AI Overviews stanno danneggiando i siti web? Un tribunale si schiera con Google

AI Overviews stanno danneggiando i siti web? Un tribunale si schiera con Google
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Google ottiene una decisione favorevole nelle cause avviate da Chegg e Penske Media Corporation contro gli AI Overviews nella Ricerca. Le due società sostenevano di aver subito una riduzione del traffico e dei ricavi dopo l’introduzione dei riepiloghi generati dall’intelligenza artificiale. Il giudice federale Amit Mehta ha respinto le contestazioni, chiarendo i limiti delle argomentazioni presentate dagli editori.

Google e AI Overviews: respinte le cause di Chegg e Penske Media

La società di tecnologia educativa Chegg aveva intentato una causa antitrust contro Google, sostenendo che gli AI Overviews avessero danneggiato il traffico verso i siti e le entrate derivanti dalle attività affiliate. In seguito, anche Penske Media Corporation, editore di testate come Billboard, Variety e Rolling Stone, aveva presentato un’azione legale contro il motore di ricerca.

Il giudice distrettuale degli Stati Uniti Amit Mehta si è pronunciato a favore di Google in entrambi i procedimenti. Secondo la decisione, le richieste degli editori non si fondavano su un accordo formale con Google, ma su una semplice aspettativa riguardo al traffico proveniente dalle ricerche online.

AI Overviews e traffico dei publisher: il punto della decisione

Chegg e Penske Media avevano dichiarato di aver perso ricavi a causa del calo delle visite registrato dopo l’adozione degli AI Overviews. Le società sostenevano inoltre che Google obbligasse di fatto gli editori ad accettare la presenza dei propri contenuti nei riepiloghi, se desideravano che tali materiali fossero indicizzati nella Ricerca.

Il giudice ha osservato che gli editori avevano indicato soltanto una “aspettativa” di ricevere traffico in cambio della disponibilità gratuita dei contenuti. Tale aspettativa, secondo la sentenza, non equivale a un accordo, ma rappresenta il normale funzionamento di un motore di ricerca generale.

Google e contenuti editoriali: possibili accordi di licenza

La decisione lascia agli editori poche alternative oltre alla stipula di accordi di licenza con Google. In base a queste intese, il motore di ricerca potrebbe corrispondere un pagamento ai publisher per utilizzare e mostrare i loro contenuti nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale.

Il giudice ha riconosciuto la difficoltà della situazione affrontata dagli editori, precisando però che il problema potrebbe non rientrare nell’ambito delle norme antitrust. Secondo questa impostazione, eventuali interventi potrebbero spettare al Congresso o alle autorità di regolamentazione.

AI Overviews e cause degli editori: un altro precedente sfavorevole

Il rigetto delle cause di Chegg e Penske Media rappresenta il secondo importante insuccesso giudiziario per gli editori nel corso dell’anno. In precedenza, anche le azioni promosse da Helena World Chronicle ed Emmerich Newspapers contro Google avevano avuto un esito analogo davanti a un tribunale federale.

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