Doppiaggio ai, i doppiatori giapponesi chiedono consenso scritto e compensi per usare le voci sintetiche

Doppiaggio ai, i doppiatori giapponesi chiedono consenso scritto e compensi per usare le voci sintetiche
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La diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale generativa ha spinto l’Unione degli attori giapponesi a definire nuove regole per l’impiego delle voci dei doppiatori. Le linee guida stabiliscono obblighi di consenso scritto, notifiche preventive e compensi separati, con particolare attenzione ai casi in cui l’AI rischia di sostituire il lavoro umano nel doppiaggio di anime, film e serie.

giappone, nuove regole per l’uso delle voci con l’intelligenza artificiale

Il 15 ottobre l’organizzazione giapponese che riunisce attori e doppiatori ha pubblicato le linee guida sull’utilizzo delle voci generate dall’AI. Il documento richiede alle società di produzione e agli sviluppatori di sistemi artificiali di ottenere in anticipo l’autorizzazione scritta della persona interessata durante ogni fase del processo: dall’analisi dei dati all’addestramento del modello, fino alla creazione e alla pubblicazione della voce.

Le indicazioni prevedono inoltre che il doppiaggio di animazioni e film sia affidato, in linea generale, a interpreti umani. L’obiettivo è limitare la sostituzione degli attori con sistemi automatici e garantire un maggiore controllo sull’identità vocale. Al momento, il documento rappresenta una norma di autoregolamentazione del settore e non ha valore legalmente vincolante.

i doppiatori contestano la riproduzione non autorizzata delle voci

L’Unione degli attori giapponesi conta circa 2.600 membri tra attori e doppiatori. Con la crescente diffusione della clonazione vocale, sono comparsi online numerosi contenuti realizzati imitando le voci di interpreti conosciuti. In alcuni casi, i video utilizzano frasi mai pronunciate o canzoni mai interpretate dalle persone coinvolte.

Durante una conferenza stampa, Toshio Shimada, noto anche per il ruolo del nonno Tomozō in Chibi Maruko-chan e per aver dato voce a Broly in Dragon Ball, ha raccontato di aver ascoltato una riproduzione artificiale della voce del personaggio mentre cantava il brano “Usseewa” di Ado. La prima reazione è stata di sorpresa, seguita dalla rabbia per l’utilizzo non autorizzato di parole e canzoni mai pronunciate o cantate.

Shimada ha distinto l’uso privato a scopo ricreativo dalla diffusione pubblica dei contenuti. La pubblicazione online di imitazioni vocali finalizzata ad attirare follower o ottenere guadagni viene considerata inaccettabile se priva del consenso del doppiatore.

Anche Masako Nozawa, storica voce di Goku in Dragon Ball, ha espresso il proprio punto di vista attraverso un video. L’attrice ha dichiarato di guardare con interesse ai progressi dell’intelligenza artificiale, ma ha manifestato delusione per l’uso arbitrario delle voci dei doppiatori, auspicando la definizione di regole condivise da tutto il comparto.

  • Toshio Shimada, voce di Broly in Dragon Ball e del nonno Tomozō in Chibi Maruko-chan.
  • Masako Nozawa, voce di Goku nella serie Dragon Ball.
  • Michiyoshi Ikezumi, vicepresidente dell’Unione degli attori giapponesi.

consenso scritto e durata limitata delle autorizzazioni

Le nuove disposizioni suddividono l’utilizzo delle voci artificiali in tre fasi distinte: analisi e apprendimento dei dati, generazione del modello vocale e impiego concreto della voce all’interno di un’opera. Per ciascun passaggio è necessario ottenere un’autorizzazione scritta separata direttamente dal doppiatore.

Non sono ritenuti sufficienti un consenso verbale, un’approvazione implicita o un’autorizzazione concessa dopo l’utilizzo. Inoltre, non è possibile ricorrere a un contratto di cessione totale e una tantum per acquisire in anticipo i diritti relativi a tutte le produzioni future.

notifiche preventive e compensi distinti

Quando viene sviluppato un nuovo modello vocale, l’interprete deve ricevere una comunicazione con almeno sette giorni di anticipo. Per la creazione di una voce attraverso un modello già esistente, il preavviso minimo è invece di 48 ore.

L’autorizzazione ha, in linea generale, una durata massima di un anno. Alla scadenza è necessario rinegoziare le condizioni e ottenere nuovamente il consenso. Per videogiochi e animazioni con tempi di produzione più lunghi può essere prevista una proroga motivata, senza concedere autorizzazioni illimitate.

Il compenso per l’uso dell’intelligenza artificiale deve essere calcolato separatamente rispetto alla normale prestazione di doppiaggio. Le voci di pagamento comprendono:

  • compenso per l’addestramento del modello AI;
  • costo di utilizzo della voce generata;
  • compenso aggiuntivo per la pubblicità;
  • remunerazione per il doppiaggio in altre lingue.

Il rifiuto dell’autorizzazione o il ritiro del consenso non possono determinare una riduzione delle opportunità professionali né altre conseguenze sfavorevoli per il doppiatore.

anime e film devono privilegiare il doppiaggio umano

L’articolo 14 delle linee guida stabilisce che le opere basate sull’interpretazione, come anime, film stranieri e serie televisive doppiate in giapponese, non dovrebbero utilizzare l’AI per sostituire gli attori. Qualora la produzione intenda comunque ricorrere a una voce artificiale, deve ottenere il consenso scritto del doppiatore, dei titolari dei diritti sulla voce e sull’opera, oltre che dei responsabili della realizzazione audio.

Sono ammessi alcuni interventi tecnici circoscritti, purché autorizzati dall’interprete e tali da non modificare la natura della performance. Tra questi rientrano la riduzione dei rumori, il miglioramento della qualità sonora e limitati adeguamenti della voce per sincronizzarla con il movimento delle labbra.

limiti più severi per le voci degli attori deceduti

La riproduzione artificiale della voce di un interprete deceduto è sottoposta a restrizioni ancora più rigorose. In linea generale, le linee guida vietano la generazione e l’impiego di queste voci, soprattutto quando vengono inserite in opere nuove alle quali l’attore non aveva partecipato durante la vita.

Un utilizzo limitato può essere valutato soltanto per sequel già in produzione o per progetti ai quali l’interprete aveva accettato di partecipare prima della morte. Sono richieste condizioni specifiche, come l’impossibilità di affidare il ruolo a un altro attore. In ogni caso, servono il consenso scritto degli eredi e dell’agenzia che rappresentava l’interprete, oltre al pagamento di un compenso adeguato.

autorizzazione volontaria e possibile legge sui diritti vocali

L’Unione degli attori giapponesi sottolinea che in Giappone non esiste ancora una normativa specifica e completa capace di proteggere la voce individuale dalla clonazione e dall’utilizzo non autorizzato tramite sistemi di intelligenza artificiale. Le linee guida puntano quindi a creare uno standard comune per l’industria.

Michiyoshi Ikezumi, vicepresidente dell’organizzazione, ha auspicato una concreta applicazione delle regole da parte delle società di produzione e degli operatori del settore. L’esperienza maturata potrebbe favorire, in una fase successiva, l’introduzione di una legge dedicata ai diritti sulla voce.

Le disposizioni restano per ora volontarie: non equivalgono a un divieto generale del doppiaggio tramite AI imposto dal governo giapponese e non consentono di applicare automaticamente sanzioni legali a tutti gli utenti che diffondono online contenuti vocali non autorizzati.

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