Google pixel: la funzione che riduce lo spazio di archiviazione più del previsto

Google pixel: la funzione che riduce lo spazio di archiviazione più del previsto
Contenuti dell'articolo

La memoria disponibile sugli smartphone spesso risulta inferiore rispetto alla capacità dichiarata. Una parte dello spazio viene infatti riservata al sistema operativo e alle applicazioni necessarie al funzionamento del dispositivo. Sui recenti Google Pixel, però, il problema appare più rilevante a causa delle funzioni di intelligenza artificiale integrate, che occupano spazio di archiviazione e risorse RAM anche quando non vengono utilizzate.

google pixel e spazio di archiviazione ridotto

la capacità effettiva è inferiore a quella dichiarata

Accedendo alle impostazioni dello spazio di archiviazione di un Google Pixel e aprendo la sezione dedicata alle applicazioni, compare AICore. Si tratta di un’applicazione attiva in background che gestisce gli modelli di intelligenza artificiale eseguiti sul dispositivo e offre funzioni AI alle altre applicazioni.

AICore può occupare circa 6,73 GB, una dimensione molto superiore rispetto ad altre applicazioni di sistema, come Google Wi-Fi Provisioner e Sounds. Il servizio è apparso con Google Pixel 8 Pro, il primo smartphone dell’azienda dotato di un modello AI completamente eseguito localmente. La sua presenza ha interessato anche il Pixel 8, nonostante il dispositivo non utilizzasse inizialmente un modello AI direttamente sul dispositivo.

AICore non è l’unico elemento a sottrarre memoria. Anche altre funzioni preinstallate contribuiscono a ridurre lo spazio realmente utilizzabile:

  • Device Intelligence, collegata a Magic Cue, occupa circa 1,06 GB;
  • Pixel Screenshots utilizza circa 1,14 GB;
  • Pixel Studio richiede circa 193 MB.

le funzioni ai incidono sulla memoria del telefono

Sommando i file di sistema, i dati temporanei, i servizi in background e le applicazioni preinstallate che non possono essere disattivate o rimosse, un modello da 128 GB può offrire soltanto 96 GB di spazio effettivamente disponibile. Nel caso considerato, dopo appena due settimane di utilizzo del Pixel 10 Pro, circa un quarto della memoria risultava già inutilizzabile.

Il problema non riguarda soltanto le applicazioni AI. Un servizio di streaming musicale con migliaia di brani scaricati può superare i 9 GB, mentre Instagram arriva a circa 1,08 GB. Nonostante l’assenza di giochi particolarmente pesanti, attività AI intensive o grandi quantità di immagini e video, lo spazio residuo può ridursi rapidamente fino ad avvicinarsi al limite.

perché svuotare la cache non basta

i dati di ai-core tornano a occupare memoria

La cancellazione della cache rappresenta una soluzione tradizionale per recuperare spazio dalle applicazioni più ingombranti. Nel caso di AICore, però, questa operazione è poco efficace perché l’applicazione non conserva i propri dati nella cache. Anche cancellando lo spazio dell’app, la memoria utilizzata aumenta nuovamente, soprattutto quando vengono impiegate applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.

Le possibilità di intervento restano quindi limitate. È possibile eliminare i file locali dei modelli AI dalle impostazioni di archiviazione di AICore, recuperando parte dello spazio. I file possono però essere scaricati di nuovo quando le funzioni che dipendono dall’elaborazione locale vengono utilizzate.

la soluzione dello spazio maggiore ha un costo

Un modello Google Pixel con 256 GB di memoria riduce il rischio di esaurire rapidamente lo spazio, ma comporta un sovrapprezzo di 100 dollari rispetto alla versione da 128 GB. L’aumento della capacità, però, non risolve la questione principale: parte della memoria continua a essere occupata da servizi AI e componenti integrati nel sistema.

Una gestione più flessibile consentirebbe di scegliere tra elaborazione AI locale e servizi cloud. L’esecuzione sul dispositivo garantisce maggiore rapidità, mentre il cloud può risultare più lento ma comunque sufficiente per le attività quotidiane. La possibilità di attivare o disattivare i modelli AI locali permetterebbe di privilegiare le prestazioni oppure recuperare spazio di archiviazione.

128 gb non bastano sui nuovi smartphone di fascia alta

Per uno smartphone top di gamma moderno, 128 GB possono risultare insufficienti. Una capacità iniziale di 256 GB appare più adeguata, anche se il costo aggiuntivo rischia di essere trasferito direttamente agli utenti. Il modello base di Pixel 11 con 256 GB viene indicato a 900 dollari.

Nel frattempo, per limitare il consumo della memoria è possibile eliminare i contenuti non necessari, archiviare le fotografie sul cloud e ridurre il numero di brani salvati localmente. Sono interventi parziali, ma rappresentano le principali opzioni disponibili per contenere l’impatto delle applicazioni di sistema e delle funzioni di intelligenza artificiale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *