Uso dello smartphone e cervello: secondo uno studio ungherese contano autocontrollo e FOMO, non la durata сџїї

Il tempo trascorso davanti allo smartphone non è l’unico elemento da considerare quando si valutano le possibili conseguenze sul benessere. Una ricerca condotta dalla Semmelweis University di Budapest suggerisce che gli effetti cambiano in base alle modalità di utilizzo: il comportamento adottato durante l’uso sembra incidere soprattutto su attenzione e memoria, mentre la durata complessiva è maggiormente associata agli effetti fisici.

uso dello smartphone, tre profili tra gli studenti

Lo studio ha coinvolto studenti tra i 18 e i 35 anni. I partecipanti hanno indicato il tempo dedicato ogni giorno all’uso attivo del telefono, le attività svolte, le eventuali interruzioni causate dallo smartphone e il livello di preoccupazione avvertito quando il dispositivo non era disponibile. Sono stati valutati anche nevroticismo, autocontrollo e FOMO, cioè la paura di perdere esperienze o occasioni sociali.

In base alle abitudini, i partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi:

  • profilo prevalentemente sociale, orientato alla comunicazione e al mantenimento dei rapporti;
  • profilo a consumo contenuto di contenuti, con meno di 4-5 ore quotidiane dedicate a notizie, intrattenimento e consultazione passiva dei social;
  • profilo ad alto consumo di contenuti, pari a circa un terzo del campione, con almeno 4-5 ore al giorno trascorse a guardare contenuti invece di conversare.

personalità, autocontrollo e paura di essere esclusi

Secondo Johanna Takács, ricercatrice senior della facoltà di Scienze della salute della Semmelweis University, il solo nevroticismo non determina una dipendenza dallo smartphone. Anche ansia, depressione o stress non portano automaticamente a sviluppare un uso compulsivo. Un ruolo più rilevante sarebbe svolto dalla capacità di gestire comportamenti, emozioni e impulsi, oltre che dall’intensità della paura di perdere eventi sociali.

consumo passivo di contenuti e attenzione frammentata

Lo scorrimento passivo dei social e la visione continua di brevi video sottopongono la mente a una sequenza incessante di stimoli. Ogni nuovo contenuto sposta l’attenzione dal precedente a quello successivo. Nel tempo, questa modalità può rendere più difficile mantenere la concentrazione e aumentare la fatica mentale.

I test cognitivi hanno mostrato che gli utenti appartenenti al gruppo ad alto consumo di contenuti ottenevano risultati inferiori alle attese, considerando la loro età, nelle prove di attenzione e memoria. Lo stesso gruppo presentava un sonno peggiore, una ricerca più intensa di stimoli nuovi e maggiori difficoltà nel resistere all’impulso di controllare il telefono.

Il risultato è coerente con una ricerca dell’Università del Texas ad Austin, pubblicata nel 2017, nota per aver analizzato il cosiddetto “brain drain”. Anche uno smartphone semplicemente visibile, senza suonerie né vibrazioni, può ridurre le capacità cognitive, perché la sua presenza occupa una parte delle risorse mentali.

tempo di utilizzo e conseguenze sulla postura

La durata dell’utilizzo non risulta direttamente collegata ai problemi psicologici, ma è associata agli effetti fisici legati alla postura. Quando il telefono viene tenuto all’altezza della vita o del petto, la testa tende a spostarsi in avanti. Si crea così la cosiddetta “tech neck”, o collo da smartphone.

Mantenere a lungo questa posizione può aumentare la pressione sulla zona cervicale e favorire dolore, usura precoce delle articolazioni del collo e possibili alterazioni dell’equilibrio e dei tempi di reazione.

uso consapevole dello smartphone: indicazioni dello studio

I ricercatori precisano che i risultati evidenziano associazioni e non rapporti di causa-effetto. Non è quindi possibile affermare che lo smartphone provochi direttamente le differenze psicologiche o fisiche osservate. L’obiettivo non è vietarne l’uso né attribuire responsabilità ai giovani, ma favorire decisioni più consapevoli su quando, perché e come utilizzare il dispositivo.

  • disattivare le notifiche non necessarie, soprattutto quelle dei social network e delle applicazioni di messaggistica;
  • impostare limiti di utilizzo per le piattaforme social;
  • evitare lo smartphone prima di dormire;
  • mantenere una regolare attività fisica;
  • posizionare lo schermo vicino all’altezza degli occhi;
  • rafforzare, attraverso supporto e allenamento comportamentale, autocontrollo e gestione dell’ansia legata alla paura di essere esclusi.

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