Un televisore Android di cinque anni può continuare a offrire una buona qualità d’immagine, ma la lentezza del sistema operativo rischia di rendere difficoltoso anche l’accesso alle piattaforme di streaming. In questo caso, un Chromecast di seconda generazione del 2015 ha permesso di migliorare l’esperienza d’uso senza sostituire il televisore e senza affrontare subito una spesa elevata.
android tv lenta: i problemi con netflix e youtube
Il televisore Philips Android utilizzato in salotto supporta il 4K HDR e si adatta perfettamente al mobile disponibile. Non essendo ancora diffuso lo streaming in 8K su Netflix e trovandosi YouTube in una fase ancora sperimentale per le risoluzioni superiori, non emergeva una necessità concreta di cambiare apparecchio.
La difficoltà principale riguardava invece la reattività dell’interfaccia. Il dispositivo aveva smesso di ricevere aggiornamenti software da alcuni anni e, anche dopo il ripristino del sistema e la rimozione delle applicazioni inutilizzate, continuava a funzionare lentamente.
applicazioni lente e navigazione poco fluida
L’applicazione di Netflix iniziava talvolta a bloccarsi o rimaneva ferma nella schermata di caricamento. Anche le operazioni necessarie per risolvere il problema, come aprire i menu, interrompere forzatamente l’applicazione e cancellare la cache, risultavano lunghe e poco agevoli.
Anche YouTube metteva sotto pressione l’hardware del televisore. I continui aggiornamenti dell’app, con nuove funzioni e modifiche grafiche, rendevano l’interfaccia sempre più pesante. In alcuni casi servivano diversi minuti per passare dalla schermata di accesso alla pagina delle iscrizioni, mentre sullo smartphone la riproduzione iniziava in pochi secondi.
chromecast di seconda generazione: la soluzione per velocizzare lo streaming
Per aggirare la piattaforma Android integrata nel televisore è stato collegato un Chromecast di seconda generazione, recuperato dopo anni di inutilizzo. Il dispositivo, lanciato nel 2015, non riceve più aggiornamenti software completi, ma continua a ottenere da Google gli aggiornamenti di sicurezza essenziali. È il modello Chromecast più vecchio a mantenere questo tipo di supporto, mentre la prima generazione ne è stata completamente esclusa.
Il collegamento ha richiesto soltanto l’inserimento nella porta HDMI e la connessione alla rete Wi-Fi domestica. Poiché alimentato attraverso una presa separata, il Chromecast può avviarsi prima che il televisore abbia completato il caricamento della schermata principale.
In questo modo è possibile avviare la trasmissione dallo smartphone prima ancora di accendere lo schermo. Quando il televisore si illumina, il contenuto è già pronto per essere riprodotto. L’interfaccia essenziale del Chromecast sostituisce quindi la navigazione lenta del sistema operativo Android TV.
chromecast e risoluzione video: il compromesso del modello 2015
Il principale limite del Chromecast di seconda generazione riguarda la risoluzione massima di 1080p. Il televisore e le applicazioni supportano il 4K, ma il dispositivo non consente di sfruttare questa qualità superiore. La rinuncia alla risoluzione più elevata rappresenta un compromesso, compensato da un’esperienza più rapida e scorrevole.
I modelli Chromecast più recenti non presentano necessariamente questa limitazione. Il Chromecast Ultra, introdotto nel 2016, è stato il primo della linea a supportare il 4K. In seguito sono arrivati modelli economici fermi al 1080p, fino al lancio del Chromecast con Google TV in versione 4K nel 2020.
netflix e trasmissione dallo smartphone
Il collegamento offre un ulteriore vantaggio con Netflix. Dopo la rimozione del supporto alla trasmissione verso alcuni televisori smart dall’applicazione mobile, l’uso di un Chromecast consente di aggirare questa limitazione. La funzione richiede però un piano Netflix idoneo e privo di pubblicità. Se l’abbonamento prevede annunci, la trasmissione tramite questa configurazione non è disponibile.
La restrizione non riguarda YouTube, VLC e altre applicazioni video, che continuano a permettere l’invio dei contenuti al Chromecast.
chromecast usato: perché il televisore non deve essere sostituito subito
L’impiego di un dispositivo più vecchio per migliorare un televisore già esistente ha rinviato la necessità di un aggiornamento costoso. Il televisore continua a offrire una qualità d’immagine adeguata, mentre il Chromecast ha ridotto i tempi di attesa durante l’apertura delle applicazioni e la riproduzione dei contenuti.
La sostituzione potrà essere valutata quando l’hardware del televisore smetterà di funzionare oppure quando le innovazioni nel settore delle smart TV saranno sufficienti a giustificare l’investimento. Per il momento, la maggiore fluidità dell’interfaccia compensa la perdita del 4K e le possibili limitazioni legate a Netflix.






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