Netflix e Disney studiano piani gratuiti per sfidare YouTube, ma gli esperti lanciano l’allarme

Netflix e Disney+ stanno valutando un possibile cambiamento del modello di business, finora basato soprattutto sugli abbonamenti mensili. La crescita di YouTube e delle piattaforme video gratuite sostenute dalla pubblicità sta infatti modificando le abitudini del pubblico e spingendo i principali servizi streaming a considerare formule senza costi di accesso ma con inserzioni pubblicitarie.

YouTube supera Netflix per tempo di visione

I dati più recenti mostrano il rafforzamento delle piattaforme gratuite con pubblicità, note anche come servizi FAST. Negli Stati Uniti, queste applicazioni rappresentano il 19,1% degli ascolti televisivi complessivi, in aumento rispetto al 17,2% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.

Un’analisi condotta su 20 mercati internazionali evidenzia inoltre una crescita significativa del tempo trascorso su YouTube. La visione media giornaliera è passata da 87,2 minuti nel 2024 a 99,1 minuti nel 2025. Nello stesso intervallo, Netflix è scesa da 100,5 a 93,4 minuti al giorno. Per la prima volta, YouTube ha quindi superato la piattaforma streaming per durata media della visione.

YouTube conquista il pubblico televisivo

Il successo di YouTube è legato alla presenza di una vasta comunità di creatori e alla varietà dei contenuti disponibili. Video brevi, podcast e produzioni realizzate dagli utenti occupano una parte crescente del tempo trascorso davanti allo schermo televisivo, sottraendo spettatori ai servizi che dipendono principalmente dai ricavi degli abbonamenti.

Netflix e Disney+ valutano un piano gratuito

Per ampliare la propria base di utenti e aumentare gli introiti pubblicitari, Netflix e Disney+ stanno considerando l’introduzione di un livello gratuito con pubblicità. L’ipotesi è stata discussa internamente da Disney, dove è emersa l’idea di eliminare la barriera del pagamento iniziale per incrementare la frequenza di utilizzo dell’applicazione.

Secondo l’impostazione allo studio, la possibilità di accedere gratuitamente ai contenuti potrebbe favorire la creazione di un’abitudine alla visione e rendere più semplice la successiva conversione degli utenti in abbonati a pagamento. Disney punta inoltre a raggiungere il pubblico più sensibile ai prezzi e a sostenere la crescita della raccolta pubblicitaria. Al momento non è stata indicata una data precisa per il lancio.

Netflix ha riconosciuto la possibilità di proporre un servizio gratuito in alcuni mercati, anche se nel breve periodo non risultano piani definiti. Anche Paramount avrebbe avviato una fase di progettazione interna per rendere disponibili senza pagamento alcune serie particolarmente popolari.

Le figure coinvolte nelle valutazioni

Le principali dichiarazioni e valutazioni sul possibile passaggio a un modello gratuito sono state attribuite a diverse figure aziendali e analisti del settore:

  • Adam Smith, responsabile di prodotto e tecnologia di Disney;
  • Josh D’Amaro, amministratore delegato di Disney;
  • Greg Peters, co-amministratore delegato di Netflix;
  • Brandon Katz, analista di Greenlight Analytics;
  • Paolo Pescatore, analista di PP Foresight.

Aumenti degli abbonamenti e concorrenza gratuita

La valutazione di un piano senza costi arriva dopo una serie di aumenti applicati da Netflix. Negli Stati Uniti, nel marzo 2026, il piano standard senza pubblicità è passato da 17,99 a 19,99 dollari al mese, mentre il piano premium è salito a 26,99 dollari.

Anche a Hong Kong, nell’aprile dello stesso anno, sono stati incrementati i prezzi: il piano premium 4K ha raggiunto 118 dollari di Hong Kong, quello standard 98 dollari e il piano base 78 dollari. L’aumento dei costi è indicato tra i motivi che hanno spinto una parte degli utenti verso le piattaforme gratuite.

Il modello gratuito presenta rischi per gli abbonamenti

L’introduzione di un’offerta gratuita potrebbe favorire l’acquisizione di nuovi spettatori, ma comporta anche un rischio rilevante per i ricavi da abbonamento. Se il catalogo accessibile senza pagamento fosse troppo ampio, gli utenti già iscritti potrebbero scegliere di passare a un piano gratuito, riducendo le entrate complessive delle piattaforme.

La difficoltà principale riguarda quindi l’equilibrio tra quantità di contenuti e valore dell’abbonamento. Un’offerta troppo limitata potrebbe non attirare il pubblico, mentre un catalogo eccessivamente ricco rischierebbe di indebolire il sistema a pagamento. Per Netflix, Disney+ e Paramount restano ancora da definire tempi, contenuti disponibili e mercati coinvolti.

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