Nessuno ordina da mangiare con gli agenti AI: DoorDash fa i conti

Quasi un miliardo di ordini in un trimestre. Dentro quel numero, gli agenti AI di terze parti hanno prodotto “diverse centinaia” di ordini da quando esistono. Tony Xu, cofondatore e CEO di DoorDash, non ha provato a rendere la sproporzione più elegante.
Nella call sui risultati del terzo trimestre 2026 un analista gli ha chiesto conto degli agenti. La risposta: centinaia di ordini, un caso d’uso “molto basso” su poco meno di un miliardo di consegne in tre mesi.
I numeri, senza giri di parole
DoorDash non ha pubblicato una statistica: la cifra è arrivata a voce, in risposta a una domanda. Centinaia di ordini contro centinaia di milioni.
Xu ha anche spiegato dove gli agenti funzionano. Non sulle decisioni rapide: sulle “long consideration purchases”, gli acquisti in cui un agente lavora per te in background. Il discrimine è la frizione. Se una decisione costa zero, passare per un agente costa più di quanto renda.
Perché il cibo è il caso peggiore per un agente AI
Un ordine di cibo è una decisione a bassissima considerazione. Si apre l’app, si sceglie fra tre cose già viste, si conferma. Meno di due minuti. Un agente aggiunge passaggi, non li toglie.
Poi ci sono i dettagli che rompono tutto: l’indirizzo, il citofono, la portata che cambia, il ristorante che chiude alle 22:30. Un umano li gestisce in automatico, un agente deve chiedere. Ogni domanda spezza un’abitudine.
Xu lo ha detto senza diplomazia: “quando si tratta di un compito semplice come ordinare da mangiare, vediamo che la gente va direttamente su DoorDash”.
Tip. Per far ordinare un agente al posto tuo serve un connettore. DoorDash ha aperto il suo connettore MCP (Model Context Protocol, lo standard con cui un modello dialoga con un servizio) meno di un mese fa, solo per pochi partner in beta. Senza quel collegamento un agente deve navigare l’interfaccia web come farebbe una persona.
Il paradosso degli agenti interni
Il dato di Xu riguarda solo gli agenti di terze parti. Non include Ask DoorDash, la funzione interna lanciata in estate che costruisce un carrello dalla foto di una ricetta o da una richiesta vaga tipo “cena per quattro”.
Lì i numeri sono di un’altra categoria. I carrelli costruiti con Ask DoorDash sono cinque volte più veloci, gli ordini valgono quasi il 50% in più e contengono circa il 60% di prodotti diversi in più.
La differenza non è la tecnologia. È il posto in cui l’AI sta: dentro l’app che usi già. Un agente esterno sposta la fiducia su qualcosa che non conosci.
MCP è ancora un cantiere aperto
Il connettore ha meno di un mese, è aperto a pochi “early beta partner” ed è usato soprattutto per pranzi aziendali. Il campione resta piccolo.
Questo taglia la parte più velenosa del dato. Non è la prova che gli agenti non funzionano: è la prova che non sono ancora collegati. Il tema della gabbia di sicurezza degli agenti AI su Android è lo stesso problema visto dal sistema operativo.
Cosa cambia per chi aspetta agenti che pagano le bollette
Gli agenti vinceranno dove la decisione è lenta, noiosa e piena di variabili: confrontare una polizza, cambiare operatore, prenotare un treno con due coincidenze.
La regola pratica: se una persona esperta ci mette meno di due minuti senza confrontare nulla, l’agente è di troppo. Se apre sei schede, ha senso.
Sul lato Android manca il controllo. Esiste una dashboard per vedere cosa fanno gli agenti, ma è in beta e senza regole vere. I casi in cui la fiducia è stata mal riposta non mancano, come mostra l’incidente Meta Muse.
Xu ha chiuso così: “non vuoi mai combattere la gravità, ma allo stesso tempo non vuoi essere delirante”. Le centinaia di ordini sono la gravità. Il miliardo è tutto il resto.
Domande frequenti
Quanti ordini hanno fatto gli agenti AI su DoorDash?
“Diverse centinaia” da quando esistono, secondo il CEO Tony Xu. Nello stesso trimestre DoorDash ha gestito poco meno di un miliardo di ordini complessivi.
Perché gli agenti AI ordinano così poco cibo?
Ordinare è una decisione immediata a bassa considerazione: l’attrito di passare per un agente supera il beneficio. In più indirizzo, orari e modifiche richiedono continue conferme.
Che cos’è il connettore MCP di DoorDash?
È un collegamento basato su Model Context Protocol, lo standard aperto che permette a un modello di usare i servizi di un’azienda. DoorDash lo ha aperto meno di un mese fa, solo per pochi partner in beta.
Ask DoorDash è un agente AI?
Sì, ma interno. Costruisce carrelli da una foto di ricetta o da una descrizione vaga e non rientra nel conteggio degli agenti di terze parti. I suoi numeri sono migliori: carrelli cinque volte più veloci e scontrini quasi del 50% più alti.
