Bluetooth LE Audio e Auracast: cosa cambia

Il Bluetooth LE Audio è la seconda generazione dell’audio senza fili e cambia il modo in cui il telefono parla con cuffie e auricolari. Non è un codec da scegliere in un menu: è uno stack nuovo, costruito sulla radio a basso consumo invece che sul Bluetooth classico. Porta con sé LC3, il multi-stream e Auracast, la funzione che manda lo stesso audio a più cuffie insieme.
La disponibilità però non è universale: serve un telefono con lo stack giusto, cuffie certificate e un firmware aggiornato. Se manca un pezzo, la voce non compare o resta spenta.
Qui vediamo come funziona, cosa serve e come verificarlo sul dispositivo, senza fidarsi della scatola.
Che differenza c’è tra Bluetooth Classic e LE Audio?
Il Bluetooth classico, quello che usiamo dal 2004, viaggia sulla radio BR/EDR. Sopra ci girano i profili A2DP per la musica e HFP per le chiamate, con codec come SBC, AAC, aptX e LDAC. Ha funzionato per vent’anni e oggi mostra i limiti: un flusso principale, un ricevitore alla volta, latenza alta.
LE Audio usa la radio a basso consumo, la stessa dei sensori e delle band. Non è una versione più leggera del vecchio audio: è un’architettura diversa, con profili nuovi e un codec obbligatorio, LC3. Il risultato pratico è che il telefono può gestire più flussi contemporaneamente e con scadenze precise.
Un esempio concreto. Prendi un paio di cuffie che supportano entrambi gli standard. In modalità classica Android usa AAC o SBC e ti mostra il codec nelle opzioni sviluppatore. In LE Audio il telefono apre un canale isocrono e usa LC3: nel menu dei codec non lo vedi, perché quel menu riguarda solo A2DP.
La compatibilità all’indietro esiste in un senso solo: una cuffia LE Audio funziona come classica su un telefono vecchio, ma perde tutto lo standard nuovo.
Perché LC3 e il multi-stream cambiano l’ascolto?
LC3 sta per Low Complexity Communications Codec. È un codec percettivo: butta via le parti di suono che l’orecchio nota meno e conserva quelle che contano, con una complessità di calcolo bassa. Lavora su frame da 10 millisecondi, con un’opzione da 7,5 ms per chi ha fretta.
Il dato che conta è quello del Bluetooth SIG: LC3 offre una qualità migliore di SBC con il 50% in meno di bitrate. Tradotto: a parità di qualità consuma meno energia, oppure a parità di energia suona meglio. Il produttore sceglie come usare questo margine.
Nella pratica le cuffie durano di più perché la radio resta accesa meno tempo. Il segnale tiene meglio a distanza con meno banda. Gli auricolari economici perdono anche il suono impastato sulle frequenze alte.
| Codec | Bitrate tipico | Dove si usa | Cosa aspettarsi |
|---|---|---|---|
| SBC | fino a 328 kbps | Sempre disponibile, profilo classico | Compatibilità totale, qualità base |
| AAC | circa 256 kbps | iPhone, Android, molti auricolari | Buono in streaming, latenza media |
| LC3 | 160-320 kbps | Solo LE Audio | Qualità alta con meno banda e meno consumo |
| LDAC | fino a 990 kbps | Alcuni Android e cuffie Sony | Molto dettaglio, più consumo e meno stabilità |
Il numero più alto non vince sempre. LDAC a 990 kbps riempie la banda e in metro scende a 660 o 330 kbps. LC3 a 160 kbps, con un buon tuning, se la cava meglio di un AAC che arranca.
Poi ci sono i canali isocroni, cioè canali che consegnano i dati entro una scadenza precisa. Nell’audio non basta che i pacchetti arrivino: devono arrivare in tempo, altrimenti si sente un buco. LE Audio li divide in due famiglie, CIS per le connessioni punto a punto e BIS per le trasmissioni broadcast.
La differenza si vede negli auricolari true wireless. Con il Bluetooth classico il telefono manda il flusso a un auricolare solo, che lo ricopia all’altro. È il motivo per cui per anni il true wireless ha avuto un lato principale che scaricava prima, con qualche glitch e una latenza doppia.
Con il multi-stream il telefono apre due flussi indipendenti e sincronizzati, uno per auricolare. Ogni lato riceve il suo segnale, la scena stereo torna simmetrica e il ritardo si abbassa. Su un video la differenza tra labiale e voce si nota subito.
Due flussi indipendenti significano anche due cuffie diverse collegate insieme, senza ponti: è la base della condivisione audio.
Il multi-stream però è opzionale: una cuffia LE Audio può dichiarare un solo flusso e funzionare benissimo, senza i vantaggi del doppio canale. La certificazione dice che lo standard è supportato, non quali pezzi.
TIP. Se il telefono mostra LC3 nelle opzioni sviluppatore ma la cuffia non lo usa, il limite è nella cuffia. Il codec attivo lo decide il ricevitore, non il trasmettitore.
Auracast: come funziona il broadcast e come ci si connette?
Auracast è il nome commerciale del broadcast audio di LE Audio. Un trasmettitore manda uno o più flussi a un numero illimitato di ricevitori, senza accoppiamento e senza password, come una radio FM ma in digitale e con qualità controllata.
Nei luoghi pubblici il gate dell’aeroporto trasmette gli annunci, il museo la audioguida, la palestra l’audio del televisore. Tu apri l’elenco dei flussi vicini e scegli quello giusto.
Su Android il percorso è questo, su Pixel e su Android stock aggiornato:
- Apri Impostazioni.
- Entra in Dispositivi connessi.
- Tocca Preferenze di connessione.
- Apri Condivisione audio.
- Scegli Flusso audio nelle vicinanze per vedere i broadcast disponibili.
- Tocca il nome del flusso per ascoltare.

Se il broadcast è privato, chi lo crea può mettere una password. In quel caso serve il codice, oppure il QR generato dal telefono, che si scansiona con la fotocamera. Google ha aggiunto anche l’aggancio con un tocco tramite Fast Pair, per i dispositivi che lo supportano.
Per creare un tuo flusso la voce è la stessa: Condivisione audio, poi un flusso con nome e password. Da lì parte una notifica e un riquadro nei toggle rapidi per avviare e fermare la condivisione.
C’è un interruttore che pochi spiegano, Migliora compatibilità. Alza la compatibilità con cuffie e apparecchi acustici che hanno implementazioni parziali, al prezzo di una qualità audio più bassa. Se senti un suono impastato durante la condivisione, probabilmente è acceso.
Cosa serve su telefono e cuffie, brand per brand?
Lato telefono la base è Android 13, la prima versione con lo stack LE Audio. Non basta: lo stack va abilitato dal produttore nel firmware e molti modelli economici non lo fanno. Sui Pixel la voce Condivisione audio è arrivata con Android 16 QPR1.
Google indica Pixel 8 e successivi tra i compatibili con Auracast, escludendo Pixel 8a e 9a: quei modelli non hanno il supporto LE Audio dichiarato a livello hardware. Nella stessa lista ci sono Galaxy Samsung e dispositivi Xiaomi.
Lato cuffie servono certificazione LE Audio, firmware aggiornato e spesso un’app del produttore per attivare la voce. Sony è entrata nell’elenco con alcuni modelli, Samsung con le Buds, Google con le Pixel Buds Pro 2. Auracast è arrivato anche sugli apparecchi acustici, la parte che interessa di più a chi ha una perdita uditiva.
Le interfacce cambiano nome. Su Android stock la voce è Condivisione audio, su One UI può stare dentro le impostazioni Bluetooth del dispositivo, su HyperOS dipende dalla versione. Il consiglio è usare la ricerca dentro Impostazioni e digitare audio: si arriva alla voce giusta su quasi tutte le interfacce.
Se vuoi capire cosa succede quando colleghi cuffie pensate per un altro sistema, con gli AirPods su Android alcune funzioni si perdono e il codec non è mai quello nativo.
TIP. Prima di comprare una cuffia per Auracast, controlla la pagina del produttore e cerca la parola broadcast. Se non c’è, la cuffia può essere LE Audio senza ricevere i flussi pubblici.
Quando LE Audio non funziona e come verificarlo?
Il primo limite riguarda le chiamate. Molte cuffie LE Audio gestiscono la voce sul profilo hands-free classico, quindi il microfono non migliora. Lo standard prevede la telefonia, ma l’implementazione è disomogenea.
Il secondo limite è il firmware: una cuffia comprata due anni fa può avere l’hardware giusto e non aver mai ricevuto l’aggiornamento che abilita LC3. Controlla l’app del produttore prima di dare la colpa al telefono.
Il terzo è l’autonomia, che non sempre migliora. LC3 consuma meno, ma il multi-stream tiene due radio impegnate. Su auricolari piccoli la differenza tra LE Audio e AAC può essere di venti minuti, non di due ore.
Poi ci sono i casi in cui la funzione non c’è: gli iPhone non sono tra i dispositivi compatibili con Auracast, molti televisori non hanno un trasmettitore e alcuni produttori nascondono il selettore del codec. Non c’è trucco che tenga.
La verifica pratica parte da Impostazioni, Bluetooth, ingranaggio accanto alla cuffia collegata. Se compare un interruttore LE Audio, telefono e cuffia si stanno parlando in quello standard. Se è grigio, manca il firmware o la certificazione. Se non c’è, il telefono non espone la funzione.
Le Opzioni sviluppatore servono a poco in questo caso. Vale la pena dirlo perché è la fonte di errore più comune. La voce Bluetooth audio codec elenca i codec A2DP, quindi SBC, AAC, aptX e LDAC: con una cuffia connessa in LE Audio non vedrai LC3: non è un guasto. Per capire cosa sta usando il telefono, il posto giusto è il dettaglio della cuffia.
Il test definitivo è con due paia. Collega la prima, poi la seconda dalla schermata di condivisione, avvia un brano e controlla che si senta da entrambe, che partano insieme e che non ci sia sfasamento. Se una tace, il multi-stream non è attivo.
Per la latenza usa un video con un primo piano parlato e guarda le labbra. Se il ritardo si nota a occhio, siamo sopra i 100 millisecondi e il canale isocrono non lavora come dovrebbe.
Se hai dubbi sul codec della tua cuffia attuale, il codec spiega gran parte del divario tra cuffie costose e modelli economici. E se ti interessa la condivisione su PC, collegare due cuffie Bluetooth a Windows 11 richiede ancora trucchi diversi.
Domande frequenti su Bluetooth LE Audio e Auracast
LE Audio consuma più batteria?
In genere meno, perché LC3 richiede circa metà del bitrate di SBC. Il risparmio si perde con il multi-stream attivo o una qualità alta: due flussi possono pareggiare i conti.
Posso collegare due paia di cuffie allo stesso telefono?
Sì, se il telefono espone la condivisione audio e le cuffie sono LE Audio. Su Android la funzione crea un flusso con nome e password e accetta più ricevitori.
Perché non trovo la voce Condivisione audio?
Tre cause in ordine di frequenza: telefono senza lo stack abilitato nel firmware, versione di Android precedente a quella che introduce la funzione, oppure modello escluso per hardware. Sui Pixel, per esempio, Auracast arriva da Android 16 QPR1 e non copre Pixel 8a e 9a.
Auracast funziona con iPhone o AirPods?
Al momento no: Apple non ha annunciato il supporto ad Auracast sugli iPhone e gli AirPods non sono certificati LE Audio. Con un telefono Android funzionano come cuffie classiche, ma non ricevono i flussi pubblici.
Serve il Bluetooth 5.2 o 5.3?
LE Audio nasce con le specifiche Bluetooth 5.2, che introducono i canali isocroni. Un telefono con Bluetooth 5.3 o 5.4 ha il necessario, ma il numero non garantisce nulla: contano lo stack software e la certificazione. Ci sono telefoni 5.3 senza LE Audio e telefoni 5.2 che lo supportano.
Le chiamate passano su LE Audio?
Dipende dalla cuffia. Lo standard prevede la telefonia, ma molte implementazioni mantengono le chiamate sul profilo hands-free classico per compatibilità con i sistemi auto. Se il microfono ti sembra identico a prima, la voce sta passando di lì.
Auracast funziona con la TV?
Solo se la TV o un trasmettitore esterno supporta il broadcast. Oggi pochi televisori lo integrano e la strada più semplice è un trasmettitore Auracast collegato all’uscita audio. Le cuffie devono essere compatibili con la ricezione dei flussi, non solo con LE Audio in generale.
