Google non dovrà vendere AdX, la piattaforma di scambio pubblicitario dell’azienda, dopo la nuova decisione del tribunale. Il giudice ha respinto la richiesta del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che puntava alla cessione dell’attività e alla pubblicazione delle logiche utilizzate per determinare le aste degli annunci. Per Google si tratta di un risultato favorevole, anche se restano in vigore le contestazioni legate alla posizione dominante nel settore della pubblicità digitale.
Google non venderà AdX dopo la decisione del tribunale
La sentenza stabilisce che Google potrà mantenere il controllo di AdX. Il giudice Leonie Brinkema ha respinto l’intervento richiesto dal DOJ, che prevedeva la vendita dell’ad exchange e avrebbe reso pubbliche le regole alla base delle aste per il posizionamento degli annunci.
La richiesta di cessione rappresentava una delle misure più incisive ipotizzate nel procedimento antitrust. La decisione appena adottata esclude quindi sia la vendita di AdX sia l’obbligo di rendere accessibili i dettagli relativi al funzionamento delle aste pubblicitarie.
Google dovrà applicare cambiamenti comportamentali
Pur non imponendo la cessione dell’attività, il giudice ha indicato la necessità di introdurre modifiche di tipo comportamentale. Per il momento, i dettagli di questi interventi non sono stati resi pubblici.
Il contenuto completo della decisione sarà disponibile tra 14 giorni. In questo intervallo di tempo, Google e il Dipartimento di Giustizia potranno apportare le eventuali omissioni necessarie prima della pubblicazione del documento.
La decisione resta parzialmente riservata
La mancata divulgazione immediata impedisce di conoscere con precisione quali obblighi saranno imposti a Google. Le indicazioni definitive sulle modifiche comportamentali emergeranno solo dopo la pubblicazione della versione non più soggetta a modifiche riservate.
La precedente condanna per monopolio pubblicitario
La nuova decisione non annulla la sentenza del 2025, con cui Google era stato ritenuto responsabile di aver violato la legge per proteggere una posizione monopolistica nel settore della pubblicità. Il riconoscimento della violazione resta quindi parte del procedimento.
La mancata vendita di AdX costituisce comunque una vittoria importante per Google. Sebbene l’ad exchange non rappresenti la componente principale dell’intero comparto pubblicitario dell’azienda, una sua cessione avrebbe potuto produrre conseguenze anche sulle altre attività pubblicitarie di Google.
AdX e gli effetti sul settore pubblicitario di Google
La decisione mantiene invariata la proprietà di AdX, ma lascia aperta la possibilità di interventi sulle modalità operative dell’azienda. Le future misure comportamentali potrebbero incidere sul funzionamento delle attività pubblicitarie, mentre la struttura proprietaria dell’ad exchange resterà intatta.
Gli elementi principali emersi dalla decisione sono:
- Google non dovrà vendere AdX;
- le logiche delle aste pubblicitarie non saranno rese pubbliche;
- il giudice ha indicato possibili cambiamenti comportamentali;
- la decisione completa sarà pubblicata dopo 14 giorni;
- resta valida la condanna del 2025 relativa alla protezione di un monopolio nella pubblicità digitale.


Lascia un commento