Il governo federale degli Stati Uniti ha annunciato un nuovo piano contro le organizzazioni criminali informatiche transnazionali. Il memorandum firmato dal presidente Donald Trump prevede la possibilità di coinvolgere aziende private statunitensi sottoposte a controlli e supervisione federale in attività di sorveglianza e operazioni informatiche rivolte a gruppi stranieri responsabili di attacchi contro cittadini, interessi o istituzioni degli Stati Uniti.
piano statunitense contro la criminalità informatica transnazionale
Il programma deriva dall’ordine esecutivo firmato il 6 marzo, dedicato alla lotta contro i crimini informatici, le frodi e le attività predatorie ai danni dei cittadini americani. La gestione sarà affidata al National Coordination Center, organismo collegato alla task force del Dipartimento per la Sicurezza interna.
La struttura prevede due direttori esecutivi congiunti: uno indicato dal Dipartimento di Giustizia e l’altro dal Dipartimento per la Sicurezza interna. Ogni operazione dovrà essere coordinata e approvata per iscritto da entrambi prima di poter essere avviata.
Restano escluse le attività che potrebbero provocare morti, lesioni gravi oppure configurare un uso della forza o un attacco armato secondo il diritto internazionale. Queste eventualità sono considerate conseguenze critiche e non rientrano nel piano.
operazioni di sorveglianza e intervento informatico
Il memorandum distingue due categorie operative. Le operazioni informatiche di efficacia possono comprendere il controllo, l’interferenza, il blocco dell’accesso, l’indebolimento o la distruzione di sistemi informativi, reti, infrastrutture fisiche o virtuali e relativi dati.
Le operazioni di sorveglianza informatica hanno invece l’obiettivo principale di raccogliere informazioni. Durante queste attività è richiesto che l’azione rimanga non rilevabile dal bersaglio.
organizzazioni criminali straniere nel mirino
Gli obiettivi vengono identificati come organizzazioni criminali informatiche transnazionali, definite come gruppi stranieri che conducono attività criminali online contro il governo statunitense, i cittadini americani o gli interessi degli Stati Uniti.
Gli enti governativi stranieri e le organizzazioni completamente dirette da governi esteri sono esclusi dalla definizione, salvo la presenza di informazioni precise che dimostrino un collegamento. In assenza di prove specifiche, il sistema considera l’organizzazione indipendente da qualsiasi governo.
controlli e garanzie richiesti alle aziende
Le società private interessate dovranno stipulare un contratto con il Dipartimento di Giustizia o con il Dipartimento per la Sicurezza interna. La selezione comprenderà la valutazione delle competenze tecniche, delle precedenti attività informatiche, della sicurezza delle strutture e dei precedenti del personale.
La verifica non sarà limitata all’ingresso nel programma: le aziende dovranno affrontare valutazioni tecniche annuali per conservare l’autorizzazione. I contratti richiederanno inoltre una garanzia o un conto vincolato di almeno un milione di dollari. In caso di violazione degli obblighi contrattuali, la somma potrà essere confiscata.
status giuridico delle attività ancora incerto
Il memorandum non equivale a una legalizzazione formale delle attività private di ritorsione informatica, spesso indicate con l’espressione hack back. La legge statunitense contro le frodi e gli abusi informatici, nota come CFAA, resta applicabile. Per rendere pienamente legali queste operazioni sarebbe necessario un intervento del Congresso.
Due precedenti proposte legislative, presentate nel 2017 e nel 2019 dall’ex deputato della Georgia Tom Graves con il nome Active Cyber Defense Certainty Act, non sono state approvate.
La CFAA prevede un’eccezione per le attività investigative, protettive o informative svolte con autorizzazione governativa. Questa disposizione potrebbe offrire una forma di tutela alle imprese coinvolte, ma nessun tribunale ha ancora stabilito se possa applicarsi anche a società private che operano sotto la direzione del governo. I rischi legali restano quindi presenti.
criptovalute tra gli obiettivi prioritari
Uno dei principali ambiti di intervento riguarda le reti criminali transnazionali che utilizzano le criptovalute per frodi, ransomware e riciclaggio di denaro. Il piano punta anche a servizi di miscelazione delle transazioni, piattaforme di ransomware-as-a-service e circuiti di exchange utilizzati per facilitare il trasferimento di fondi illeciti.
Gli obiettivi dichiarati sono il recupero delle somme rubate e lo smantellamento delle infrastrutture criminali. L’iniziativa viene descritta come tecnologicamente neutrale e non diretta contro una specifica criptovaluta o un particolare token.
Il Congresso sta inoltre esaminando il disegno di legge Cyber Letters of Marque and Reprisal Act. Se approvato, il provvedimento potrebbe autorizzare esplicitamente il presidente a consentire a soggetti privati di condurre operazioni informatiche, richiamando il concetto costituzionale dei mandati di cattura e ritorsione.
dimensioni del fenomeno negli stati uniti
I dati diffusi dalla Casa Bianca mostrano la portata del problema. Nel 2025 i consumatori statunitensi hanno subito perdite superiori a 20,8 miliardi di dollari a causa della criminalità informatica. Inoltre, il 73% degli adulti americani avrebbe affrontato almeno una forma di frode o attacco online.
Tra le attività più frequenti figurano ransomware, phishing, frodi finanziarie, sextortion e furto d’identità. Secondo le informazioni disponibili, queste operazioni sono spesso condotte da gruppi con sede al di fuori degli Stati Uniti.
limiti del memorandum presidenziale
Negli Stati Uniti, gli ordini esecutivi e i memorandum presidenziali sono direttive rivolte agli organi dell’amministrazione federale. Possono entrare in vigore senza l’approvazione del Congresso, generalmente dalla firma o dalla data indicata nel documento.
Questi strumenti, però, non creano nuove leggi e non possono modificare le norme approvate dal Congresso. La loro applicazione dipende anche dai finanziamenti autorizzati dal potere legislativo. Inoltre, possono essere respinti dai tribunali se ritenuti illegittimi oppure revocati da un presidente successivo.
Il memorandum specifica infine che non attribuisce a nessuna parte nuovi diritti o interessi giuridici esercitabili contro il governo degli Stati Uniti.









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