Riconoscimento vocale offline: cosa funziona senza rete

Riconoscimento vocale offline: cosa funziona senza rete
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Detta un messaggio in modalità aereo e il telefono ti risponde che serve una connessione. È il momento in cui capisci che il riconoscimento vocale non è una funzione sola, ma un insieme di pezzi diversi: alcuni vivono dentro il telefono, altri su un server a qualche migliaio di chilometri. La parte che conta, cioè trasformare la voce in testo, oggi può funzionare senza rete su parecchi dispositivi. Il problema è che dipende dal modello, dalla lingua e dall’app che stai usando in quel momento.

Qui sotto trovi cosa funziona davvero offline, cosa no e come verificarlo sul tuo telefono in cinque minuti. Senza dare per scontato che l’italiano sia coperto allo stesso modo dell’inglese, perché non lo è.

Tre modi diversi di dire offline

Quando un’app promette riconoscimento vocale offline, in realtà sta dicendo una di tre cose molto diverse tra loro. Distinguerle è la parte più utile di tutta la faccenda, perché cambia tutto quando la rete manca.

Il primo livello è il riconoscimento on-device puro: il modello acustico e quello linguistico stanno nella memoria del telefono e l’audio non esce mai dal dispositivo. Funziona in aereo, in cantina, in montagna. È il caso della dettatura avanzata di Gboard sui Pixel e di alcune app di trascrizione che scaricano un pacchetto apposta.

Il secondo livello è il modello scaricato ma con una rete di sicurezza in cloud, dove la prima passata è locale e le correzioni arrivano dal server. In aereo ottieni testo grezzo, con la rete ottieni testo migliore.

Il terzo livello è il cloud puro, il più comune: l’audio viene compresso e spedito ai server di Google o di chi per lui. Senza rete non c’è trascrizione, punto. Molte app di dettatura che sembrano magiche rientrano in questa categoria e cadono appena disattivi i dati.

C’è poi una precisazione che vale per tutti e tre: quasi nessun sistema è offline al primo avvio. Il modello va scaricato almeno una volta e quel download richiede una connessione, meglio se Wi-Fi.

Gboard, la dettatura che resta sul telefono

La tastiera di Google ha due dettature che si comportano in modo opposto. Quella standard, il microfono che trovi sulla barra in alto, manda l’audio ai server per la trascrizione: è precisa, impara da quello che dici ma ha bisogno di rete. È la dettatura che usi sulla maggior parte dei telefoni Android e quella che si blocca quando la connessione è debole.

Poi c’è la dettatura avanzata, quella con i comandi vocali tipo “elimina l’ultima parola” o “cancella tutto”. Google la descrive così: il testo pronunciato resta sul dispositivo e non viene inviato ai server, a meno che tu non usi la funzione Correggi. Il modello lavora in locale, quindi la trascrizione continua anche senza connessione.

I requisiti però sono stretti e vale la pena elencarli tutti:

  • Pixel 6 o modelli successivi, Fold e Tablet compresi
  • la lingua della tastiera Gboard deve coincidere con la lingua principale del sistema
  • l’app Android System Intelligence deve essere aggiornata dal Play Store
  • il modello va scaricato la prima volta, con Wi-Fi e telefono in carica

Se hai appena configurato il telefono e la funzione non compare, non è rotta: possono servire alcune ore prima che gli aggiornamenti arrivino. Il segnale che tutto è attivo è l’icona del microfono colorata durante la dettatura, invece della solita versione monocromatica.

Sui telefoni che non sono Pixel, invece, la dettatura avanzata non è disponibile. Resta quella standard, che senza rete non produce testo. È il limite più grosso di tutta la faccenda e non dipende da quanto hai speso per il telefono.

L’italiano funziona, ma solo in un caso su due

Qui arriviamo al punto delicato. La dettatura avanzata di Gboard è disponibile in sei lingue: inglese, francese, tedesco, italiano, giapponese e spagnolo. L’italiano c’è, quindi su un Pixel 6 o successivo puoi dettare offline nella nostra lingua senza trucchi.

Fuori dai Pixel la copertura cambia. Su un Samsung, un Xiaomi o un Oppo la dettatura di Gboard passa dai server e offline non c’è nulla da fare con la tastiera di serie. Le alternative sono due: un’app di trascrizione con modello locale, oppure il vecchio riconoscimento vocale offline di Google, che su alcuni telefoni compare ancora nelle impostazioni.

La voce, quando c’è, si trova nelle impostazioni dell’app Google, sotto la sezione dedicata a ricerca, assistente e voce. Lì si scaricano i pacchetti lingua e si sceglie quella predefinita. Se non trovi nulla del genere, il tuo telefono non ha un motore locale e nessuna impostazione nascosta lo farà apparire.

TIP: la prova della modalità aereo

Cinque minuti, nessun rischio, risposta certa. Attiva la modalità aereo, apri un’app di note e detta tre frasi con dentro un nome proprio, un numero e una parola lunga. Se il testo compare subito, il modello è sul telefono. Se appare un messaggio di attesa o di errore di rete, stai usando il cloud e nessuna impostazione lo cambierà.

Ripeti la stessa prova con la rete attiva e confronta: le differenze tra le due trascrizioni ti dicono anche quanto lavora il server.

Le app con il modello dentro e i limiti del sistema

Il modo più semplice per avere dettatura offline su un telefono non Pixel è scegliere un’app che dichiari l’elaborazione locale. Le app di trascrizione basate su modelli scaricati funzionano così: al primo avvio pescano un pacchetto di qualche centinaio di megabyte, poi lavorano in locale. Sull’argomento abbiamo già raccolto qualche esempio in una guida alle app di dettatura vocale per Android. Il caso di Eloquent di Google AI Edge è utile per capire come funziona un modello che gira interamente sul dispositivo.

Sui Pixel c’è anche l’app Registratore, che trascrive le registrazioni direttamente sul telefono: la usi in aereo, con la lingua giusta già scaricata e il file audio non lascia il dispositivo.

Il dettaglio che frega tutti è la scheda dello store. “Supporta la modalità offline” spesso significa che l’app tiene in cache gli ultimi testi, non che il riconoscimento avvenga in locale. L’unica prova valida resta la modalità aereo, con l’app aperta e il telefono scollegato da tutto.

Per chi sviluppa, il quadro è più chiaro. Da Android 13 esistono API dedicate: isOnDeviceRecognitionAvailable() dice se il sistema ha un motore locale, createOnDeviceSpeechRecognizer() ne crea un’istanza che non passa dalla rete. Serve il permesso di registrazione audio e il servizio deve essere presente sul dispositivo, quindi l’app deve comunque prevedere un fallback. Prima di Android 13 l’unico strumento era il flag EXTRA_PREFER_OFFLINE, che è un suggerimento al motore di sistema, non una garanzia.

Cosa smette di funzionare senza rete

La lista è più lunga di quanto si pensi e confonderla con la dettatura è l’errore che porta a dare la colpa alla tastiera sbagliata.

Gemini e gli assistenti vocali in genere richiedono la rete: la parola d’ordine viene riconosciuta sul telefono, ma la richiesta viene elaborata altrove. Stessa cosa per la ricerca vocale, per i comandi vocali della casa smart e per le richieste tipo “quanto fa 15 per 23” fatte all’assistente.

Anche la funzione Correggi della dettatura avanzata, quella che sistema grammatica e punteggiatura mentre parli, richiede una connessione. Ha requisiti ancora più stretti: solo Pixel 8 e successivi, solo in inglese e solo negli Stati Uniti. In Italia non la vedrai comunque.

La traduzione vocale in tempo reale, quella delle conversazioni a due voci, va online. Il Traduttore di Google ha i pacchetti lingua offline per il testo e per la fotocamera, ma se detta a voce il riconoscimento lo fa la tastiera, con i limiti visti sopra.

Come preparare il telefono prima di partire

La parte noiosa ma decisiva è tutta qui: l’offline si prepara a casa, con la rete, non in aereo. Il giorno della partenza è troppo tardi.

Prima cosa, apri Gboard e controlla quante lingue hai attive. Se sono tre e nessuna coincide con la lingua del sistema, la dettatura avanzata non partirà. Seconda cosa, aggiorna Android System Intelligence dal Play Store e lascia il telefono in carica durante la notte, perché il modello arriva con un aggiornamento separato. Terza cosa, apri una volta le app di trascrizione che pensi di usare e completa il download dei pacchetti.

Se usi il Traduttore, scarica le lingue che ti servono dalla schermata principale: il pulsante di download compare accanto a ogni lingua disponibile; per quelle che non lo mostrano non esiste la versione offline. Per la fotocamera funziona lo stesso pacchetto.

Un’ultima abitudine utile: tieni una nota con tre frasi di prova e dettale ogni volta che cambi telefono o aggiorni la tastiera. Ti dice in dieci secondi se il modello locale è ancora al suo posto. Se ti interessa il tema più ampio dei servizi che restano attivi o cadono, abbiamo scritto una guida su come cambia Android senza i servizi Google.

Domande frequenti

Posso dettare in modalità aereo con un Samsung o uno Xiaomi?

Con la tastiera di serie no: la dettatura di Gboard su quei telefoni passa dai server. Ti serve un’app di trascrizione con modello locale già scaricato, oppure il riconoscimento vocale offline di Google se compare nelle impostazioni del tuo modello.

Perché Gboard dice che serve una connessione?

Stai usando la dettatura standard, quella che manda l’audio ai server. La dettatura avanzata, quella con il microfono colorato e i comandi vocali, è riservata ai Pixel 6 e successivi e non si può attivare altrove.

La dettatura offline consuma più batteria?

Il modello locale usa il processore del telefono invece della rete, quindi consuma di più di una dettatura cloud su sessioni lunghe. Sui testi brevi la differenza è trascurabile e in compenso non consuma dati.

L’audio resta davvero sul telefono?

Nella dettatura avanzata di Gboard sì: Google dichiara che il testo pronunciato resta sul dispositivo, tranne quando usi la funzione Correggi o le modifiche dettagliate. Nelle app di terze parti leggi l’informativa, perché “elaborazione locale” e “nessun dato inviato” non sono la stessa frase.

Funziona con gli auricolari Bluetooth?

Sì, il microfono degli auricolari viene trattato come qualsiasi altro ingresso audio. Cambia la qualità della cattura, che in ambienti rumorosi peggiora, ma non il fatto che il riconoscimento avvenga o meno sul telefono.

L’italiano con accento regionale viene riconosciuto?

Il modello avanzato gestisce l’italiano standard e regge bene molti accenti, ma non è addestrato sulle varietà dialettali spinte. Se il testo esce sbagliato, prova a parlare un po’ più lento invece di cambiare app: nella dettatura locale il modello non impara dai tuoi errori come fa quello cloud.

Se dopo la prova in modalità aereo il testo compare senza attese, hai trovato la configurazione giusta e puoi smettere di cercare. Se non compare, nessuna impostazione nascosta risolverà: ti serve un’app con il modello dentro, oppure accettare che la voce resti una funzione da collegamento.

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