Un sistema domotico può riconoscere con ritardo il rientro in casa anche quando rete, lampadine e hub sembrano funzionare correttamente. Il problema può dipendere dal metodo utilizzato per rilevare la presenza: il geofencing basato sulla posizione dello smartphone non sempre è abbastanza rapido. Una soluzione più efficace arriva dai sensori radar a onde millimetriche compatibili con Matter, capaci di rilevare la presenza anche quando una persona rimane immobile.
sensore di presenza per la casa: il problema era lo smartphone
geofencing e ritardi nel rilevamento della posizione
Il geofencing utilizza gli aggiornamenti della posizione in background per stabilire quando un dispositivo entra o esce da una determinata area. I sistemi operativi mobili, sia Android sia iOS, limitano però queste attività per ridurre il consumo della batteria e tutelare la privacy.
Su Android, le applicazioni non utilizzate attivamente possono essere inserite in categorie con restrizioni. Di conseguenza, le richieste di posizione con priorità normale possono essere rimandate. Il risultato è un’automazione che non appare guasta: l’applicazione risponde quando viene aperta, le luci si accendono quando vengono comandate manualmente e il geofencing continua a risultare preciso.
Il comando, però, può arrivare con diversi secondi di ritardo o persino quando la persona è già entrata e si è sistemata in casa. Per questo motivo, la posizione dello smartphone non rappresenta sempre il tipo di attivazione più adatto. Un sensore Matter con radar mmWave collocato vicino all’ingresso può gestire il rilevamento localmente e attivare le luci prima ancora che venga aperta la porta.
rilevamento del movimento, occupazione e presenza
le differenze tra i principali sistemi di rilevamento
Movimento, occupazione e presenza vengono spesso indicati come concetti equivalenti nelle descrizioni dei prodotti, ma svolgono funzioni differenti. Il geofencing dello smartphone rileva una posizione su larga scala, utilizzando coordinate GPS e rete cellulare per definire un’area approssimativa attorno all’abitazione.
I sensori di movimento tradizionali impiegano la tecnologia a infrarossi passivi, o PIR, che identifica le variazioni delle firme termiche all’interno del proprio campo visivo. I sensori di occupazione utilizzano un principio simile, aggiungendo un temporizzatore che mantiene l’ambiente considerato occupato per alcuni minuti dopo l’ultimo rilevamento.
Il limite principale riguarda le persone immobili. Una persona seduta sul divano, intenta a leggere, può non produrre movimenti sufficienti per essere rilevata dal PIR. Quando il timer termina, le luci possono spegnersi anche se la stanza è ancora occupata.
Il radar a onde millimetriche è più preciso perché trasmette onde continue e analizza anche i micro-movimenti. La tecnologia mmWave non è recente, ma Matter 1.4 ha integrato il radar nel rilevamento dell’occupazione e ha introdotto protocolli a basso consumo per i dispositivi alimentati a batteria che utilizzano Thread.
sensore matter a batteria: quale hardware serve
router thread e radar a basso consumo
Per utilizzare un sensore Matter over Thread è necessario un dispositivo che svolga il ruolo di router di confine Thread. Nell’ecosistema Google possono svolgere questa funzione Nest Hub di seconda generazione, Nest Hub Max e Nest Wifi Pro.
Senza un router di confine, un sensore Matter alimentato a batteria non può collegarsi alla rete. Con l’hardware compatibile, il dispositivo entra nella rete mesh a basso consumo già presente nell’abitazione e viene visualizzato direttamente in Google Home.
I modelli radar Matter over Thread alimentati a batteria rappresentano l’opzione più recente. I sensori radar delle generazioni precedenti richiedevano spesso un cavo lungo la parete o l’installazione vicino a una presa elettrica. Le versioni attuali possono funzionare per mesi con una batteria a bottone, grazie ai protocolli a basso consumo di Matter 1.4, e comunicano l’occupazione in modo nativo.
La configurazione avviene tramite un codice QR e la procedura Matter. Dopo circa un minuto di attesa, l’occupazione dell’ambiente viene resa disponibile come attivatore per le automazioni.
automazioni con il sensore di presenza
luce ambientale e dispositivi da comandare
Per evitare attivazioni inutili, il rilevamento dell’occupazione deve essere associato al livello di luce. Il sensore può rilevare la presenza sia di giorno sia di notte, ma l’accensione di una lampada in un corridoio durante le ore più luminose non è necessaria.
I modelli più recenti integrano proprio per questo motivo un sensore di luminosità. L’automazione può quindi essere impostata sulla combinazione “ambiente occupato e buio”, invece di utilizzare soltanto la presenza come condizione.
È inoltre preferibile collegare il sensore a dispositivi senza conseguenze rilevanti. Luci e musica sono comandi adeguati, mentre serrature e altri sistemi critici richiedono maggiore cautela. Un radar può infatti essere influenzato da una tenda o dal movimento costante di un ventilatore a soffitto.







Lascia un commento