Un esperimento condotto da Google in dieci città statunitensi ha mostrato che una deviazione minima di una parte degli automobilisti può ridurre la congestione sulle arterie principali. Reindirizzando meno del 2% dei tragitti verso percorsi alternativi con tempi simili, è stato possibile migliorare la velocità del traffico senza costruire nuove strade.
google riduce il traffico con una deviazione minima
La ricerca è stata realizzata da Google Research insieme all’Università della California Berkeley e alla Stanford Graduate School of Business. Il test, durato circa sei mesi, ha coinvolto dieci città americane e circa cento tratti stradali soggetti a forti rallentamenti nelle ore di punta per ciascuna area esaminata.
lo studio ha coinvolto dieci città americane
Per l’esperimento è stato modificato l’algoritmo di Google Maps, senza cambiare il percorso della maggioranza degli utenti. Una quota inferiore al 2% dei viaggi è stata indirizzata verso strade alternative con condizioni analoghe e un tempo medio appena superiore di circa 30 secondi rispetto al tragitto più rapido.
A San Francisco, per esempio, alcuni veicoli inizialmente diretti sulla Highway 101 sono stati indirizzati verso la Interstate 280. La riduzione dei mezzi sulla prima arteria ha permesso di diminuire i tempi di percorrenza di 30 secondi o più.
velocità del traffico in aumento e meno emissioni
Nel complesso, la velocità media sui tratti congestionati è cresciuta di circa 2%, mentre la durata degli spostamenti si è ridotta dello 0,7%. I risultati sono variati in base alla città. Los Angeles ha registrato il miglioramento più significativo, con un aumento della velocità pari a circa 4,6% sulle autostrade interessate dalla deviazione. Nella maggior parte delle altre città, l’incremento nelle ore di punta è stato vicino allo 0,5%.
Secondo le stime dei ricercatori, l’applicazione prolungata della strategia potrebbe ridurre ogni anno le emissioni di anidride carbonica di oltre 1.000 tonnellate per città, una quantità paragonabile alle emissioni annuali di circa 200 automobili.
il principio della distribuzione del traffico
Michael Manville, docente di pianificazione urbana all’Università della California di Los Angeles e non coinvolto nello studio, ha osservato che i risultati confermano un principio noto nell’ingegneria dei trasporti: quando una strada principale si avvicina alla saturazione, anche una piccola riduzione dei veicoli può produrre effetti percepibili sull’intera rete.
google maps limita l’intervento per evitare nuovi problemi
Lo studio evidenzia anche il rischio della cosiddetta domanda indotta. Quando la capacità di una strada migliora, nuovi automobilisti possono essere incentivati a utilizzarla, consumando nuovamente lo spazio disponibile. Per questo motivo, il gruppo di ricerca ha scelto interventi soltanto marginali, sufficienti a migliorare il flusso senza attirare un numero elevato di nuovi conducenti.
Google Maps conta oltre 2 miliardi di utenti mensili e dispone quindi di una capacità significativa di influenzare la distribuzione dei veicoli. Gli automobilisti restano comunque liberi di ignorare il suggerimento e di utilizzare applicazioni di navigazione diverse.
california, nuove regole per le applicazioni di navigazione
L’esperimento ha aperto un confronto sul ruolo delle piattaforme digitali nella gestione della mobilità urbana. Google non ha indicato se, prima dell’avvio, le amministrazioni locali fossero state informate né se sapessero che alcuni automobilisti stavano partecipando al test.
La consigliera dell’East Bay Buffy Wicks ha presentato il disegno di legge AB 2015, che prevede uno studio del Dipartimento dei trasporti della California insieme agli enti locali. L’analisi dovrà valutare gli effetti delle applicazioni di navigazione sulle autostrade interstatali e sulla rete stradale, considerando congestione, sicurezza, infrastrutture e gestione delle emergenze. Il provvedimento è stato approvato dall’assemblea statale e attende l’esame del governatore Gavin Newsom. Il rapporto dovrà essere consegnato entro il 1° gennaio 2028.
san francisco punta anche su trasporti alternativi
Il dipartimento dei trasporti di San Francisco ha precisato che la deviazione tramite software non può risolvere da sola i problemi della mobilità urbana. L’ingegnere del traffico Ricardo Olea ha sottolineato che per ridurre davvero inquinamento, congestione e ritardi è necessario diminuire il numero complessivo di veicoli in circolazione.
Per questo, le politiche locali continuano a privilegiare trasporto pubblico, spostamenti a piedi, biciclette, lavoro da remoto e car pooling. Le applicazioni di navigazione, nel tentativo di accorciare i tempi di viaggio, possono inoltre indirizzare le automobili verso quartieri residenziali o strade non adatte al traffico di attraversamento, creando nuove difficoltà per gli abitanti.
personalità citate nella ricerca e nel dibattito
- Michael Manville, docente di pianificazione urbana all’Università della California di Los Angeles
- Alexandre Bayen, coautore dello studio e direttore dell’Information Technology Research Center dell’Università della California Berkeley
- Buffy Wicks, consigliera dell’East Bay e promotrice del disegno di legge AB 2015
- Gavin Newsom, governatore della California
- Ricardo Olea, ingegnere del traffico del dipartimento dei trasporti di San Francisco












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