I robot per il controllo del traffico entrano in servizio a Hangzhou con un ruolo di supporto alla polizia stradale. Sviluppati dall’azienda tecnologica cinese SUPCON, i modelli T2 operano in alcune delle aree più frequentate della città, tra cui il distretto del Lago dell’Ovest e diversi incroci trafficati. Il loro compito consiste nel riconoscere le infrazioni e richiamare l’attenzione dei cittadini, senza disporre del potere di arresto o di sanzione.
robot per il controllo del traffico a hangzhou
Il modello T2 misura 1,88 metri e pesa 98 chilogrammi. A bordo dispone di videocamere, radar e di un sistema informatico capace di elaborare le informazioni raccolte durante il pattugliamento. L’attività è programmata ogni giorno dalle 7 alle 18, senza la necessità di un controllo remoto continuo.
Il robot può spostarsi autonomamente tra punti prestabiliti, mentre la squadra della polizia stradale mantiene il controllo attraverso una piattaforma centrale. Il dispositivo è dotato anche di un braccio meccanico con sette articolazioni, progettato per riprodurre i gesti codificati degli agenti e coordinarsi con i cicli dei semafori.
quali infrazioni riconosce il robot
Il sistema individua diverse condotte irregolari sulla strada. Quando rileva una violazione, emette un avvertimento vocale e registra ciò che accade sul posto. Le informazioni vengono poi inoltrate a un centro di supervisione umano, che valuta la situazione. Il robot, quindi, non procede autonomamente con l’attività sanzionatoria.
- mancato utilizzo del casco durante la guida della bicicletta;
- sovraccarico dei veicoli elettrici con un numero eccessivo di passeggeri;
- arresto dei veicoli oltre la linea prevista;
- attraversamento con il semaforo rosso da parte dei pedoni.
perché i robot non hanno poteri di polizia
L’assenza di poteri coercitivi non dipende da un limite tecnico, ma da una precisa scelta normativa e organizzativa. In Cina, la legge attribuisce il potere di esecuzione forzata agli agenti di polizia e non ai dispositivi tecnologici. Questa impostazione consente inoltre di ridurre i problemi legali legati a possibili errori di valutazione dei sistemi autonomi.
Secondo SUPCON, l’obiettivo principale è intervenire prima che il comportamento irregolare si consolidi, trasformando la successiva punizione in un richiamo immediato. L’azienda dichiara una precisione superiore al 95% nel riconoscimento delle infrazioni, anche se sole intensa, pioggia e temperature estreme possono influire sulle prestazioni di videocamere e radar.
i risultati della sperimentazione a hangzhou
Una prima squadra di robot T2 è stata sperimentata nell’area del Lago dell’Ovest durante il periodo festivo del Primo maggio 2026. In soli tre giorni sono stati emessi 11.897 avvisi, con una frequenza media di un richiamo ogni un minuto e 43 secondi.
La polizia stradale di Hangzhou ha riferito che i cittadini sembravano accettare più facilmente le segnalazioni dei robot rispetto ai richiami degli agenti umani. SUPCON ha spiegato di avere svolto migliaia di ore di test in luoghi turistici, aree commerciali e zone vicine alle scuole, includendo periodi di forte affluenza e condizioni meteorologiche difficili.
diffusione dei robot e prospettive internazionali
Attualmente quasi 50 robot della stessa categoria sono operativi in circa otto città distribuite in tre province cinesi. SUPCON prevede di portare il numero complessivo vicino alle 200 unità entro la fine del 2026.
Nel settore è attiva anche AiMOGA, società collegata al costruttore automobilistico Chery. Nel corso del 2026 l’azienda ha impiegato in diverse città cinesi 110 robot umanoidi per attività di gestione del traffico, orientamento delle persone e comunicazione sulla sicurezza pubblica. L’obiettivo indicato è consegnare 10.000 robot nel mondo entro il 2027.
Dalla sua nascita, avvenuta nel gennaio 2025, AiMOGA avrebbe consegnato oltre 3.000 robot, di cui circa 2.000 destinati ai mercati esteri, raggiungendo più di 60 Paesi e territori. Le applicazioni per la gestione del traffico sono considerate promettenti anche in aree caratterizzate da caldo intenso e piogge frequenti, come il Medio Oriente e il Sud-est asiatico.
L’espansione internazionale resterà legata alla compatibilità con le normative locali e con le esigenze dei clienti. La diffusione su larga scala dei robot umanoidi potrebbe richiedere circa dieci anni. Il passaggio dai prototipi esposti negli showroom ai contratti municipali indica comunque la ricerca di applicazioni commerciali continuative per l’industria robotica cinese.













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