Gemini sugli speaker Google Home è stato un disastro totale

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Gemini sui dispositivi Google Home e Nest avrebbe dovuto rendere l’interazione con gli smart speaker più naturale, rapida e precisa. L’esperienza riportata dopo diversi mesi di utilizzo nella fase Public Preview mostra invece problemi ricorrenti nell’ascolto, nella comprensione dei comandi e nell’esecuzione delle automazioni.

gemini su google home e nest: problemi identici su quattro dispositivi

le difficoltà coinvolgono più ambienti e due utenti

Il sistema viene utilizzato in una casa distribuita su tre piani, con due Nest Audio, un Pixel Tablet e un Nest Hub di seconda generazione collocati in stanze differenti. I dispositivi vengono usati regolarmente da due persone per impostare timer, controllare il meteo, gestire alcuni apparecchi domotici e avviare routine.

Le anomalie si ripresentano in modo simile su tutti gli speaker, i tablet e i display, indipendentemente dall’utente. Alcuni malfunzionamenti erano già presenti con Google Assistant e continuano a verificarsi anche dopo il passaggio a Gemini:

Più dispositivi possono attivarsi contemporaneamente, mentre in altre occasioni risponde lo speaker più lontano invece di quello situato nelle vicinanze. Le risposte risultano spesso molto lente e, in certi casi, il dispositivo ascolta il comando, rimane in attesa per qualche secondo e poi si spegne senza fornire alcuna risposta o conferma.

La rete Wi-Fi domestica dispone di una velocità di 1 Gbps e non presenta problemi con computer, telefoni o altri dispositivi smart. Per questo motivo, le difficoltà non sembrano legate a rallentamenti della connessione. Anche la parola di attivazione “Hey Google” viene riconosciuta con minore frequenza: in circa il 20-30% dei casi deve essere ripetuta almeno due volte.

gemini fraintende i comandi e interrompe le conversazioni

le richieste vengono ascoltate solo in parte

Una delle criticità più evidenti riguarda la comprensione delle richieste. Gemini può interpretare soltanto una parte della frase, trasformando comandi completi in istruzioni diverse. Espressioni come “abbassa le luci” possono essere recepite come “la luce”, mentre la richiesta di aggiungere un prodotto alla lista della spesa può perdere proprio l’indicazione relativa all’inserimento.

In alcuni casi, il comando “spegni tutte le luci” viene interpretato come “accendi tutte le luci”, con il risultato opposto rispetto a quello richiesto. L’errore può verificarsi anche durante la notte e obbliga a controllare manualmente l’illuminazione.

Il sistema può inoltre interrompere un’operazione già avviata. Durante la configurazione di un evento sul calendario, dopo aver richiesto l’orario e ricevuto la risposta “11 AM”, Gemini ha smesso di ascoltare senza salvare l’appuntamento. In un’altra occasione, una conversazione con Gemini Live sul Nest Hub si è interrotta improvvisamente dopo circa cinque minuti, mentre venivano richieste informazioni sulle attività da svolgere a Nantes.

gemini non riconosce le automazioni di google home

i comandi personalizzati non vengono eseguiti correttamente

Le difficoltà aumentano quando si utilizzano automazioni preimpostate. Queste funzioni dovrebbero permettere di associare una frase a più azioni, riducendo la necessità di ricordare ed eseguire ogni singolo comando. In pratica, anche istruzioni già configurate vengono spesso ignorate.

Un esempio riguarda quattro comandi creati per aprire o chiudere contemporaneamente le tapparelle del piano inferiore e degli uffici. Dicendo “apri al piano di sotto”, Gemini può chiedere quale stanza debba essere aperta oppure segnalare che non esistono dispositivi assegnati a quell’area. L’automazione è già stata impostata con quella specifica frase, ma il sistema non la riconosce con continuità.

In altri casi, la parola “piano di sotto” viene scambiata con “piano di sopra”, mentre “apri” può diventare “accendi”. L’inaffidabilità dei comandi ha portato a preferire l’avvio manuale delle routine tramite l’app Google Home.

google home e gemini: un’esperienza ancora lontana dalle aspettative

Il passaggio a Gemini aveva alimentato l’aspettativa di poter rivolgere domande più complesse e conversare in modo naturale attraverso Gemini Live. L’esperienza descritta mostra invece che il sistema non è ancora considerato sufficientemente affidabile neppure per le automazioni di base.

La combinazione di attivazioni mancate, risposte lente, comandi fraintesi e interruzioni improvvise ha ridotto la fiducia nel controllo vocale. Le routine vengono avviate manualmente, le luci sono gestite con pulsanti o telecomandi e l’utilizzo di Gemini viene evitato il più possibile.

Gemini resta all’interno del programma Google Home Public Preview. In base ai problemi riscontrati, l’esperienza non viene ritenuta ancora pronta per un’adozione generale, soprattutto considerando che il passaggio completo degli speaker a Gemini potrebbe estendere le stesse difficoltà a un numero maggiore di dispositivi.

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