Windows 11 potrebbe presto consumare meno memoria RAM, soprattutto sui computer dotati di 8 GB. Microsoft ha confermato l’intenzione di intervenire sull’ottimizzazione del sistema operativo, dopo le numerose critiche legate all’elevato utilizzo della memoria. Le modifiche puntano a rendere più fluida l’esperienza quotidiana, mentre il confronto con i dispositivi Apple e l’aumento dei prezzi della RAM rendono il tema ancora più rilevante.
Windows 11 e consumo della RAM: la promessa di Microsoft
Il responsabile della divisione Windows e dispositivi di Microsoft, Pavan Davuluri, ha illustrato gli interventi avviati dall’azienda a partire da marzo. Tra le priorità indicate rientra l’ottimizzazione dei computer con 8 GB o più di memoria, attraverso una riduzione del consumo di RAM da parte del sistema e dei suoi componenti.
Il piano comprende anche un avvio della configurazione più rapido, controlli parentali più completi e un sistema di input vocale più naturale. L’obiettivo principale resta comunque quello di mantenere Windows 11 veloce e reattivo anche sui dispositivi meno dotati.
Quanta RAM utilizza Windows 11 in stato di inattività
Secondo i test citati, un computer con 8 GB di RAM può arrivare a utilizzare quasi 6 GB già dopo l’avvio, senza programmi aperti. Sui modelli con 16 GB, il consumo in condizioni di inattività può invece superare i 10 GB. Di conseguenza, una parte consistente della memoria risulta occupata prima ancora di iniziare a lavorare.
WebView2 tra le cause del consumo elevato
Uno dei principali elementi coinvolti è WebView2, il motore web basato su Chromium integrato in Windows 11. Il componente viene caricato all’avvio e supporta funzioni come il menu Start, i Widget e alcune sezioni delle impostazioni. In questo modo, diverse parti dell’interfaccia utilizzano un motore simile a quello di un browser, con un impatto maggiore sulla memoria rispetto a soluzioni native più leggere.
Le soluzioni tecniche allo studio
Microsoft prevede l’impiego di un gestore della memoria più efficiente, oltre a interventi su WinUI 3 per rendere meno dispendenti le applicazioni sviluppate con questo framework. L’azienda punta inoltre a migliorare il funzionamento di Chromium e WebView2.
Un primo risultato riguarda la finestra delle proprietà di Esplora file, ricostruita con WinUI. Questa soluzione non richiede l’avvio dell’intero motore del browser per visualizzare una semplice finestra. Le ottimizzazioni sono in fase di test da diversi mesi attraverso il programma Windows Insider e dovrebbero iniziare a raggiungere più ampiamente i computer comuni dall’autunno 2026.
Il confronto con MacBook Neo e i prezzi dei computer
La scelta di intervenire sulla gestione della RAM arriva anche mentre Apple propone il MacBook Neo, un modello inizialmente lanciato a 599 dollari e disponibile a 499 dollari con le agevolazioni per il settore educativo. Dopo un aumento di 100 dollari legato alla carenza globale di memoria, il modello con 8 GB di memoria unificata viene indicato a circa 700 dollari.
Il sistema macOS sfrutta la memoria in modo più efficiente grazie all’architettura unificata dei chip Apple Silicon e alla compressione dei dati inattivi. Alcuni test hanno rilevato, a parità di attività, un consumo di RAM quasi quattro volte superiore su Windows 11 rispetto al MacBook Neo.
Copilot+ PC, 16 GB e prezzi elevati
Negli ultimi anni Microsoft ha promosso i 16 GB di RAM come configurazione standard per i nuovi computer, rendendoli anche un requisito per la certificazione Copilot+ PC. I prezzi elevati, però, hanno alimentato dubbi sul valore aggiunto delle funzioni basate sull’intelligenza artificiale.
La versione Surface Laptop da 13 pollici con 16 GB parte da 1.150 dollari, mentre quella con 8 GB costa 950 dollari. Nel caso del Dell XPS 13, il modello con 8 GB è indicato a 700 dollari e quello con 16 GB a 900 dollari. Per gli utenti resta quindi da valutare se acquistare un modello più economico confidando nelle ottimizzazioni o scegliere subito una configurazione con 16 GB per ridurre i problemi di memoria.
Windows 11 più leggero: miglioramenti attesi entro fine anno
Microsoft non ha ancora pubblicato una tabella di marcia tecnica dettagliata né una scadenza definitiva per il completamento degli interventi. Le prime distribuzioni più ampie sono previste a partire dall’autunno, mentre i risultati effettivi saranno valutabili nei mesi successivi. La capacità di rendere Windows 11 meno pesante rappresenta uno dei temi principali del mercato dei PC nella seconda metà del 2026.








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