La fiducia dei giovani americani nei confronti dell’intelligenza artificiale sta diminuendo e il clima di diffidenza coinvolge anche i principali dirigenti delle aziende che investono nel settore. Una nuova indagine condotta da CNBC e Generation Lab mostra una crescente preoccupazione per l’impatto dell’AI sul lavoro, sulla società e sull’economia statunitense.
giovani americani e fiducia nei leader dell’intelligenza artificiale
Lo studio ha coinvolto 1.088 cittadini statunitensi e ha analizzato il livello di fiducia verso nove figure di primo piano dell’industria tecnologica. Nessuno dei dirigenti valutati ha ottenuto un giudizio positivo prevalente: per tutti, la maggioranza degli intervistati ritiene che non affronterebbero in modo responsabile i problemi legati all’intelligenza artificiale.
i dirigenti tech più criticati
Il livello più alto di sfiducia riguarda Alex Karp, amministratore delegato di Palantir, indicato come inaffidabile dall’81% degli intervistati. Al secondo posto si trova Peter Thiel, presidente di Palantir, con una percentuale del 79%. Sundar Pichai, alla guida di Alphabet, e Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, registrano entrambi un tasso di sfiducia vicino al 75%.
Anche i dirigenti di alcune delle aziende più note del settore ricevono valutazioni negative. Sam Altman, Mark Zuckerberg, Jensen Huang ed Elon Musk raggiungono una percentuale di sfiducia intorno al 70%. Il risultato relativamente migliore è quello di Satya Nadella, che resta comunque negativo: il 65% dei partecipanti dichiara di non fidarsi di lui.
- Alex Karp, amministratore delegato di Palantir
- Peter Thiel, presidente di Palantir
- Sundar Pichai, amministratore delegato di Alphabet
- Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic
- Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI
- Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Meta
- Jensen Huang, amministratore delegato di NVIDIA
- Elon Musk, amministratore delegato di SpaceX
- Satya Nadella, amministratore delegato di Microsoft
intelligenza artificiale e richiesta di maggiore regolamentazione
La diffidenza verso l’AI si riflette anche nelle opinioni sulla necessità di introdurre regole più precise. Il 40% degli intervistati ritiene che il compito debba spettare al governo federale, mentre il 36% preferirebbe affidarlo a un organismo indipendente composto da esperti. Solo l’8% pensa che l’intelligenza artificiale non debba essere sottoposta ad alcuna forma di regolamentazione.
preoccupazioni per i data center e il lavoro
Il ritmo di costruzione dei data center suscita ulteriori perplessità. Il 60% dei partecipanti considera necessario rallentare la realizzazione delle nuove strutture, mentre soltanto il 15% sostiene l’opportunità di accelerarla. Inoltre, il 45% degli intervistati ritiene che l’intelligenza artificiale abbia effetti negativi sullo sviluppo professionale; appena il 10% la considera un aiuto.
Una seconda indagine, realizzata da Axios e Generation Lab su 1.075 americani tra i 18 e i 34 anni, evidenzia che il 27% dichiara di aver perso il lavoro, direttamente o attraverso una persona vicina, dopo l’adozione di sistemi di AI da parte di un datore di lavoro. I dati Gallup confermano una tendenza in crescita: in un anno, la quota di giovani tra 18 e 29 anni che dichiarano di non fidarsi affatto dell’AI è passata dal 29% al 41%.
sfiducia nell’ai e scenario economico statunitense
Le preoccupazioni sull’intelligenza artificiale si inseriscono in un quadro più ampio di disagio economico. Quasi l’80% dei giovani intervistati valuta negativamente la situazione economica degli Stati Uniti, mentre il 46% esprime un’opinione positiva nei confronti del socialismo democratico. I risultati indicano quindi una diffidenza crescente verso l’industria dell’AI, associata a timori per l’occupazione e a una più generale insoddisfazione per le condizioni economiche del Paese.












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