Meta avrebbe ridimensionato un ambizioso piano di riorganizzazione interna basato sull’intelligenza artificiale. Il progetto, denominato Project OT, prevedeva una forte riduzione del personale, la trasformazione dei team e l’impiego esteso di strumenti AI. Le difficoltà operative, le reazioni dei dipendenti e risultati inferiori alle attese hanno portato alla sospensione della seconda fase dei licenziamenti.
project ot e la strategia ai di meta
L’idea alla base di Project OT è maturata dopo la diffusione dei sistemi di intelligenza artificiale generativa e la crescente attenzione verso gli agenti AI. I vertici di Meta hanno iniziato a valutare modelli organizzativi capaci di integrare l’AI nelle attività quotidiane e nei processi di sviluppo.
Nel 2025 alcuni dirigenti dell’azienda hanno visitato startup asiatiche fondate su strutture operative incentrate sull’intelligenza artificiale. Al rientro è stata avviata un’analisi indipendente per studiare l’organizzazione delle imprese AI-native e verificarne l’applicabilità all’interno di Meta.
Nel gennaio 2026 Mark Zuckerberg e alcuni membri della dirigenza hanno definito il progetto durante una riunione riservata. Lo scenario più radicale prevedeva che l’AI assumesse le mansioni di migliaia di dipendenti, con una possibile riduzione fino al 60% di alcuni gruppi interni.
le principali personalità coinvolte nel progetto
- Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Meta;
- Alex Schultz, responsabile dei dati dell’azienda;
- Naomi Gleit, dirigente responsabile dei prodotti;
- Yimei Archibong, vicepresidente della gestione dei prodotti;
- Barack Obama, il cui account ufficiale è stato citato tra quelli coinvolti in un episodio di sicurezza.
licenziamenti e riorganizzazione dei team
Project OT era stato progettato in due fasi. La prima, prevista per maggio 2026, avrebbe comportato licenziamenti, blocco delle posizioni vacanti e trasferimenti verso nuovi reparti. La seconda, programmata per novembre, avrebbe portato a un’ulteriore riduzione dell’organico. Una stima interna indicava una possibile contrazione complessiva superiore al 25% del personale.
Parallelamente, Meta ha sperimentato i cosiddetti small technical Pod. I tradizionali gruppi composti da 10 o 20 persone sono stati trasformati in unità formate da due o tre ingegneri e un designer. Tutti i membri avrebbero dovuto utilizzare strumenti di intelligenza artificiale per accelerare la realizzazione dei prototipi.
Il modello prevedeva anche il superamento dei ruoli professionali tradizionali. Designer e ingegneri sarebbero stati indicati come Builder, mentre ogni Pod sarebbe stato coordinato da un unico Pod Leader. Entro giugno, almeno 11 dipartimenti, inclusi quelli dedicati all’ingegneria e alla ricerca, avevano adottato questo sistema.
La nuova struttura ha generato incertezza perché i Pod Leader non disponevano di un’autorità formale per valutare le prestazioni e non avevano ricevuto una formazione manageriale sufficiente.
le reazioni dei dipendenti di meta
La diffusione anticipata delle informazioni sui tagli ha alimentato il malcontento interno. A marzo era emersa l’ipotesi di una riduzione fino al 20% dell’organico, mentre ad aprile è stata resa nota la previsione di eliminare circa il 10% dei posti di lavoro, pari a circa 8.000 dipendenti.
Durante la riorganizzazione, alcuni ingegneri sono stati trasferiti nel nuovo reparto dedicato all’AI applicata. Il gruppo aveva il compito di creare esercizi destinati ad addestrare i sistemi di intelligenza artificiale alla programmazione. Meta aveva inoltre avviato la raccolta dei dati relativi ai movimenti del mouse e alla digitazione sulla tastiera.
L’iniziativa ha fatto temere ai dipendenti che le loro stesse attività venissero utilizzate per sviluppare sistemi destinati a sostituirli. Sulla piattaforma interna Workplace sono comparsi numerosi messaggi di protesta e commenti critici. Nel frattempo, il livello di soddisfazione dei lavoratori è sceso dal 74% al 55%.
i risultati dell’intelligenza artificiale sotto le attese
I dati interni hanno evidenziato un rendimento inferiore alle aspettative. La quantità di codice prodotto con strumenti generativi è aumentata, ma il miglioramento effettivo della produttività è rimasto incerto. Le modifiche al codice delle piattaforme software e delle infrastrutture sono cresciute del 220% su base annua, mentre gli interventi capaci di introdurre nuove funzioni o aggiornamenti sono aumentati soltanto del 36%.
I team dedicati alle infrastrutture hanno segnalato rischi per la stabilità dei sistemi legati alla programmazione automatizzata. Alcuni agenti AI avrebbero inoltre compiuto operazioni estese e potenzialmente distruttive, difficilmente eseguite da un operatore umano.
Gli incidenti tecnici e di sicurezza con possibile interruzione dei servizi o perdita di dati sono aumentati del 40%, mentre il tempo impiegato dai dipendenti per gestire i problemi è cresciuto del 70%. A giugno, un attacco ha permesso di ingannare il chatbot del servizio clienti di Meta e di sottrarre diversi account Instagram appartenenti a personaggi pubblici.
meta sospende la seconda fase dei licenziamenti
Di fronte alle pressioni interne, Mark Zuckerberg e i dirigenti più vicini hanno discusso il futuro del piano poche ore prima dell’avvio dei tagli di maggio. La prima riduzione è stata confermata: circa 8.000 dipendenti sono stati licenziati, 6.000 posizioni vacanti sono state eliminate e circa 7.000 lavoratori sono stati trasferiti in ruoli legati all’intelligenza artificiale.
La seconda tornata di licenziamenti prevista per novembre è stata invece cancellata temporaneamente. Ai dipendenti rimasti è stato comunicato che non erano previsti ulteriori tagli su scala aziendale nel corso dell’anno.
Meta ha inoltre sospeso il programma di utilizzo dei dati relativi a mouse e tastiera per l’addestramento dell’AI. Una parte del personale del reparto AI applicata è stata riportata nei team originari. L’azienda ha cercato di recuperare il clima interno anche attraverso maggiori investimenti nelle attività sociali, nelle trasferte e nei servizi destinati ai dipendenti.
A luglio Zuckerberg ha riconosciuto che la riorganizzazione non aveva prodotto i risultati attesi. In particolare, lo sviluppo degli agenti AI non aveva accelerato nei quattro mesi precedenti secondo le previsioni iniziali. Dopo le difficoltà emerse, il progetto di sostituzione su larga scala del personale con sistemi artificiali è stato quindi ridimensionato.







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