Perché tutti cercano una PS5 usata non aggiornata: il jailbreak che svuota il mercato

Perché tutti cercano una PS5 usata non aggiornata: il jailbreak che svuota il mercato
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Basta guardare gli annunci di console usate: la frase che spunta non è “pari al nuovo” né “scatola originale”. È “firmware 13.60”. Chi cerca una PlayStation 5 di seconda mano, adesso, guarda prima la versione del software e solo dopo il prezzo. E c’è chi è disposto a pagare più del nuovo pur di portarsi a casa una console che non si è mai collegata a internet.

Il motivo è la scena del jailbreak, che a ottobre ha accelerato in modo brutale. Sony ha risposto con una raffica di aggiornamenti, i ricercatori hanno risposto con nuovi exploit e nel mezzo è finito il mercato dell’usato. Vediamo cosa è successo davvero e perché comprare una PS5 vecchia oggi è una scommessa con poche certezze.

Cosa è cambiato tra settembre e ottobre

Il punto di partenza è Relapse, l’exploit emerso a fine settembre e compatibile con i firmware fino alla 13.60, distribuita a luglio. In combinazione con Byepervisor-Reborn, un sistema per aggirare le protezioni dell’hypervisor, apriva la strada all’esecuzione di codice non firmato e di homebrew. Poi è arrivato il firmware 14.00, che ha messo un primo paletto.

Il 19 ottobre il ricercatore Gezine ha mostrato l’accesso ad alcune impostazioni di debug nascoste sul firmware 14.10, con un exploit privato e non pubblico. Il giorno dopo è circolata la notizia di un nuovo exploit sempre sul 14.10, con il lancio di GTA 6 sullo sfondo. Il 22 ottobre Sony ha rilasciato il firmware 14.20: quarto aggiornamento in cinque settimane, obbligatorio per usare le funzioni online. Le note ufficiali parlano solo di messaggi e usabilità delle schermate, ma le prime analisi indicano che è stata corretta la vulnerabilità nota come A53, legata al chip ARM ausiliario della console.

Non è chiaro se il 14.20 abbia chiuso anche la falla mostrata da Gezine. Qualcuno ha già segnalato un accesso a livello userland sul nuovo firmware, che non è un exploit del kernel ma è comunque un primo passo. La sensazione, insomma, è che la partita sia aperta: ogni aggiornamento chiude una porta e ne lascia socchiusa un’altra.

Perché il firmware conta più del modello

Il firmware è il sistema operativo della console e su PlayStation 5 non si torna indietro. Una volta installata una versione, non esiste un downgrade ufficiale: se la console si aggiorna, le vulnerabilità note su quella versione spariscono con lei. Da qui la corsa alle macchine “vergini”, rimaste offline, magari comprate nel 2021 e usate solo per giocare in single player.

La cosa importante da capire è che l’exploit non è un interruttore. Si passa per fasi: accesso in userland, escalation al kernel, aggiramento dell’hypervisor. Ogni gradino richiede mesi di lavoro e ogni firmware nuovo può azzerare tutto. Chi compra una console pensando di “sbloccarla subito” spesso compra solo una console vecchia.

Cosa si può fare davvero con una PS5 modificata

Le dimostrazioni di queste settimane sono andate in direzioni diverse. C’è chi ha installato Linux su console con praticamente tutti i firmware, chi ha fatto girare Windows 7 in emulazione, chi ha spinto l’emulazione di Switch sulla console Sony e chi ci ha fatto girare un modello di intelligenza artificiale in locale. Esperimenti affascinanti, alcuni decisamente fuori scala per l’hardware.

Poi c’è la parte che con gli esperimenti non c’entra nulla: uno store pirata, Overdrive, finito nel mirino del team legale di Sony a metà ottobre. Vale la pena distinguere le due cose, perché nel discorso pubblico vengono sistematicamente confuse. Modificare una console per eseguire software non certificato viola i termini d’uso. Scaricare e usare giochi di cui non si detengono i diritti è illegale, punto.

Il paradosso: chi cerca la PS5 vecchia non giocherà a GTA 6

Qui arriva il dettaglio che rende tutta questa corsa un po’ comica. Secondo HDblog GTA 6 richiederà un firmware minimo, come qualsiasi gioco moderno. Una console tenuta fermi al 13.60 per non perdere il jailbreak non potrà installarlo, a meno di aggiornare e dire addio alla modifica. Le due cose si escludono a vicenda.

E non parliamo di un titolo qualunque: le prevendite digitali hanno già superato i 6 milioni di copie, con un incasso vicino ai 600 milioni di dollari. Chi compra una PS5 usata “vecchia” per risparmiare e poi vuole giocare al titolo più atteso della generazione si trova davanti a un bivio che non aveva considerato.

Il mercato dell’usato è impazzito

I segnali ci sono tutti. A settembre la PS5 in Giappone era arrivata a sfiorare i 100.000 yen, con scaffali vuoti. A inizio ottobre HDblog ha riportato PS5 Pro usate vendute da GameStop a 1.500 dollari. Everyeye ha raccontato di una corsa alle console non aggiornate, con i prezzi dell’usato in salita.

Il problema è che un mercato guidato dalla disperazione è un mercato dove circolano anche console rubate, console con account associati, console con garanzia già consumata. E il compratore, di solito, se ne accorge dopo.

Cosa si rischia davvero

Le conseguenze di una modifica non sono teoriche. Sony può bannare la console o l’account PSN: con l’account se ne vanno giochi acquistati, salvataggi e trofei. La garanzia decade. E sul fronte sicurezza la scena è un Far West: a fine ottobre NordVPN ha documentato repository GitHub che si spacciano per emulatori PS5, Kytyps5 e AnyPS5, che invece installano malware capace di disattivare Microsoft Defender e rubare credenziali. Non è nemmeno la prima volta che l’hype attorno a GTA 6 viene usato come esca: era già successo a maggio.

Aggiungiamo il rischio più banale: una console modificata non accede ai servizi online senza aggiornamento, mentre aggiornare significa perdere tutto il lavoro fatto. Non è un ecosistema stabile, è un castello di carte che regge fino al firmware successivo.

TIP: se stai valutando una PS5 usata, chiedi al venditore una foto o un video della schermata con la versione del software di sistema, presa dal menu Impostazioni alla voce Sistema. Un venditore che nicchia su una richiesta così semplice è già una risposta.

Come controllare prima di comprare

La verifica è alla portata di chiunque. Si accende la console, si va nelle impostazioni, si legge la versione del software. Se la console è già collegata a internet e aggiornata, il firmware vecchio non c’è più. Se il venditore dice che è “ferma da mesi”, va dimostrato, non creduto.

Poi ci sono i controlli di base che valgono per qualsiasi usato: numero di serie coerente con la scatola, scontrino o prova d’acquisto, prova di avvio con un gioco, verifica che l’account PSN sia stato scollegato e che la console non risulti associata a un altro profilo. Diffidare di chi non permette una prova dal vivo è sempre la scelta giusta.

Il consiglio, se l’obiettivo è giocare, resta quello di sempre: una PS5 usata normale, aggiornata, con garanzia residua, costa meno di una PS5 “da collezione” con il firmware vecchio e ti lascia giocare a tutto. Il resto è un hobby per chi sa cosa sta facendo e accetta di perdere tutto al prossimo aggiornamento.

Domande frequenti

Quali firmware della PS5 sono modificabili oggi?

L’exploit Relapse copre i firmware fino alla 13.60. Sul 14.10 esiste un exploit privato mostrato da Gezine, non pubblico. Il 14.20, uscito il 22 ottobre, secondo le prime analisi ha corretto la vulnerabilità A53, mentre non è chiaro se abbia chiuso anche l’exploit di Gezine.

Una PS5 modificata può essere bannata?

Sì. Sony può sospendere la console o l’account PSN in caso di violazione dei termini d’uso, con perdita di giochi acquistati, salvataggi e trofei.

Si può tornare a un firmware precedente?

Non esiste un downgrade ufficiale. Una volta aggiornata, la console resta su quella versione: è il motivo per cui chi vuole mantenere il jailbreak evita di collegarla a internet.

Una PS5 con jailbreak può giocare online?

No, non senza aggiornare il firmware: aggiornare annulla la modifica. I giochi che richiedono una versione minima del sistema, come GTA 6 secondo HDblog, non partono su console ferme a firmware vecchi.

Conviene comprare una PS5 usata non aggiornata?

Dipende dallo scopo. Per giocare, no: costa di più, non accede all’online e non supporta i titoli nuovi. Per sperimentare con homebrew e Linux, ha senso solo se si accetta il rischio di ban, perdita della garanzia e volatilità di ogni exploit.

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