Pixel 11: il sistema fotografico non è ancora abbastanza per i fan dei Pixel

Google Pixel 11 mantiene l’approccio fotografico che ha caratterizzato la serie, puntando sulla costanza dei risultati più che su una rivoluzione dell’hardware. La nuova generazione introduce alcuni aggiornamenti ai sensori, ma il comparto continua a seguire una formula già utilizzata per diversi anni. Per i modelli Pro, il cui prezzo supera i 1.000 dollari, l’evoluzione appare quindi limitata rispetto ai progressi compiuti da alcuni concorrenti.

google pixel 11 e fotocamere: una formula ancora prudente

Gli smartphone Google si sono affermati grazie a prestazioni fotografiche particolarmente affidabili. Il marchio ha costruito la propria reputazione sulle capacità di elaborazione delle immagini, sull’HDR+, sulla modalità ritratto e sulla funzione Night Sight. Con Pixel 11, questa identità viene confermata, ma senza introdurre un cambiamento radicale.

La strategia basata su miglioramenti graduali consente di mantenere una certa continuità tra le generazioni. Allo stesso tempo, una progettazione troppo prevedibile ha permesso ad altri produttori di proporre hardware fotografico più moderno, spesso capace di ottenere risultati migliori in determinati scenari.

google pixel 6 pro: l’ultimo grande aggiornamento hardware

La storia recente delle fotocamere Pixel può essere suddivisa in due fasi. La prima comprende i modelli dal Pixel originale al Pixel 3, caratterizzati da una singola fotocamera posteriore da 12 megapixel. Questa configurazione ha contribuito allo sviluppo delle principali funzioni computazionali della fotografia Google.

In seguito, l’azienda ha sperimentato diverse fotocamere aggiuntive. Pixel 4 ha introdotto un teleobiettivo 2x, mentre Pixel 5 ha utilizzato una lente ultragrandangolare. Con il passare del tempo, il sensore principale da 12 megapixel ha iniziato a mostrare i propri limiti, soprattutto in un mercato già orientato verso sistemi a tre fotocamere.

pixel 6 pro e il sistema a tre fotocamere

Il Pixel 6 Pro, presentato nel 2021, ha rappresentato il cambiamento più significativo dall’esordio della serie. Il sensore principale è passato a un’unità da 50 megapixel più grande e moderna, affiancata da una fotocamera ultragrandangolare da 12 megapixel e da un teleobiettivo 4x da 48 megapixel.

Le generazioni successive hanno perfezionato questa impostazione. Pixel 7 Pro ha adottato uno zoom 5x, Pixel 8 Pro ha migliorato la fotocamera ultragrandangolare e Pixel 9 Pro ha riproposto una dotazione simile in un formato più compatto rispetto al modello XL. Pixel 10 Pro e Pro XL si sono concentrati soprattutto sulle funzioni software, mentre Pixel 10 ha ricevuto per la prima volta un teleobiettivo dedicato.

google pixel 11 pro: sensori più grandi e zoom fino a 120x

Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL introducono alcuni interventi sul formato dei sensori. Sia l’ultragrandangolare sia il teleobiettivo risultano leggermente più grandi. Il cambiamento maggiore riguarda quest’ultimo, che passa da un sensore da 1/2,55 pollici a uno da 1/1,95 pollici.

L’aumento delle dimensioni dovrebbe favorire una maggiore raccolta della luce e contribuire a ridurre il rumore nelle fotografie scattate in condizioni difficili. La nuova dotazione consente inoltre a Google di estendere lo zoom massimo da 100x a 120x. Si tratta di miglioramenti concreti, anche se non sufficienti a modificare completamente l’esperienza fotografica della serie.

come google può ridurre il divario con la concorrenza

Dopo cinque generazioni basate sulla stessa architettura, il sistema a tre fotocamere appare ormai pronto per un aggiornamento più profondo. Le innovazioni disponibili non riguardano soltanto il numero di megapixel, ma anche tecnologie come LOFIC, il multi-gain ISO e l’HDR avanzato.

Una possibile direzione riguarda i teleobiettivi da 200 megapixel abbinati a uno zoom 3x. Una lente con lunghezza focale intorno ai 70 millimetri potrebbe offrire risultati migliori nei ritratti, un settore nel quale i Pixel vengono considerati meno efficaci rispetto ad alcuni rivali. L’elevata risoluzione permetterebbe inoltre di ritagliare immagini di qualità a 6x e di ottenere risultati accettabili anche a 12x.

Per gestire una quantità così elevata di dati, Google potrebbe dover intervenire anche sul processore ISP e sulle piattaforme Tensor. Il silicio personalizzato dovrebbe consentire all’azienda di guidare l’innovazione nell’elaborazione delle immagini, non di inseguire le soluzioni concorrenti.

pixel 12 e nuove possibilità per il comparto fotografico

Altri produttori stanno sperimentando lenti flessibili, aperture variabili e configurazioni capaci di ottenere più risultati con un singolo sensore. Una soluzione alternativa potrebbe prevedere due sole fotocamere di fascia alta: un teleobiettivo ad alta risoluzione e un sensore principale in grado di gestire sia gli scatti grandangolari sia quelli ultragrandangolari.

Un sensore più grande, capace di passare da circa 18 a 30 millimetri, potrebbe offrire un equilibrio migliore tra soggetti e paesaggi rispetto alle attuali fotocamere da 22 e 17 millimetri. L’ultragrandangolare Pixel, spesso considerata meno performante della principale, potrebbe così essere sostituita da una soluzione più versatile.

Google ha sempre privilegiato la continuità e il perfezionamento progressivo, evitando cambiamenti rischiosi a ogni generazione. Dopo cinque anni, però, la configurazione attuale appare meno innovativa. Per Pixel 12 potrebbe essere necessario adottare tecnologie fotografiche più ambiziose e costruire un sistema realmente all’altezza dei migliori smartphone del mercato.

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