempre più ampia su smartphone, computer portatili e dispositivi per la casa intelligente. La crescita degli utenti raggiunge livelli record, mentre gli investimenti nell’intelligenza artificiale producono effetti rilevanti sui conti dell’azienda e riducono progressivamente la possibilità di evitare il chatbot.
gemini raggiunge un miliardo di utenti mensili
un risultato superiore a quello di google assistant
L’amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, ha annunciato che Gemini ha raggiunto un miliardo di utenti attivi ogni mese. Si tratta del quattordicesimo prodotto dell’azienda a superare questa soglia. Per fare un confronto, Google Assistant aveva raggiunto il picco di 500 milioni di utenti mensili nel 2020.
Il dato comunicato da Pichai riguarda gli utenti dell’app Gemini, anche se la sua precisione non è completamente verificabile. Il Play Store indica oltre un miliardo di installazioni, una cifra raggiunta già nel dicembre 2025, mentre le rilevazioni di AppMagic registrano poco più di 500 milioni di installazioni dal lancio dell’app, avvenuto nel 2024.
La diffusione di Gemini è favorita anche dalla sua integrazione nei servizi Google. Il chatbot può comparire all’interno di diversi prodotti e dispositivi, rendendo difficile evitarne l’apertura o l’attivazione involontaria. Secondo Josh Woodward, vicepresidente di Google, l’utilizzo del servizio presenta queste caratteristiche:
- il 63% degli utenti comunica direttamente con Gemini;
- una conversazione su cinque con Gemini Live supera il solo uso della voce, includendo per esempio l’identificazione tramite video;
- i genitori impegnati hanno una probabilità del 43% maggiore di utilizzare la voce per le attività quotidiane;
- il 38% delle richieste scolastiche contiene un allegato;
- le piccole imprese utilizzano Gemini per creare materiali di marketing;
- il chatbot può automatizzare azioni in oltre 40 applicazioni popolari;
- Gemini può essere impiegato per prenotare corse, riservare tavoli e svolgere altre attività.
la spesa per l’intelligenza artificiale pesa sui conti di google
il calo del flusso di cassa raggiunge un livello record
I risultati del secondo trimestre del 2026 mostrano un’anomalia significativa. Sebbene i ricavi siano aumentati di circa 26 miliardi di dollari rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la perdita operativa ha raggiunto il minimo storico di 5,8 miliardi di dollari.
Si tratta del livello di liquidità più basso registrato da Google dal momento della quotazione del 2004 e della prima occasione in cui il flusso di cassa è risultato negativo. L’azienda resta redditizia, ma una parte dei guadagni deriva da asset non realizzati e non da denaro disponibile.
Google ha specificato che la perdita operativa è stata causata dalle spese condivise per la ricerca e lo sviluppo nel settore dell’intelligenza artificiale. L’impatto sarà realmente problematico nel caso in cui la tendenza dovesse proseguire anche nei prossimi trimestri. Per recuperare il flusso di cassa, Gemini dovrà quindi generare entrate più elevate.
google integra gemini nei nuovi dispositivi
l’intelligenza artificiale diventa sempre più difficile da evitare
Nei dispositivi Google è ancora possibile scegliere quali applicazioni utilizzare. Su uno smartphone Pixel, per esempio, possono essere rimosse diverse app proprietarie, mentre altre possono restare installate insieme a servizi alternativi di terze parti.
Gemini segue una logica differente. Google sta progettando i propri dispositivi tenendo il chatbot al centro dell’esperienza. Le configurazioni della memoria dei modelli della serie Pixel 11 sono state scelte anche per sostenere Gemini Intelligence, mentre alcune funzioni hardware del Pixel 11 Pro e del prossimo Googlebook sono state sviluppate considerando le capacità dell’intelligenza artificiale.
Di conseguenza, l’acquisto di un nuovo dispositivo Google non dipende più soltanto dall’hardware. Il valore del prodotto è sempre più legato alla volontà di utilizzare Gemini, poiché rinunciare alle sue funzioni significa non sfruttare pienamente la piattaforma sulla quale sono stati progettati i dispositivi.
il futuro di google dipende dalle prestazioni di gemini
Il numero di utenti non sarà sufficiente se non si tradurrà in maggiori ricavi e in un funzionamento più affidabile. Gemini deve ridurre gli errori critici che ancora compromettono la fiducia nel servizio e dimostrare di poter sostenere economicamente gli investimenti dell’azienda.
Google potrebbe rallentare l’integrazione dell’intelligenza artificiale, ma una scelta simile indebolirebbe la strategia costruita sui chip Tensor con apprendimento automatico, presenti negli smartphone Pixel a partire dal Pixel 6. Gemini non rappresenta quindi un prodotto secondario da abbandonare facilmente: è diventato la base dell’intera direzione tecnologica di Google.
I prossimi risultati finanziari saranno decisivi per valutare la capacità dell’azienda di trasformare la grande diffusione di Gemini in un modello sostenibile e redditizio.






Lascia un commento