Droni per le consegne Amazon accusati di disturbare i residenti in Texas: tra rumore e privacy a rischio

Amazon sta ampliando il progetto di consegna tramite droni negli Stati Uniti, ma l’iniziativa sta incontrando una crescente opposizione a Richardson, in Texas. I residenti segnalano sorvoli frequenti, rumori persistenti e dubbi legati alla privacy, mentre l’azienda sostiene che le lamentele rappresentino una quota molto limitata dei riscontri ricevuti.
amazon, proteste dei residenti per i droni a richardson
A Richardson, area suburbana nei pressi di Dallas, il servizio di consegna con droni di Amazon è operativo da dicembre 2025. La struttura copre un raggio di circa 7,5 miglia e consente ai velivoli di attraversare con frequenza le zone residenziali.
Secondo diversi abitanti, il rumore si protrae dalla mattina fino alla sera. Nikki Anderson ha riferito di avere registrato, attraverso un dispositivo di tracciamento, 52 passaggi di droni in una sola giornata. La residente ha descritto il ronzio come una presenza continua, difficile da conciliare con la vita quotidiana. Scott Bratcher ha invece paragonato il suono a quello di un alveare che passa sopra i tetti, definendolo una fonte di disturbo.
rumore e orari dei voli
Le operazioni si svolgono attualmente tra le 7 del mattino e le 20. Una parte della comunità chiede una riduzione della fascia oraria autorizzata, ritenendo che il numero dei sorvoli renda il rumore particolarmente invasivo.
privacy e telecamere a bordo dei droni amazon
Alle contestazioni acustiche si aggiungono le preoccupazioni per la privacy. I droni sono dotati di più telecamere, ma alcuni residenti dichiarano di non sapere quali immagini o dati vengano raccolti e in che modo Amazon intenda utilizzarli. La richiesta rivolta alle autorità riguarda quindi anche un rafforzamento delle garanzie sulla gestione delle registrazioni.
la posizione di amazon sul rumore dei droni
Amazon respinge l’idea che il problema del rumore sia generalizzato. La portavoce Lindsay Hamilton ha dichiarato che meno dell’1% delle richieste ricevute dai clienti nel corso dell’anno riguardava l’inquinamento acustico. L’azienda ha inoltre descritto il riscontro complessivo come ampiamente positivo.
Secondo Amazon, durante la consegna il livello sonoro del drone è inferiore a quello di un furgone per le consegne fermo sul bordo della strada e la fase più rumorosa dura circa 30 secondi. In quota di crociera, il suono sarebbe paragonabile a quello di un ventilatore da finestra impostato a bassa velocità e, in condizioni normali, non sarebbe percepibile dall’interno delle abitazioni.
le modifiche alle rotte decise a richardson
Nel mese di marzo, il consiglio comunale di Richardson ha chiesto ad Amazon di realizzare un nuovo studio sull’impatto acustico. Sono state inoltre valutate modifiche ai corridoi di volo e misure aggiuntive per tutelare la privacy.
In seguito, Amazon ha spostato alcune rotte di partenza verso le aree commerciali e ha innalzato l’altitudine media dei droni in uscita fino a 225 piedi, pari a circa 68,6 metri. Le variazioni non hanno soddisfatto tutti gli abitanti, che continuano a lamentare il passaggio quotidiano di numerosi velivoli sopra le aree residenziali.
prime air, espansione prevista negli stati uniti
Le proteste arrivano mentre Amazon prepara un forte ampliamento del servizio Prime Air. Il 19 agosto l’azienda ha annunciato l’obiettivo di raggiungere, entro la fine del 2026, quasi 500 città e comunità statunitensi, rispetto agli 11 luoghi serviti attualmente. L’espansione potrebbe coinvolgere decine di milioni di clienti.
Oltre a Richardson, le consegne con droni sono presenti a Waco, San Antonio e Richmond in Texas, oltre che in alcune città di Michigan, Nebraska, Louisiana, Arizona e Florida. Con l’aumento della copertura, le questioni legate a rumore e privacy potrebbero ripresentarsi anche nelle nuove aree operative.