GrapheneOS e Revolut tornano al centro di una disputa legata all’accesso alle applicazioni bancarie sui dispositivi che utilizzano sistemi Android modificati. Il progetto orientato alla privacy sostiene che alcuni utenti stiano nuovamente incontrando difficoltà nel completare l’accesso all’app Revolut e accusa la società fintech di applicare controlli mirati nei confronti del proprio sistema operativo.
grapheneos accusa revolut di bloccare l’accesso
Secondo GrapheneOS, Revolut avrebbe motivato le restrizioni richiamando ragioni di sicurezza. Il progetto ritiene, invece, che il problema sia collegato all’applicazione dei requisiti di licenza relativi ai Google Play Services. L’accusa è quindi quella di un controllo specifico sull’ambiente software installato, più che di una verifica uniforme delle condizioni di sicurezza dei dispositivi.
GrapheneOS ha inoltre messo in discussione la coerenza degli standard adottati da Revolut. L’applicazione continua infatti a supportare Android 9, versione del sistema operativo lanciata nel 2018. Per questo motivo, il progetto ha definito l’atteggiamento della società come gravemente negligente sul piano della sicurezza.
i precedenti tra grapheneos e revolut
Il confronto tra le due realtà non è nuovo. GrapheneOS sostiene che Revolut abbia già tentato di impedire il funzionamento dell’app sui dispositivi compatibili con il sistema operativo nel gennaio 2025. In seguito, il progetto avrebbe individuato un modo per superare i controlli, consentendo agli utenti di continuare a utilizzare il servizio.
Le segnalazioni relative ai problemi di accesso sembrano però essere ricomparse. Gli utenti che risultano già autenticati nell’applicazione apparirebbero meno esposti al malfunzionamento rispetto a chi deve effettuare un nuovo login.
i controlli contestati da grapheneos
GrapheneOS afferma che Revolut stia cercando indicatori specifici della presenza del sistema operativo sui telefoni, invece di applicare gli stessi criteri a tutti i dispositivi. Il progetto sostiene che la società potrebbe utilizzare gli strumenti di attestazione hardware di Android per verificare l’affidabilità dei telefoni dotati di GrapheneOS.
Stando alle dichiarazioni del progetto, indicazioni tecniche su questa possibilità sarebbero state inviate a Revolut già da diversi anni. L’utilizzo di tali strumenti consentirebbe di svolgere verifiche di sicurezza senza basarsi esclusivamente sul riconoscimento del sistema operativo installato.
possibile soluzione per accedere a revolut
installazione tramite play store in modalità sandbox
Per gli utenti interessati, GrapheneOS indica una possibile procedura temporanea: effettuare l’accesso con un account Google secondario e installare Revolut attraverso il Play Store sandboxed. Il metodo potrebbe permettere di superare gli attuali controlli e ripristinare l’accesso all’applicazione.
GrapheneOS precisa però che non si tratta di una soluzione affidabile nel lungo periodo. Se Revolut dovesse modificare nuovamente i propri sistemi di verifica, la procedura potrebbe smettere di funzionare.
la posizione di revolut
Revolut non ha fornito un commento sulle accuse sollevate da GrapheneOS. La società ha comunque ribadito che la propria applicazione offre supporto completo per Android e iOS. La disputa resta quindi aperta, con posizioni contrapposte sulla gestione dei controlli di sicurezza e sulla compatibilità con sistemi Android non standard.











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