La politica statunitense sulla sicurezza informatica cambia direzione: alcune aziende private, sottoposte a rigorosi controlli federali, potranno svolgere operazioni cibernetiche offensive contro organizzazioni criminali straniere. L’obiettivo dichiarato è contrastare minacce come ransomware, frodi e altri crimini digitali rivolti contro cittadini e strutture degli Stati Uniti.
cybersecurity offensiva: il nuovo programma degli stati uniti
Un nuovo memorandum presidenziale istituisce un programma federale che consente a società americane selezionate di condurre attività di sorveglianza e operazioni capaci di interrompere, degradare o distruggere sistemi informatici e dati. Le imprese coinvolte non potranno agire autonomamente, poiché ogni intervento dovrà essere autorizzato e supervisionato dalle autorità competenti.
autorizzazione federale e controllo delle operazioni
Prima dell’avvio di qualsiasi attività sarà necessaria una approvazione scritta da parte dei responsabili del programma presso il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento della Sicurezza interna. Le aziende dovranno operare seguendo le indicazioni del governo federale e rispettando i limiti stabiliti dal programma.
Alle società partecipanti potrebbe inoltre essere richiesto il deposito di una garanzia di almeno un milione di dollari in un conto vincolato o in escrow. La somma potrà essere confiscata nel caso in cui vengano violate le regole operative o le condizioni imposte dalle autorità.
quali attività informatiche saranno consentite
Il memorandum attribuisce alle aziende poteri rilevanti. Le operazioni potranno puntare a manipolare, compromettere, rallentare o rendere inutilizzabili sistemi e informazioni appartenenti a gruppi criminali informatici stranieri. Le attività di intelligence potranno includere anche l’accesso segreto a sistemi senza il consenso dei proprietari, allo scopo di raccogliere dati.
limiti contro bersagli statunitensi
Il programma è destinato a colpire organizzazioni criminali straniere e non governi. Nel caso in cui un’operazione raggiunga accidentalmente una persona statunitense o un sistema situato negli Stati Uniti, l’attività dovrà essere interrotta e segnalata alle autorità competenti.
Le procedure definitive non sono ancora state completate. I funzionari incaricati avranno 60 giorni per definire il regolamento operativo, specificando modalità, responsabilità e ulteriori garanzie applicabili alle imprese coinvolte.
una svolta nella posizione tradizionale degli stati uniti
La nuova iniziativa rappresenta un cambiamento significativo rispetto alla posizione mantenuta in precedenza dal governo statunitense. Le aziende private potevano difendersi dagli attacchi informatici, ma non erano autorizzate a rispondere con operazioni offensive contro gli aggressori.
Jake Williams, esperto nel settore della cybersecurity, ha espresso forti perplessità sul progetto, definendolo poco elaborato. Secondo le preoccupazioni riportate, i cittadini statunitensi coinvolti nelle operazioni potrebbero andare incontro a conseguenze legali o a contestazioni da parte di governi stranieri durante eventuali viaggi all’estero.











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