Il MacBook Pro con chip M5 Max torna al centro dell’attenzione per un problema legato al calore. Un utente ha riferito che la temperatura elevata del dispositivo avrebbe deformato il tasto Delete, facendolo incastrare all’interno della scocca. La riparazione, dal costo indicato di 895 dollari, è stata coperta dalla garanzia ancora attiva.
Il caso riaccende il dibattito sull’adeguatezza del sistema di raffreddamento adottato da Apple, soprattutto durante le attività più impegnative. Le segnalazioni riguardano anche lo schermo, l’unità SSD e il calo delle prestazioni nei test prolungati.
MacBook Pro M5 Max, il surriscaldamento blocca il tasto Delete
Il chip M5 Max utilizza un’architettura Fusion con due ventole sottili e un unico condotto termico. Le prove effettuate sul dispositivo mostrano prestazioni di dissipazione leggermente migliori rispetto alla generazione precedente M4 Max, ma durante i carichi di lavoro elevati la temperatura del processore può superare i 100 gradi in pochi secondi.
Secondo la testimonianza pubblicata su Reddit dall’utente “rinsewin”, il tasto Delete del suo MacBook Pro si trova vicino alla zona di espulsione dell’aria. L’esposizione prolungata al calore avrebbe provocato una deformazione del componente, fino a farlo incastrare nella struttura interna. Per risolvere il problema è stato necessario recarsi presso un Apple Store.
Il preventivo per l’intervento ammontava a 895 dollari, pari a circa 6.981 dollari di Hong Kong. Poiché il computer risultava ancora coperto dalla garanzia, il proprietario non ha dovuto sostenere la spesa. La stessa persona ha inoltre dichiarato di avere già affrontato una situazione analoga in precedenza, elemento che alimenta i dubbi sulla possibile presenza di una debolezza strutturale.
MacBook Pro M5 Max, le precedenti segnalazioni sul calore
Il problema del tasto non rappresenta l’unica segnalazione relativa alla gestione termica del modello. Nel mese di giugno, alcuni utenti avevano riferito che le sessioni prolungate ad alta intensità potevano trasferire il calore verso il pannello superiore del computer.
In alcuni casi, il calore avrebbe causato alterazioni cromatiche sul display Mini-LED. Non è stato possibile stabilire con certezza se il fenomeno fosse dovuto a un difetto hardware oppure esclusivamente alle temperature elevate.
Altre segnalazioni riguardano i carichi di lavoro basati sull’intelligenza artificiale. Durante queste operazioni, il controller dell’unità SSD NVMe PCIe 5.0 avrebbe superato i 106 gradi, mentre il componente analogo del precedente M3 Max sarebbe rimasto sotto i 30 gradi nella stessa posizione.
MacBook Pro M5 Max, differenze tra il modello da 14 e 16 pollici
I test condotti da Notebookcheck hanno evidenziato un possibile calo delle prestazioni durante i carichi continuativi. Nel benchmark Cinebench, il modello da 14 pollici è passato da circa 8.058 punti a poco più di 7.000, mostrando una riduzione legata alla capacità di smaltire il calore prodotto.
Secondo i risultati, la soluzione di raffreddamento potrebbe non essere sufficiente per accompagnare l’aumento della potenza del chip. Una situazione simile era già stata osservata con il M3 Max. Per ottenere prestazioni più stabili, la configurazione da 16 pollici viene indicata come più adatta grazie al maggiore spazio interno disponibile per la dissipazione.
MacBook Pro M6, possibile introduzione della camera di vapore
Per le future generazioni di MacBook Pro, Apple starebbe valutando un cambiamento nel sistema di dissipazione. Le indiscrezioni indicano l’eventuale introduzione, per la prima volta nella serie M6, di una camera di vapore in sostituzione dell’attuale combinazione composta da ventole e condotto termico.
Se il progetto venisse confermato, la nuova tecnologia potrebbe migliorare la gestione delle temperature nei modelli dotati di chip più potenti e ridurre il rischio di episodi legati al surriscaldamento della scocca e dei componenti interni.











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