La protezione antifurto degli smartphone Android compie un passo importante con l’aggiornamento di Mark as lost all’interno di Find Hub. Il sistema non si limita più a bloccare il dispositivo attraverso il codice PIN, ma richiede anche un’autenticazione biometrica, rendendo più difficile l’accesso a chi conosce la sequenza di sblocco.
mark as lost e sicurezza dello smartphone android
Le funzioni Theft Detection Lock, Offline Device Lock e Remote Lock sono state pensate per proteggere il telefono in caso di furto. Il loro limite principale era legato al PIN: se il codice veniva osservato o già conosciuto dal ladro, il blocco dello schermo poteva non essere sufficiente.
il limite del codice pin
Un codice numerico può essere visto mentre viene digitato in un luogo pubblico. Una volta ottenuto il PIN, una persona estranea potrebbe riuscire ad accedere al dispositivo, disattivare il tracciamento, uscire da Find Hub oppure eseguire un ripristino ai dati di fabbrica prima che la perdita venga individuata.
Il problema, quindi, non riguardava esclusivamente la schermata di blocco, ma il fatto che il codice fosse considerato una prova sufficiente dell’identità dell’utilizzatore. Il blocco remoto verificava la correttezza della sequenza inserita, senza poter stabilire se fosse davvero il proprietario a utilizzarla.
lo sblocco biometrico sostituisce il pin
Con l’attivazione di Mark as lost, il ritorno all’interno dello smartphone richiede ora il riconoscimento del volto o l’impronta digitale. La biometria non viene aggiunta come semplice passaggio supplementare dopo il PIN: sostituisce completamente il codice durante la modalità di protezione.
impronta digitale e riconoscimento del volto
Un PIN può essere osservato e memorizzato, mentre un’impronta o il volto del proprietario non possono essere ricavati guardando lo schermo. Di conseguenza, anche chi conosce la sequenza numerica non dispone automaticamente dell’elemento necessario per superare il blocco.
La novità rende Mark as lost una misura più concreta contro l’accesso non autorizzato, perché richiede un fattore personale che il ladro non può semplicemente apprendere osservando l’utilizzo quotidiano del telefono.
android 17 chiude le vie alternative
La protezione non si ferma alla schermata di blocco. Con Android 17, l’attivazione di Mark as lost nasconde le Impostazioni rapide e impedisce al dispositivo di collegarsi a nuove reti Wi-Fi o Bluetooth.
impostazioni rapide e connessioni bloccate
Queste restrizioni riducono le possibilità di aggirare il blocco attraverso funzioni accessibili rapidamente dal pannello del telefono. Il dispositivo viene quindi isolato da alcune operazioni che potrebbero facilitare la modifica delle impostazioni o la gestione della connettività.
disponibilità della protezione antifurto
La funzione non è ancora disponibile su tutti gli smartphone. È inclusa in Android 17, ma la distribuzione delle impostazioni predefinite procede gradualmente in base alle diverse aree geografiche. I primi test sono stati avviati in Brasile.
La fase successiva riguarda Argentina, Cile, Colombia, Messico e Regno Unito. I dispositivi che utilizzano Android 16 o versioni precedenti non ricevono la funzione secondo le stesse tempistiche.
aggiornamenti e modelli compatibili
Un Google Pixel 8 aggiornato all’ultima versione disponibile di Android 17 può già utilizzare questa protezione. Al contrario, uno smartphone fermo ad Android 14 o a una versione ancora precedente non beneficia della novità nello stesso momento.
Il rilascio progressivo comporta quindi una disponibilità non uniforme: la protezione antifurto è prevista per tutti i dispositivi compatibili, ma non arriva contemporaneamente a ogni utente.
una protezione più solida per i dati personali
L’aggiornamento interviene sul punto debole che rendeva meno efficace il blocco remoto. Il PIN non rappresenta più l’unico elemento utile per accedere al telefono dopo l’attivazione della modalità smarrito.
La misura è particolarmente rilevante perché uno smartphone può contenere app bancarie, gestori di password e codici per l’autenticazione a due fattori. L’utilizzo della biometria e il blocco delle principali vie alternative rafforzano la protezione dell’intera vita digitale conservata sul dispositivo.





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