Nas: perché lo vorrei davvero, ma per me è fuori discussione

Un NAS può offrire maggiore controllo sui dati e ridurre la dipendenza dagli abbonamenti di archiviazione online. Per alcune esigenze, però, il passaggio dal cloud a un archivio di rete personale non è conveniente. Costi iniziali, manutenzione, ingombro, rumore e consumi possono rendere questa soluzione poco adatta, soprattutto quando la quantità di dati da conservare è ancora limitata.

nas e archiviazione cloud: il costo non è ancora giustificato

L’acquisto di un NAS comporta una spesa considerevole, in particolare quando è necessario prevedere una capacità di archiviazione maggiore rispetto alle esigenze attuali. Perché il passaggio dal cloud abbia una reale convenienza economica, servirebbero almeno 2 TB di dati. La quantità attualmente utilizzata è invece inferiore a 400 GB, tra fotografie, video e documenti di lavoro.

Un piano Google One da 400 GB costa circa 50 dollari all’anno. La configurazione di un NAS, includendo lo spazio necessario per il futuro, supererebbe facilmente i 500 dollari. In questo scenario, il dispositivo inizierebbe a ripagarsi soltanto dopo almeno dieci anni. Nel frattempo, i servizi cloud potrebbero aumentare lo spazio incluso nei propri piani, rendendo ancora più lontano il punto di pareggio.

Il piano cloud considerato offre inoltre funzionalità aggiuntive, tra cui limiti più elevati per Gemini, l’integrazione di Gemini in Gmail e altri vantaggi. Esistono anche alternative più economiche o più costose, ma al momento il NAS non presenta una logica finanziaria sufficiente.

la manutenzione di un nas richiede tempo

Un servizio cloud non elimina ogni attività: anche le fotografie devono essere organizzate, selezionate e, quando necessario, modificate. Con un NAS, però, alle operazioni sui file si aggiungono numerosi compiti tecnici. È necessario configurare il dispositivo, proteggerlo dagli accessi indesiderati e installare gli aggiornamenti software.

Occorre inoltre occuparsi della pulizia delle ventole e intervenire in caso di guasti. Un problema hardware può tradursi in ulteriori spese e maggiore stress. Il cloud, invece, richiede generalmente soltanto l’accesso al proprio account: sicurezza, aggiornamenti e gestione dell’infrastruttura spettano al fornitore.

La differenza può essere paragonata a quella tra il campeggio e un hotel: nel primo caso è necessario occuparsi dell’organizzazione e della manutenzione, mentre nel secondo gran parte dei servizi è già predisposta. La scelta dipende dal valore attribuito al tempo e alla gestione tecnica.

ingombro, rumore e consumi energetici

Un NAS aggiungerebbe un ulteriore dispositivo a una postazione già occupata da monitor, mini PC, tastiera, mouse, microfono, hub per la smart home e altoparlante Bluetooth. Anche con una scrivania ampia e ordinata, il nuovo apparecchio comporterebbe maggiore ingombro visivo.

Il dispositivo può inoltre produrre un ronzio continuo, accompagnato da altri rumori durante la lettura o la scrittura dei dati. Non si tratta del rumore di un tosaerba, ma può diventare difficile da ignorare. Un ulteriore aspetto riguarda i consumi: il NAS è progettato per rimanere acceso a lungo, così da consentire l’accesso ai file in qualsiasi momento. Questo comporterebbe un aumento dell’elettricità utilizzata.

proton unlimited come alternativa al nas

La privacy dei dati resta importante, ma può essere tutelata anche senza acquistare un NAS. La soluzione scelta consiste in Proton Unlimited, che include alternative a Google Drive, Google Photos e Gmail, oltre a VPN, gestore delle password e altri servizi.

Il principale elemento distintivo è la crittografia end-to-end: i file sono accessibili soltanto al proprietario e nemmeno Proton può visualizzarli. In questo modo vengono combinati la riservatezza associata a un NAS e la praticità dell’archiviazione cloud.

Il servizio costa circa 100 dollari all’anno per 500 GB, una cifra doppia rispetto al precedente piano Google One, ma con 100 GB aggiuntivi e diversi servizi inclusi. Il confronto diretto non è quindi del tutto equivalente, perché VPN e gestore delle password avrebbero un costo separato.

nas non adatto alle esigenze attuali

Per il momento, il NAS resta escluso a causa della combinazione di costo, manutenzione, rumore, consumi e quantità ridotta di dati. La situazione potrebbe cambiare con la crescita della libreria digitale, rendendo necessario rivalutare il rapporto tra cloud, privacy e archiviazione locale.

Chi gestisce molti dati e non teme la manutenzione può trovare nel NAS una soluzione adeguata. Chi invece cerca soprattutto semplicità e funzionalità può preferire Google One, mentre per esigenze di riservatezza può risultare più indicato un servizio cloud incentrato sulla privacy, come Proton o alternative analoghe.

Continue reading

NEXT

Pixel tag: il prezzo trapelato prepara la sfida diretta agli apple airtag

Il Google Pixel Tag, dispositivo atteso per il tracciamento degli oggetti tramite la rete Trova il mio dispositivo di Android, si avvicina alla presentazione ufficiale. Le nuove indiscrezioni indicano un prezzo europeo allineato a quello dell’Apple AirTag e una possibile […]
PREVIOUS

Elon musk: spacex punta a mille miliardi di ricavi e porta i data center nello spazio, starlink già in 170 paesi

SpaceX accelera sul fronte dell’intelligenza artificiale e punta a raggiungere un fatturato annuale di 1.000 miliardi di dollari entro il 2030, con un anno di anticipo rispetto alle precedenti previsioni. L’azienda guidata da Elon Musk valuta inoltre la possibilità di […]

Potrebbero interessarti

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più popolari

Di tendenza

Per guestpost o linkbuilding scrivi a [email protected]Segnala a Zazoom - Blog Directory