OpenAI: ChatGPT vale il 20% delle ricerche di Google

OpenAI ha messo per la prima volta un numero accanto alla parola ricerca. Adam Fry, responsabile del prodotto consumer di ChatGPT, ha detto che il volume di ricerche su ChatGPT vale circa un quinto di quello di Google, intorno al 20%.
La frase è arrivata a una cena OpenAI a New York, la sera del 2 novembre, davanti al giornalista Alex Kantrowitz. Google non ha mai avuto un concorrente così vicino: Bing viaggia intorno al 5% del mercato.
Il problema è che nessuno fuori da OpenAI può controllare quel 20%.
Cosa ha detto esattamente Fry
La formulazione è precisa: il volume di query simili a ricerche su ChatGPT è ormai circa un quinto del volume di query di Google. Non degli utenti né dei ricavi: solo il numero di richieste.
OpenAI non ha spiegato come abbia stimato il volume di Google né da dove arrivi il dato. La definizione di ricerca però è dichiarata: conta ogni prompt che porta a una consultazione del web. Scrittura, codice e analisi di file restano fuori. Se chiedi di riscrivere una mail quella richiesta non entra nel 20%, se chiedi chi ha vinto la partita sì.
Perché il 20% va preso con le molle
I due numeri non misurano la stessa cosa. Una ricerca su Google dura pochi secondi e spesso viene rifatta. Un prompt su ChatGPT è più lungo, contiene contesto e tende a sostituire tre o quattro ricerche. Così il confronto premia Google: il dato di OpenAI è conservativo, non gonfiato.
Poi c’è Bing: se ChatGPT vale il 20% di Google, sarebbe diverse volte più grande del motore di Microsoft. Plausibile, ma le percentuali vengono da fonti diverse e non sono state misurate con lo stesso metro.
Come leggere i numeri delle aziende AI
Quando una società pubblica una metrica su se stessa senza metodologia, trattala come una dichiarazione, non come un dato. Servono tre risposte: qual è il denominatore, cosa viene contato, su quale periodo. Se ne manca una, il numero racconta la strategia di comunicazione, non il mercato.
I numeri dietro la crescita
Fry ha dichiarato anche altri numeri, nessuno verificabile dall’esterno: 1,2 miliardi di utenti attivi settimanali, passati da 1 miliardo in due mesi, 1,5 miliardi di immagini generate a settimana e 250 milioni di utenti sulla modalità vocale. Ha poi confermato che Chat e Work diventeranno un’unica modalità, senza l’interruttore che confonde chi usa l’app.
Gli annunci in ChatGPT arriveranno
Secondo The Verge, Fry ha detto che alla maggior parte delle persone gli annunci in ChatGPT non danno fastidio e che OpenAI potrebbe farlo di più. Non è un annuncio formale, ma è la prima volta che un dirigente lo ammette.
Il contesto aiuta a leggere la fretta di Google: l’AI dentro la Ricerca porta ricavi più bassi per query e Big G ha spinto comunque su AI Overviews e AI Mode. Il 3 novembre ha disattivato la Ricerca per le scuole che rifiutano le funzioni AI: ne abbiamo scritto qui.
Cosa cambia per chi usa Android
La ricerca si sposta dall’app del browser all’assistente. Gemini è nel sistema, nella Gmail e nelle Foto, ChatGPT si apre dalla home page con lo stesso gesto di Chrome. Dentro ChatGPT però il link in fondo alla risposta spesso non viene toccato: si legge il riassunto e si chiude.
Per chi vive di traffico da ricerca il rischio non è perdere posizioni, è perdere il clic che paga le bollette. OpenAI ha anche smesso dal 25 ottobre di addestrare i modelli sulle pagine in tempo reale, con effetti da misurare su quello che gli editori possono pretendere. E chi ha staccato le AI Overviews sa quanto cambia l’esperienza: il nostro test è qui.
Nei prossimi mesi contano tre cose: se OpenAI pubblicherà la metodologia del 20%, se Google risponderà con un dato suo e quando arriveranno gli annunci.
Domande frequenti
Il 20% significa che ChatGPT ha un quinto degli utenti di Google?
No, il dato riguarda le richieste, non le persone. ChatGPT dichiara 1,2 miliardi di utenti attivi settimanali, Google ne ha miliardi su decine di prodotti.
Come conta OpenAI una ricerca?
Conta i prompt che portano a una consultazione del web. Le richieste di scrittura o traduzione restano fuori, anche se sono la maggioranza.
ChatGPT è più grande di Bing?
Secondo i numeri dichiarati sì. Il confronto però mescola fonti diverse e vale come tendenza, non come classifica.
Arriveranno annunci dentro ChatGPT?
Nessuna data. Fry ha però detto che gli annunci non sembrano dare fastidio agli utenti, il che sposta la domanda da “se” a “quando”.
Cosa cambia per i siti che vivono di traffico da ricerca?
Che il clic diventa più raro e più prezioso. Se la risposta arriva dentro l’assistente il passaggio sul sito salta e con lui la pubblicità che lo finanzia.
