La Cina introduce nuove regole per l’uscita e l’ingresso nel Paese, con misure più severe nei confronti dei cittadini ritenuti coinvolti in violazioni dei controlli sulle esportazioni o in attività potenzialmente dannose per la sicurezza industriale e tecnologica nazionale. Il provvedimento entrerà in vigore il 15 settembre 2026 e riporta l’attenzione sul caso dei vertici della società di intelligenza artificiale Manus.
nuove regole cinesi per l’uscita e l’ingresso
Il premier del Consiglio di Stato cinese Li Qiang ha firmato l’ordinanza che rende ufficiale il nuovo regolamento sulla gestione degli ingressi e delle uscite dal Paese. Il testo comprende 19 articoli e punta a disciplinare le procedure di frontiera, tutelando al tempo stesso i diritti legittimi delle persone e gli interessi legati a sovranità, sicurezza e sviluppo nazionale.
restrizioni per i cittadini cinesi
Una delle disposizioni principali riguarda i cittadini cinesi che violano le norme sul controllo delle esportazioni o sulla gestione dell’importazione e dell’esportazione di tecnologie. Qualora tali condotte possano mettere a rischio la sicurezza dell’industria o del comparto tecnologico nazionale, i dipartimenti competenti del Consiglio di Stato, incluso quello commerciale, potranno stabilire il divieto di uscita dalla Cina.
Il regolamento prevede inoltre conseguenze per i cittadini che, mentre si trovano all’estero, prendono parte ad attività illegali o criminali capaci di danneggiare la sicurezza o gli interessi del Paese. Dopo il rientro in Cina, queste persone potrebbero ricevere un divieto di espatrio della durata compresa tra sei mesi e tre anni.
limiti per i cittadini stranieri
Le nuove disposizioni interessano anche gli stranieri. Chi presenta documenti falsi o rilascia dichiarazioni non veritiere durante la richiesta di un visto cinese all’estero o al momento dell’ingresso nel Paese potrebbe ricevere un divieto di ingresso da uno a cinque anni.
I responsabili dell’Amministrazione nazionale per l’immigrazione, del ministero della Giustizia e del ministero della Pubblica sicurezza hanno spiegato che l’obiettivo consiste nel perfezionare le misure di limitazione degli spostamenti e nel rafforzare il sistema di prevenzione dei rischi per la sicurezza alle frontiere.
il caso dei fondatori di Manus
Il nuovo regolamento è stato collegato al caso dei cofondatori di Manus, Xiao Hong e Ji Yichao. A marzo, il Financial Times aveva riferito che alle due figure dirigenziali sarebbe stato impedito di lasciare la Cina mentre le autorità esaminavano l’ipotesi di acquisizione della società da parte di Meta per 2 miliardi di dollari, equivalenti a circa 15,6 miliardi di dollari di Hong Kong.
Secondo quanto riportato, i due imprenditori erano rientrati nella Cina continentale all’inizio di marzo dopo essere stati invitati a una riunione dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma. Al termine dell’incontro avrebbero ricevuto comunicazione del divieto temporaneo di lasciare il Paese, legato alla revisione normativa in corso. Sarebbe stata comunque consentita la libera circolazione all’interno della Cina.
manus e il trasferimento a singapore
Fondata in Cina nel 2022, Manus opera nel settore della tecnologia degli agenti di intelligenza artificiale. Nell’anno precedente, la società aveva trasferito a Singapore la sede principale e il team centrale. Anche Xiao Hong e Ji Yichao si erano stabiliti nello Stato del Sud-est asiatico.
Dopo la diffusione della notizia, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian aveva dichiarato, durante una conferenza stampa ordinaria, di non essere a conoscenza della situazione indicata. Ai rappresentanti dei media era stato consigliato di rivolgersi alle autorità competenti.







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