La modalità Never-Slow di Chrome rappresentava una proposta radicale per affrontare uno dei problemi più evidenti del web moderno: pagine sempre più pesanti e lente, spesso senza un reale miglioramento dell’esperienza. Il progetto, sviluppato da Google nel 2019, puntava a mantenere il browser reattivo imponendo limiti precisi a script, immagini, fogli di stile e altri elementi caricati dai siti.
modalità never-slow di chrome e obiettivo del progetto
L’idea nasceva dalla necessità di ridurre tutto ciò che rende inutilmente complessa una pagina web. Molti siti, anche quando devono soltanto mostrare contenuti testuali, utilizzano quantità elevate di risorse. La proposta di Google mirava quindi a privilegiare velocità, leggerezza e reattività, intervenendo direttamente sugli elementi più pesanti.
come avrebbe funzionato never-slow mode
La funzione avrebbe applicato dei limiti per ogni interazione. Quando una pagina avesse superato le soglie stabilite, Chrome avrebbe bloccato le risorse oltre il limite consentito, come immagini, caratteri e script di grandi dimensioni. L’obiettivo era impedire che un sito compromettesse la fluidità del browser.
- Dimensione massima per immagine: 1 MiB
- Limite complessivo per le immagini: 2 MiB
- Dimensione massima per foglio di stile: 100 KiB
- Limite complessivo per i fogli di stile: 200 KiB
- Dimensione massima per script: 50 KiB
- Limite complessivo per gli script: 500 KiB
- Dimensione massima per carattere: 100 KiB
- Limite complessivo per i caratteri: 100 KiB
- Numero massimo di connessioni: 10
- Durata massima di un’attività: 200 millisecondi
i rischi della modalità never-slow di chrome
La proposta aveva suscitato diverse critiche perché l’applicazione dei limiti avrebbe potuto interrompere il caricamento di alcuni contenuti. Un sito progettato senza considerare tali soglie avrebbe rischiato di funzionare solo parzialmente, con immagini, font o componenti bloccati.
Il problema era concreto, ma la modalità avrebbe potuto spingere gli sviluppatori a realizzare pagine più essenziali e ottimizzate. L’introduzione di una linea invalicabile avrebbe incoraggiato una maggiore attenzione alle prestazioni, soprattutto nei casi in cui la complessità grafica non aggiungeva valore reale.
un possibile ritorno della never-slow mode
La funzione non è stata distribuita come caratteristica standard di Chrome, ma l’idea continua a risultare attuale. Il web è diventato ancora più articolato e, secondo la proposta, Google potrebbe riprendere il concetto aggiornando i limiti in base all’evoluzione delle tecnologie.
Una soluzione meno rigida potrebbe essere resa disponibile come impostazione facoltativa, destinata agli utenti interessati a privilegiare la rapidità. In questo modo, la modalità Never-Slow potrebbe diventare uno strumento per mantenere Chrome veloce senza imporre gli stessi vincoli a ogni sito.









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