Apnea notturna, l’AI di Samsung arriva su Galaxy Watch e Ring: quali modelli restano fuori

Apnea notturna, l'AI di Samsung arriva su Galaxy Watch e Ring: quali modelli restano fuori
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Samsung ha ottenuto il via libera del Ministero della Sicurezza Alimentare e Farmaceutica coreano per la nuova versione del rilevamento dell’apnea notturna, quella che si appoggia a un algoritmo di intelligenza artificiale. L’annuncio è del 28 ottobre: prima l’orologio diceva se durante il sonno c’erano segni compatibili con l’apnea, adesso dice anche quanto sono frequenti.

Il rilascio parte a novembre 2026 in Corea del Sud su tre dispositivi: Galaxy Watch Ultra 2, Galaxy Watch 9 e Galaxy Ring. I modelli precedenti arriveranno dopo, con un calendario che Samsung non ha ancora chiuso nel dettaglio.

Cosa cambia rispetto alla funzione di oggi

La versione già attiva su buona parte dei Galaxy Watch recenti segnala la presenza di segni generici di apnea notturna. La nuova analizza le interruzioni del respiro e le colloca in tre categorie: lieve, occasionale, frequente. A determinare lo scaglione è la frequenza oraria degli episodi, quindi il risultato diventa una misura della gravità, non un semplice allarme da ignorare.

Il quadro si legge in Samsung Health Monitor. Aiuta a capire se vale la pena approfondire con un medico, non stabilisce una diagnosi: la polisonnografia resta l’esame di riferimento.

TIP: la misura non parte da sola la prima notte. Samsung richiede due sessioni di sonno di almeno 5 ore ciascuna, registrate entro un periodo di 10 giorni. Se dormite poco o togliete l’orologio, il conteggio si allunga. Per un risultato attendibile conviene indossarlo anche di giorno nelle ore di riposo e controllare che la batteria basti per la notte.

Il paradosso del Galaxy Ring

Samsung limita la funzione all’hardware più recente, spiegando che l’elaborazione dell’AI richiede potenza di calcolo. La giustificazione però scricchiola davanti a un dato: il Galaxy Ring, che è un anello da pochi grammi, rientra tra i dispositivi compatibili, mentre orologi ben più grandi restano fuori. Più che un limite tecnico sembra una scelta commerciale.

Stesso discorso per il Galaxy Watch FE, che monta un Exynos W920 e non è stato ancora inserito nella lista. Samsung non ha chiarito se lo sarà.

Quali orologi restano fuori e quali no

La lista degli aggiornamenti successivi comprende Galaxy Watch Ultra di prima generazione, Galaxy Watch 8, Watch 8 Classic e Watch 7, purché aggiornati a Wear OS 7 o superiore. Restano invece esclusi Galaxy Watch 4, Watch 5 e Watch 6, cioè i modelli che hanno visto arrivare il rilevamento dell’apnea negli anni scorsi. Chi ha comprato un Watch 6 due anni fa si trova con una funzione che invecchia senza aggiornamenti.

La distribuzione potrebbe avvenire insieme a One UI 9 Watch, ancora in beta, oppure con un firmware separato per i modelli più vecchi. Samsung non ha indicato una data.

La concorrenza e il confronto con Apple

Anche Apple Watch rileva l’apnea notturna e restituisce una categorizzazione, ma su due soli livelli, elevato e non elevato. La differenza sostanziale è il tempo di raccolta: Apple chiede 30 giorni di dati, Samsung ne basta una decina. Più rapidità da una parte, più cautela dall’altra.

Sul fronte salute indossabile la concorrenza si sta muovendo in modo simile, come mostra il caso delle nuove funzioni di Google su Pixel Watch e Fitbit. La domanda resta la stessa: quanti leggono davvero quei dati?

Quando arriva in Italia

Per l’Europa non c’è nessuna data. Samsung ha indicato solo la Corea del Sud come primo mercato, con gli Stati Uniti possibili tra dicembre e inizio 2027 grazie all’autorizzazione FDA ottenuta a luglio. In Europa le funzioni di rilevamento dell’apnea passano per un percorso di certificazione come software medico, quindi i tempi non seguono quelli coreani.

Fino ad allora la funzione disponibile sui Galaxy Watch italiani resta quella attuale, senza i tre livelli. Chi ha già uno dei modelli compatibili può intanto tenere aggiornata Samsung Health Monitor e registrare il sonno con regolarità.

Domande frequenti

La nuova funzione diagnostica l’apnea notturna?

No. Segnala una frequenza di interruzioni del respiro e la colloca in tre livelli. Una diagnosi richiede un esame del sonno in struttura specializzata.

Quante notti servono per ottenere il risultato?

Due sessioni di almeno 5 ore ciascuna, registrate entro 10 giorni. Se una delle due non raggiunge le 5 ore, la misura non viene generata.

Il Galaxy Watch 6 avrà la versione AI?

No. Samsung ha escluso Galaxy Watch 4, Watch 5 e Watch 6. La funzione resta sulla versione precedente, quella che segnala solo la presenza di segni generici.

La funzione sarà disponibile in Italia a novembre?

Non è stato annunciato. Il debutto riguarda la Corea del Sud e, in prospettiva, gli Stati Uniti. Per l’Europa serve la certificazione come software medico e non esistono date pubbliche.

Cosa succede se tolgo l’orologio di notte?

La sessione non viene conteggiata. Servono due notti valide entro 10 giorni, quindi un buco nella raccolta fa slittare il risultato.

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