Google risolve il caos degli aggiornamenti android, ma crea un problema di frammentazione dell’intelligenza artificiale

La frammentazione di Android si prepara ad assumere una nuova forma. Dopo gli interventi che hanno ridotto le differenze tra versioni del sistema operativo, componenti hardware e aggiornamenti dei produttori, Google sembra aver introdotto un’ulteriore divisione legata alle diverse versioni di Gemini Nano. Il limite, soprattutto sui dispositivi di fascia alta, non appare sempre riconducibile a reali impedimenti tecnici.

frammentazione di android: il problema degli aggiornamenti

In passato, la frammentazione riguardava principalmente la presenza di smartphone con componenti differenti, interfacce personalizzate e versioni diverse del sistema operativo, come Android 15, Android 16 e Android 17. Molti dispositivi ricevevano aggiornamenti soltanto per uno o due anni, oppure non venivano supportati oltre il lancio.

i quattro ostacoli agli aggiornamenti

Il problema degli aggiornamenti Android dipendeva da quattro livelli principali. Il codice del sistema era organizzato in un unico blocco, rendendo più complessi gli interventi sulle nuove funzioni e sulla sicurezza. I produttori dei processori, come Qualcomm e MediaTek, garantivano inoltre driver per periodi limitati, spesso pari o inferiori a due o tre anni.

Anche i produttori degli smartphone contribuivano alla frammentazione, interrompendo spesso il supporto dopo uno o due anni. Negli Stati Uniti si aggiungevano gli operatori telefonici, chiamati a verificare e approvare ogni versione del sistema prima della distribuzione.

google ha ridotto la frammentazione di android

Google ha introdotto diversi interventi per rendere gli aggiornamenti più semplici. Nel 2012, le API sono state trasferite in Google Play Services, consentendo alle applicazioni di ricevere nuove funzioni senza attendere un aggiornamento completo del sistema.

Nel 2017, Project Treble ha separato la parte di Android gestita da Google da quella legata ai produttori dei chip. Due anni dopo, Project Mainline ha permesso di distribuire componenti importanti di Android attraverso il Play Store.

Il supporto dei processori è migliorato con l’impegno di Qualcomm a garantire otto anni di supporto per Snapdragon 8 Elite e chip successivi. MediaTek ha seguito la stessa direzione con Dimensity 9400, Dimensity 8400 e futuri processori di fascia alta. Restano escluse, però, molte soluzioni economiche. Anche il supporto dei produttori varia ancora: soltanto aziende come Samsung, Google e Honor offrono sette anni di aggiornamenti del sistema sui modelli più avanzati.

gemini nano introduce una nuova frammentazione

Gemini Nano è il modello di intelligenza artificiale eseguito direttamente sul dispositivo attraverso AICore, un servizio introdotto con Android 14. La prima versione, basata esclusivamente sul testo, è arrivata con Google Pixel 8. La seconda ha aggiunto la gestione di immagini e audio ed è stata lanciata con Pixel 9.

La terza versione è stata associata a Pixel 10, Galaxy S26 e ad altri dispositivi di fascia alta. Gemini Nano v4 è arrivato invece con Galaxy Z Fold 8, Galaxy Z Flip 8 e Google Pixel 11, offrendo funzioni più avanzate per la scrittura a mano, il riconoscimento ottico dei caratteri, il supporto linguistico e la gestione dei consumi.

Le versioni Nano v3 e Nano v4 sono le uniche compatibili con Gemini Intelligence, l’insieme delle funzioni di intelligenza artificiale più evolute di Google. Il sistema richiede almeno 12 GB di RAM e un moderno chipset di fascia alta.

versioni diverse anche con lo stesso processore

La differenza tra le versioni di Gemini Nano non sembra dipendere sempre dall’hardware. Galaxy S26 utilizza Nano v3, mentre Galaxy Z Fold 8 e Z Flip 8 adottano Nano v4, nonostante tutti i dispositivi impieghino lo stesso Snapdragon 8 Elite Gen 5.

La documentazione di Google ML Kit GenAI indica inoltre Pixel 9 e Pixel 10 come dispositivi compatibili con Nano v3. In precedenza, Pixel 9 risultava associato a Nano v2. La modifica è stata rilevata nella documentazione aggiornata il 10 agosto, senza un annuncio ufficiale. Questo dimostra che il passaggio a una versione superiore è possibile, anche se Pixel 9 non riceve Gemini Intelligence.

gemini intelligence e funzioni disponibili

La disponibilità di Gemini Nano v3 o v4 non garantisce l’accesso a tutte le funzioni di Gemini Intelligence. Task Automation è presente su tutti i dispositivi qualificati e consente di completare attività composte da più passaggi attraverso le applicazioni, come prenotare un tavolo o un volo.

Rambler, che seleziona dalla voce la parte più rilevante da inviare, è disponibile soltanto su Pixel 11. Non è garantito che la funzione venga estesa ad altri smartphone. Create My Widget e Intelligent Autofill, invece, non risultano disponibili su alcun dispositivo.

la nuova frammentazione dipende da google

La vecchia frammentazione coinvolgeva il codice Android, i produttori dei chip, gli OEM e gli operatori telefonici. Google ha impiegato circa un decennio per ridurre l’impatto di questi ostacoli. La nuova divisione presenta invece un solo livello: Google stessa.

La gestione delle versioni di Gemini Nano e delle funzioni di Gemini Intelligence sta creando differenze tra dispositivi recenti e potenti. Il risultato è una nuova forma di frammentazione dell’intelligenza artificiale, nella quale l’accesso alle funzioni non dipende esclusivamente dalle capacità tecniche dello smartphone.

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