Negozio di pollo fritto雞吧 al centro di una bufera per aver esposto uno studente: il coinquilino accusa l’azienda di violazione della privacy

Una controversia legata a un ordine di pollo fritto a Hong Kong ha coinvolto una studentessa dell’Università cinese di Hong Kong e il titolare di un numero di telefono. La vicenda è nata da un equivoco su un rimborso richiesto tramite la piattaforma KeeTa e si è trasformata in un caso di diffusione di dati personali, esposizione pubblica online e molestie. Dopo la pubblicazione dei dati relativi all’ordine, il ristorante ha rimosso il contenuto e presentato le proprie scuse.
controversia sul rimborso dell’ordine di pollo fritto
L’episodio riguarda un ordine effettuato da una studentessa residente in un dormitorio universitario. Il menu comprendeva inizialmente quattro pezzi di pollo fritto, con la possibilità di pagare ulteriori 8 dollari di Hong Kong per sostituirli con due pezzi di pollo americano di dimensioni maggiori.
Dopo aver ritirato il pasto, la studentessa avrebbe interpretato erroneamente la composizione del menu, ritenendo di dover ricevere complessivamente sei pezzi. Per questo motivo aveva contattato l’assistenza della piattaforma KeeTa e presentato una richiesta di rimborso.
il malinteso sulla richiesta di rimborso
In seguito, la studentessa aveva utilizzato il telefono della compagna di stanza per contattare direttamente il ristorante. Durante la conversazione, il personale aveva chiarito l’effettiva composizione dell’ordine. Solo dopo quella telefonata, il locale aveva visualizzato la richiesta di rimborso registrata sulla piattaforma.
Il ristorante aveva quindi interpretato la sequenza degli eventi in modo errato, ritenendo che la cliente avesse compreso la situazione e avesse comunque richiesto il rimborso. Sulla base di questa ricostruzione, aveva pubblicato sui social network informazioni sull’ordine, dati di contatto e riferimenti al dormitorio universitario.
La pubblicazione aveva provocato numerose critiche online. Alcuni utenti avevano condiviso ulteriori elementi, tra cui il numero di telefono, i dati relativi alla stanza e fotografie personali. La titolare del numero aveva iniziato a ricevere messaggi WhatsApp da sconosciuti, con domande e contenuti considerati molesti.
scuse del ristorante e chiarimenti della studentessa
Il locale ha successivamente eliminato il post e pubblicato una precisazione. Dopo avere riesaminato la vicenda, ha riconosciuto che la richiesta di rimborso era stata presentata su KeeTa prima della telefonata al ristorante. È stato quindi ammesso che la precedente ricostruzione era basata su un equivoco, accompagnato da scuse per la diffusione dei dati personali.
Nel messaggio di scuse è stata annunciata anche una forma di compensazione: per un mese, agli ordini consegnati presso gli indirizzi dell’Università cinese di Hong Kong sarebbe stato aggiunto un pezzo di pollo fritto gratuito. Una frase pubblicata insieme all’offerta è stata interpretata da alcuni utenti come una presa in giro, alimentando dubbi sulla sincerità delle scuse.
La persona titolare del numero di telefono ha chiarito pubblicamente di non avere effettuato l’ordine, consumato il cibo, richiesto il rimborso o parlato con il ristorante. Il telefono era stato semplicemente prestato alla compagna di stanza. È stato inoltre sottolineato che un eventuale errore nella gestione dell’ordine non avrebbe potuto giustificare la divulgazione di informazioni private.
Nonostante la rimozione del contenuto e le scuse, la studentessa ha affermato che le conseguenze della fuga di dati e delle molestie non possono essere cancellate. Sono stati conservati screenshot, commenti e registri delle comunicazioni. È stata inoltre presentata una segnalazione all’Ufficio del Commissario per la privacy dei dati personali, mantenendo la possibilità di intraprendere azioni legali contro chi avesse diffuso le informazioni o partecipato alle molestie.
diffusione illecita di dati personali e possibili sanzioni
A Hong Kong, dal 2021, determinate condotte di divulgazione non autorizzata di dati personali sono considerate reati. In base all’articolo 64(3A) dell’ordinanza sulla privacy dei dati personali, la diffusione senza consenso può configurare un illecito quando viene effettuata con l’intenzione o ignorando consapevolmente il rischio di provocare molestie, intimidazioni o altri danni specifici.
In caso di condanna, la pena può arrivare a una multa di 100.000 dollari di Hong Kong e a due anni di reclusione. Se la divulgazione provoca concretamente danni specifici alla persona interessata o ai suoi familiari e risultano presenti gli ulteriori requisiti previsti dalla legge, la sanzione massima può salire a 1 milione di dollari di Hong Kong e cinque anni di reclusione.
La valutazione di un’eventuale violazione dipenderà dai dati effettivamente pubblicati, dalle intenzioni di chi li ha diffusi, dalle conseguenze prodotte e dagli esiti degli accertamenti. La semplice denuncia o la presenza di una campagna di esposizione online non consente, da sola, di stabilire se sia stato commesso un reato.
